L’attesa è finita: stasera 13 aprile Euphoria 3 debutta su HBO Max e in contemporanea su Sky e in streaming su NOW. Le prime due stagioni, che hanno ridefinito l’estetica e il linguaggio del teen drama contemporaneo, e i nuovi episodi promettono di non essere da meno.
La serie ha saputo intercettare il malessere della Generazione Z, trasformando il racconto adolescenziale in un’esperienza visiva cruda e magnetica che ha dominato le conversazioni sui social e scalato le classifiche internazionali delle serie più viste.
Di cosa parla “Euphoria”
La storia raccontata in Euphoria ruota intorno alla vita di Rue Bennett, un’adolescente che cerca di barcamenarsi tra il dolore per la perdita del padre e una grave dipendenza dalle droghe. Accanto a lei c’è Jules, con cui porta avanti un rapporto dall’equilibrio particolarmente fragile. Intorno a loro si muovono un gruppo di liceali della cittadina di East Highland, le cui vite si intrecciano in un groviglio di segreti, amori tossici e traumi profondi.
I temi della serie sono quelli delle dinamiche disfunzionali nei rapporti tra teenager e della difficoltà di trovare connessioni autentiche in un mondo apparentemente privo di filtri. Attraverso la ricerca dell’identità, la salute mentale e l’impatto dei social media, la serie esplora così la fragilità dei rapporti umani.
“Euphoria” è la storia vera di Sam Levinson?
Pur non essendo tratta da una storia vera nel senso stretto, Euphoria si ispira alle esperienze personali del creatore Sam Levinson, che ha vissuto una giovinezza segnata dalla dipendenza da droghe.
Sebbene la serie sia un adattamento della miniserie israeliana del 2012 creata da Ron Leshem e Daphna Levin, Levinson ha inserito elementi autobiografici, inclusa la sua esperienza di riabilitazione iniziata a 19 anni. Lo showrunner ha raccontato di aver trascorso diversi anni tra centri di recupero e di essersi convinto già a 16 anni che la sua vita sarebbe finita a causa della droga. La lotta di Rue contro la dipendenza da oppiacei riflette quindi la sua storia reale.
I personaggi rimangono fittizi, ma le dinamiche di dipendenza, trauma, ansia e ricerca di identità adolescenziale rispecchiano esperienze vissute dal creatore. La serie drammatizza e amplifica queste situazioni per scopi narrativi, offrendo un ritratto crudo ma non letterale dell’adolescenza contemporanea.
Il cast di “Euphoria”
Il successo della produzione è legato a un cast che oggi rappresenta il meglio della nuova generazione di Hollywood. Zendaya guida il gruppo nel ruolo di Rue Bennett, interpretazione che le ha già fruttato due Emmy.
Accanto a lei tornano Hunter Schafer (Jules Vaughn), Jacob Elordi (Nate Jacobs) e Sydney Sweeney (Cassie Howard), insieme ad Alexa Demie (Maddy Perez) e Maude Apatow (Lexi Howard). Non rivedremo invece Storm Reid, che interpretava Gia Bennet: l’attrice ha confermato l’addio alla serie.
Il mosaico di East Highland si completa con Eric Dane (Cal Jacobs), Martha Kelly (Laurie) e Chloe Cherry (Feye), mentre le nuove puntate vedranno l’ingresso di Adewale Akinnuoye-Agbaje (Alamo Brown) e Toby Wallace (Wayne).
Tra le guest star riconfermate figurano Colman Domingo (Ali), Dominic Fike (Elliot), Nika King (Leslie Bennett) e Alanna Ubach (Suze Howard). La terza stagione vanta inoltre ospiti d’eccezione come Sharon Stone e Rosalía.
Le anticipazioni della nuova stagione
Euphoria 3 promette di essere rivoluzionaria, almeno stando alle prime indiscrezioni trapelate. I nuovi episodi segnano una svolta narrativa radicale: la storia riprende cinque anni dopo il finale della seconda stagione.
Il primo trailer non rivela molto su cosa accadrà, ma sappiamo che i protagonisti hanno ormai lasciato il liceo per muoversi nel mondo reale, spesso senza reti di sicurezza. In un ambiente plasmato da dipendenza, violenza e capitalismo, i personaggi dovranno confrontarsi con temi universali come il valore della fede, la possibilità di redenzione e la natura del male.
Euphoria si conferma così un cult pop capace di esplorare le crepe della gioventù contemporanea, muovendosi tra la salute mentale e la disperata ricerca di un posto nel mondo.