«Maddy sapeva chi era sin dalla tenera età». È la prima frase con cui la voce di Rue la introduce al pubblico, nella puntata iconica della stagione di debutto della serie. E resta – oltre che virale su TikTok – la lente perfetta per comprendere il personaggio. Latina, amante della moda, ambiziosa e senza peli sulla lingua, Maddy è diventata il personaggio preferito di tutti fin da subito. Complici outfit memorabili (e spesso scelti da archivi esclusivi, brand indipendenti o stilisti emergenti), tempi comici impeccabili e alcune delle battute più memorabili della serie.

Ma anche dell’attrice, Alexa Demie, forse l’unica A-List di Hollywood a riuscire a restare un mistero nell’era di Internet. Nessuno sa cosa faccia quando non è sul set, non c’è alcuna prova nemmeno della sua età (credetemi, pagherei per poter calcolare almeno il suo Ascendente), e in occasione del red carpet che ha anticipato l’anteprima di Euphoria 3, ha lasciato tutti di stucco presentandosi con il viso evidentemente scavato e chissà quanti chili di meno. Tutto questo ci ha fatto ripetere come un mantra, puntata dopo puntata e nel corso di questi tre anni, una sola richiesta a Sam Levinson: rovina tutti, ma non Maddy.

Maddy, la ragazzina che non si è mai accontentata

Che la vita di Rue resti allo sbaraglio per un’altra stagione, o anche solo metà, è da mettere in conto. Ma Maddy, che più di tutte voleva uscire da quel microcosmo chiuso, diventare “qualcuno” e avere una bella vita, merita la possibilità di salvarsi.

E il primo episodio lascia intendere che le numerosissime preghiere dei fan siano state accolte. Maddy non è, come poteva apparire dal trailer, una stripper. Lavora come manager in uno studio di attori, «amatissima dai talent», e si impegna giorno e notte per portarli a tutti gli eventi più esclusivi e renderli i più desiderati di Hollywood. Per poi tornare a casa, sola e senza un soldo. Se è una storia familiare, è perché Sam Levinson, il regista, ancora una volta ha saputo guardare negli occhi i GenZ e ricordargli che nonostante le caricature, le luci neon e i vestiti da sogni, questa serie parla di loro.

Alexa Demie è Maddy in Euphoria (foto di IPA)

A quanto sembra dalla prima puntata, infatti, Maddy e Lexi sono le uniche due del gruppo di protagonisti ad aver trovato un percorso “tradizionale”. Giorno e notte fanno su e giù per gli Studios, lottando per mostrare le migliori idee e iniziative, solo per far arricchire i loro capi e restare relegate al ruolo di eterne stagiste. Insomma, le loro vite più che farci sognare ci ricordano chi siamo, ma poteva certo andare peggio. Le ex compagne di liceo sono infatti corrieri della droga (Rue), sugar babies (Jules) o aspiranti creator su Only Fans (Cassie).

Come andrà la terza stagione di Euphoria?

C’è chi parla di Sam Levinson come di un pervertito e di questa stagione come dell’ennesima conferma che vede le donne solo come oggetti sessuali. Difficile dirlo dopo la prima puntata – anche se Sydney Sweenie ha cominciato a costruire la sua immagine proprio grazie a quella che le è stata cucita addosso in Euphoria – ma sembra che le esagerazioni della stagione restino coerenti con i personaggi.

Alexa Demie è Maddy in Euphoria (foto di IPA)

Ci sono situazioni estreme, paradossali, in bilico tra la vita e la morte, ma anche scene di ordinaria realtà americana, con le luci e le ombre delle aspiranti coppie Wasp (Cassie e Nate) o, appunto, delle sopracitate self made woman. Euphoria, almeno all’inizio, si conferma il racconto volontariamente esagerato e scioccante di una generazione allo sbando.

Lo fa con colonne sonore perfette (scusa Labirinth, ma sei stato sostituito da Hans Zimmer), abiti che comunicano più dei dialoghi, e una fotografia che, ancora una volta, ci tiene incollati. I difetti sono, e saranno, tanti. Le situazioni del primo episodio si ribalteranno. Ma saremo seduti, perché Euphoria è ancora la serie GenZ per eccellenza. E Maddy, pensata per essere un personaggio secondario, ne diventa, puntata dopo puntata, il cuore.