Diamo a Maria quel che è di Maria, perché Temptation Island ci regala con la quinta puntata di stagione ancora una volta una boccata d’aria fresca in una notte dalle temperature roventi. Mentre l’Italia is the new Equatore, ci basta sintonizzarci su Canale 5 alle 21 e 30 per sentirci meglio all’istante. Laggiù in quel resort in Calabria, la realtà è così surreale da farci dimenticare che sudiamo anche sotto la doccia. Così ci ritroviamo nel villaggio dei fidanzati dove la tensione si taglia come una brioche del carretto di Giovanni.
Là dove la luce in fondo al tunnel per questi QI meno mille è solo la dentatura a mille watt di Danilo, pure Cristian (l’unico in cui avevamo riposto speranza nel genere maschile) ci ha deluso conquistando il premio di sottone dell’anno. Mentre, dall’altra parte, le fidanzate continuano a rifiutare falò, sempre più obnubilate da pettorali scalpitanti e bicipiti guizzanti al loro servizio (dimenticando che tali ammassi di muscoli sono pagati per farlo), e a truccarsi da denuncia. Che si sappia che se nel mondo in questo momento c’è un tasso di mortalità elevatissimo di make-up artist, il punto Zero è Soraya. Più che di complimenti, di cui lamenta la mancanza da parte del fidanzato, la ragazza avrebbe bisogno di un corso intensivo con Charlotte Tilbury.
Giovanni e Sabrina, salutammillo (10 a lui, 1 a lei)
Giovanni che dire, grazie di esistere. L’idolo indiscusso del web per la sua pazienza ormai polverizzata, dopo aver manifestato l’intenzione di mettere il villaggio sotto E sopra (con tanto di immagine capovolta dalla regia, c’è del genio puro), invoca, in una lingua peraltro ignota, l’ennesimo falò di confronto con la fidanzata Sabrina. Lei, è chiaro, si vuole godere fino in fondo la sua vacanza all inclusive e dà l’ennesimo palo al nostro senza nemmeno sforzarsi di aggiungere una benché minima motivazione. «Rifiuto» (sottotitolo, voglio il single Lory) dice con candore a un Filippo che, con à plomb, le lancia fiamme dagli occhi (Fil, sei tutti noi).
Giovanni, prima sicuro che la fidanzata non avrebbe potuto rifilargli un altro due di picche («Stavolta me lo sento proprio che verrà», ipse dixit), dopo aver ricevuto l’ennesimo palo commenta a gorgoglii in catanese stretto con Filippo che annuisce come fa chi non capisce un tubo davanti a cinese che parla in dialetto mandarino dell’entroterra e che, alla fine, gli dà l’abbraccio che vorremmo dargli tutti noi. Ultima scena: lui, ormai meme vivente che ha litigato a morte coi capelli (quintali di gel e un lato con un gorgo che quello di Cariddi è niente), non ricorda il nome del single su cui ha messo sù gli occhi (e qualcos’altro) Sabrina. Filippo riesce a cogliere in quell’idioma sconosciuto il riferimento e suggerisce: «Lory». Giovanni: «Eh, salutammillo». Nero. Applausi. Premio Oscar anche al montaggio: «Il carretto passava e quell’uomo gridava “gelati”». Capolavoro.
Danilo e Francesca, per fare «scemità» ci vuole rispetto (5)
In versione Cassandra, dobbiamo dirlo, Danilo ci stupisce: «Secondo me in questa edizione parleranno solo dei miei denti», vaticina alla single di fronte al mare. Si potrebbe collegare un generatore di corrente alla sua dentatura per illuminare tutto il Sud America, del resto. In ogni caso, per la prima volta dall’inizio del programma, la iena ridens di Temptation Island chiude la bocca trasformandosi da The Musk alla Mummia in un secondo. Cosa è successo? Richiamato al capanno vede la fidanzata/carceriera Francesca (pur potendo stare a Napoli con lei, preferisce rimanere a Roma “per lavoro“ durante la settimana), marpionata dal single palestratissimo Marco.
