La fiction tratta dal romanzo di Giorgio Fontana, è sbarcata su Rai1 portando con sé un seguito importante di spettatori e un dibattito che si è acceso quasi subito. Al centro della discussione c’è l’uso del friulano, o meglio la sua resa scenica, considerata «inventata» o poco autentica da molti telespettatori.
Le critiche a Prima di noi sui social
Diverse pagine social – soprattutto non friulane – hanno segnalato perplessità davanti a quella che veniva definita una lingua «impossibile da capire». In alcuni casi, il tema si è trasformato in una critica più ampia verso una scelta percepita come forzata, soprattutto in una serie ambientata nel primo Novecento e legata a una storia familiare profonda.
Le osservazioni sono arrivate anche dal Friuli stesso. Alcuni spettatori hanno parlato di una «cantilena» poco credibile, lontana dai ritmi e dalle cadenze del friulano reale. Una critica condivisa anche da alcuni professionisti del territorio, che avrebbero preferito vedere coinvolti attori locali per una resa più fedele della lingua.
Cosa dicono attori e produzione di Prima di noi
Di fronte alle critiche, il cast e la produzione hanno spiegato il percorso fatto per arrivare a quella particolare cadenza. Linda Caridi, protagonista dei primi episodi, ha raccontato che la ricerca linguistica è stata accurata e condotta insieme a una dialect coach, Sara De Mezzo, originaria del Friuli. Il team ha lavorato sulle sfumature del friulano montanaro, sulle consonanti «arretrate» e sulla necessità di trovare un compromesso che fosse comprensibile al pubblico della prima serata.

Il regista Daniele Luchetti ha sottolineato quanto fosse importante mantenere una verità culturale e storica, pur dovendo adattare la lingua alle esigenze televisive e alla recitazione degli attori. Si trattava, nelle sue parole, di «conservare l’autenticità, senza perdere la fruibilità».
Un lavoro continuo, che ha richiesto riscritture fino all’ultimo, con il supporto della produzione e delle sceneggiatrici. L’obiettivo non era imitare perfettamente il friulano, ma restituire una «sporcatura linguistica» che potesse evocarlo senza rendere complessa la comprensione.
Quando le lingue minoritarie entrano nella tv nazionale
Il confronto sul friulano di Prima di noi ha fatto emergere un tema più ampio: come rappresentare le lingue minoritarie nella televisione generalista?
Il pubblico italiano è più abituato ad ascoltare napoletano e romanesco, dialetti che negli anni sono diventati protagonisti di molte produzioni. Il friulano, invece, è una lingua riconosciuta ma meno presente nel cinema e nelle fiction, e questo ha reso la sua comparsa un elemento di sorpresa.
Per alcuni, l’iniziativa è stata un passo coraggioso verso una maggiore valorizzazione delle identità locali. Per altri, un tentativo riuscito a metà, che avrebbe richiesto un coinvolgimento più profondo di attori e professionisti friulani. In ogni caso, la polemica dimostra quanto la lingua sia un elemento identitario forte. E quanto il pubblico sia sensibile alla sua rappresentazione, soprattutto quando riguarda territori e comunità poco abituati a vedersi riflessi sullo schermo.
Cosa succederà nella prossima puntata di Prima di noi
La fiction Prima di noi torna in onda su Rai 1 in prima serata con la sua quarta puntata, prevista in via eccezionale per martedì 20 gennaio. Anche questa volta il pubblico assisterà a due episodi consecutivi, pensati per aggiungere un nuovo capitolo alla lunga e articolata storia della famiglia protagonista.
Il primo dei due episodi ci riporta nel 1955. Renzo, ormai senza casa, vive per le strade di Torino, in un’Italia che sta provando a ricostruirsi nel periodo postbellico. Nello stesso periodo, anche Gabriele – ora sposato con Margherita e padre della piccola Eloisa – si prepara a trasferirsi nel capoluogo piemontese per migliorare le prospettive della sua famiglia.
Il percorso di Renzo sembra cambiare quando conosce Teresa, una donna energica e indipendente che gestisce un’osteria. Tra loro nasce un legame profondo, destinato a diventare una storia d’amore intensa ma non priva di difficoltà. Quando Teresa resta incinta, Renzo è tentato di sottrarsi alle responsabilità, ma alla fine sceglie di restare accanto a lei e di costruire una famiglia.
Dall’unione dei due nascono Diana e Davide. Tuttavia la loro serenità viene spezzata da una dura prova: il piccolo Davide contrae la poliomielite, una delle malattie più temute dell’epoca. Un evento che colpisce nel profondo la famiglia e restituisce il clima di incertezza di quegli anni.
Anticipazioni seconda parte: nel 1964 emerge una verità destinata a sconvolgere tutti
Il secondo episodio ci porta avanti nel tempo, fino al 1964. Luigi ha completato gli studi universitari e sta per sposare Eloisa. Nonostante l’apparenza serena, sotto la superficie continuano a muoversi tensioni, segreti e sentimenti mai affrontati fino in fondo.
Margherita, infatti, trova la forza di rivelare emozioni del passato che tornano a farsi vive, mettendo nuovamente in discussione equilibri e relazioni. Ma è Renzo a dover affrontare la rivelazione più sconvolgente: Luigi è suo figlio biologico, anche se non lo ha mai riconosciuto.
La scoperta getta Renzo nello sconforto proprio in un momento delicatissimo. Profondamente turbato, l’uomo rimane coinvolto in un grave incidente sul lavoro. Una tragedia che rischia di far precipitare l’intera famiglia verso un punto di rottura.