Che, diciamolo, oltre che ripeterle complimenti stantii non fa. Ma per il nostro Durban’s è già troppo. Il sorriso accecante si è spento. Dopo queste scene non gli si vede nemmeno un incisivo. Colpito da una gelosia improvvisa (e ottusa), alla vista dei due sdraiati sotto la coperta del peccato (lei dorme, ma sotto quel telo chissà che può accadere), scoppia. «Io di scemità ne ho fatte tante, ma nelle mie scemità tengo nu’ minim’ e rispetto». La cui misura è appunto un telo mare. Nel frattempo Francesca, dal carisma di una lenticchia, si avvia, previo annuncio, al villaggio dei fidanzati per riprendersi i suoi denti, pardon, il fidanzato. Dice che si è pentita. Di cosa? Ah boh. Lo mettiamo dopo i tre misteri di Fatima. Veloce come un bradipo, viene riacciuffata dalle compagne. Riportata in stanza non sa spiegare il perché del fattaccio. Ci pensa Bernadette (sì esiste): «È che sei istintiva, non sei una che deve per forza avere senso». Infatti, un senso non ce l’ha. E se qualcuno vuole cercarlo, mente.
Cristian a Soraya, salvate il soldato Cristian (4)
Noi più che gridare dall’altra parte dello schermo a gran voce: «Corri Cristian, corri (il più lontano possibile dalla Barbie de Roma)» non sappiamo più che fare. Gli vorremmo dire che fuori ci sono un milione di ragazze che pagherebbero loro le sue maschere di Spider Man. Perché in un mare di red flag, lui è una boa super green a cui aggrapparsi. Ma lo sappiamo che ci sono delle persone nate per soffrire. E sono sempre i migliori. Lo ripetiamo: in 15 edizioni di Temptation Island, Cristian è il primo fidanzato dotato di cervello nel senso canonico del termine. Ha persino intelligenza emotiva, capacità di autoanalisi, è fedele, introspettivo. Quasi troppo bello per essere vero.
E infatti è il fidanzato trattato peggio, sì, perfino peggio di Giovanni. Soraya, la bionda che non sapeva tenere un pennello da make-up in mano, continua a denigrarlo in tutti i modi mentre si struscia beatamente sull’adone Dimitri. Avvinghiata a cotanto maciste ammette con candore: «Io a Cristian non lo amo». Perché? Lui non la venera ogni due per tre come lei vorrebbe. Il nostro sente questo e pure di peggio, ma che fa? Dichiara: «Si è ricordata il mio colore preferito, è un buon segno», perché lei in 14 giorni lo ha nominato di striscio mezzo secondo. Eh no, Cristian, quoque tu sottone? Lei NON TI VUOLE, o quantomeno, ti vuole cambiato al 105%. Tu devi cambiare, ma solo una cosa. La fidanzata.
Andrea e Iris, assai x 124 (voto 3)
Andrea è piacevole come camminare sui mattoncini Lego a piedi nudi. Amò proprio non ci siamo. Irriti solo a parlare, sei un marpione viscido vecchio stile, con la sventurata single Sary a dover sudare freddo insieme a te per portare a casa lo stipendio. Lui, dopo averla corteggiato spudoratamente, mette la ciliegina sulla torta del ribbrezzo arrivando a definire il décolleté della tentatrice «patrimonio dell’UNESCO». Non contento, si fa spalmare la crema sulla schiena per farsi scrivere messaggi romantici come «Ti ho sognato». Rabbrividiamo. Poi, dopo averci provato anche con gli alberi, il colpo di scena. Trascorre una notte dell’Innominato che chiaramente non sa nemmeno chi sia, illuminato sulla via del capanno. Poi la certezza: gli manca la fidanzata Iris. Il mattino seguente lo troviamo meditabondo e ancora frastornato dal rinculo sentimentale.
Così comincia la prima fuga disinvolta a 3 all’ora (che manco il leggendario Lino) di tutte le edizioni di Temptation verso il villaggio delle fidanzate. Chiaramente riacciuffato dopo 2 secondi e mezzo dai cameraman. «Amò (sì chiama «amò» anche loro, inaccettabile) la voglio vedere, la voglio abbracciare», ecc ecc ecc. Ricollocato in sede, parla con gli altri australopitechi continuando a ripetere «Cioè capito cosa sto dicendo? Mi manca assai. Cioè capito cosa sto dicendo? Non pensavo potesse mai succedere. Cioè capito cosa sto dicendo» per mille condito da una miliardo di «assai» a casaccio. E così chiede un falò di confronto immediato con l’ignara Iris. Alla quale intanto, proprio mentre sta elaborando il lutto per una relazione visibilmente logora, tocca pure la chiamata anticipata da parte di lui redento. Se la sventurata rispose (scusaci ancora Manzoni), lo sapremo alla prossima puntata. Intanto speriamo che lui vada dove lo porta il cuore, lontano millemila calci nel deretano da lei.