Nell’anno dei Mondiali di calcio, dove l’Italia non è protagonista, abbiamo immaginato una World Cup in cui spiccheremmo di certo: quella della letteratura. L’estate è il periodo migliore per recuperare le migliori uscite dell’anno o godere delle ultime, e non mancano certo le perle da divorare sotto l’ombrellone. Ecco i nostri preferiti, divisi in due squadre (e in due manche): tu per chi tifi?
Team Italia, prima manche

La vita sempre di Elena Varvello (Guanda, 336 pagine, 20 euro)
Francesco è un disertore. Teresa una studentessa. Tra i due, diversissimi, nasce una passione capace di sovrastare fascismo, guerra, povertà. Questo affresco umano sullo sfondo della grande storia è finalista al Premio Campiello 2026 per la scrittura limpida e intensa, che dà voce a personaggi segnati da perdite e inquietudini, ma ancora capaci di coraggio e ribellione. Un romanzo, senza sentimentalismi, sulla tenacia con cui la vita continua. Nonostante tutto.

Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto (Mondadori, 592 pagine, 22 euro)
Mollare tutto per il silenzio zen di Singapore. Il piano del protagonista, di professione ghostwriter, sembra una bolla sicura contro il dolore del passato. Tai chi, meditazione, arrampicata, il Dhammapada imparato a memoria: l’importante è blindare il cuore. Poi però inciampa in Giorgia, che è caotica e impulsiva e finisce per scombinare ogni equilibrio. Del resto, che senso ha scappare dal mondo se poi ci si chiude alla vita?

I mondiali immaginari di Angelo Carotenuto (Sellerio, 424 pagine, 17 euro)
Per chi vive di calcio, un compagno ideale nell’estate della Coppa del mondo. Per chi vive di lettura, un omaggio sfrenato all’arte di raccontare. Ogni capitolo è la cronaca di una partita di un torneo dove l’impossibile è possibile. Ci sono le Nazionali più forti della Storia (dal Brasile di Pelé all’Italia di Rossi Tardelli-Altobelli) e quelle che non potrebbero mai esistere (chi chiamerebbe una squadra Gli Esclusi?) in pagine che scorrono veloci. E parlano di vittoria, sconfitta, memoria, amore… Perché un gol ha quasi sempre a che fare col senso della vita.

La carità carnale di Monica Acito (Bompiani, 464 pagine, 20 euro)
È appena una bambina Marianeve quando, chiusa con le “compagnelle” a fare giochi proibiti nello sgabuzzino del negozio di alimentari del padre, si accorge che ha il potere di guarire gli altri. Un dono tra il miracoloso e lo scandaloso, nascosto nell’intimità più profonda, che – scoprirà – ha in comune con Giulia Di Marco, suora eretica del ’600. Tra un paesino del Cilento e i vicoli di Napoli, compie il suo percorso di “femmena”, dove carne e spirito, fede e magia ci rapiscono attraverso una scrittura immaginifica e conturbante. Come il corpo di una donna.

Eppure noi due di Giulia Marziali (Einaudi, 400 pagine, 20 euro)
Il giorno in cui decide di morire, Filippo, ricercatore italiano a Harvard, trova l’ecografia di un bambino in biblioteca. Un segno che non può ignorare: così iniziano la ricerca della donna a cui appartiene e il suo lento, nuovo innamoramento per la vita. Ma è quando incontra Amelia, interessi e passato simili ai suoi, che capisce di avere un posto nel mondo. Un inno alla vita e alle sue vie più tortuose, le uniche che vale la pena di percorrere.
Team resto del mondo, prima manche

Kolchoz di Emmanuel Carrère (Adelphi, 407 pagine, 22 euro)
«Ho amato mia madre come non amerò mai nessuno». Nel seguire le tracce delle proprie origini russe, l’autore francese attraversa il ’900 con il suo sguardo ironico e mescola autobiografia, reportage e riflessione storica. Ricordando un rito dell’infanzia che la madre Hélène aveva chiamato “kolchoz” – dormire con le sorelle nel lettone con la mamma – traccia il ritratto di una donna autoritaria, avida di riconoscimenti accademici, ma da lui sempre amatissima. Un memoir intimo e polifonico.

Il nuovo nome della felicità di Anna Johnston (Corbaccio, 256 pagine, 18 euro)
Se si prende a prestito la vita di un’altra persona, è bene averne la massima cura. È quello che, nel coinvolgente esordio della scrittrice australiana, fa il senzatetto Fred quando per una rocambolesca avventura finisce in una casa di riposo al posto di Bernard, un paziente della cui morte solo Fred è a conoscenza. Da qui parte una girandola – malinconica, tenera e ironica – di bugie inevitabili, mezze bugie e bugie a fin di bene. La comparsa di Hannah, la figlia che Bernard aveva abbandonato da bambina, porterà la verità e una seconda chance per tutti?

Maggie, o un uomo e una donna entrano in un bar di Katie Yee (Bollati Boringhieri, 224 pagine, 18 euro)
«Una collezionista di cose brutte che spera di renderle divertenti». Si descrive così la protagonista del romanzo dell’autrice americana, che scopre di avere un tumore poco dopo che il marito l’ha lasciata per l’amante. Ma in lei rabbia e sconforto non attecchiscono: ci sono i suoi due bambini a cui racconta fiabe, l’amicizia preziosa di Darlene e il suo singolare approccio al mondo. Quello che la porta a coltivare pomodori «per fare una pizza o un Bloody Mary» e a scrivere un manuale di istruzioni per l’uso del suo ex consorte. Senza ironia non c’è vita.
Theo da Golden e la forma della felicità di Allen Levi (Salani, 448 pagine, 20 euro) Un signore anziano spunta dal nulla a Golden, cittadina del Sud degli Stati Uniti. Elegante e misterioso, dice solo di chiamarsi Theo. Decide di acquistare i 92 ritratti a matita appesi alle pareti di un caffè del centro per regalarli ai “legittimi proprietari”: ovvero, gli abitanti di Golden. Ogni consegna diventerà la scusa per guardarsi negli occhi e intrecciare i destini di una comunità. Niente miele o prediche in questo romanzo americano: è una storia corale sulla gentilezza che sa rimetterci in pace col mondo.

Dandelion è morta di Rosie Storey (Neri Pozza, 384 pagine, 22 euro)
«È quello che farebbe lei» si dice Poppy quando risponde ai messaggi di Jake fingendosi la sorella. Dandelion è morta da 7 mesi e impersonandola in quella conversazione le sembra di riportarla in vita. Ma basta un incontro a farle capire che tra lei e Jake c’è un sentimento vero, anche se ancorato a una bugia. Con penna sagace l’autrice inglese racconta una storia di perdita e rinascita, ritraendo una generazione di eterni adolescenti.
Team Italia, seconda manche

Un mondo soltanto di Giulia Baldelli (NNE, 576 pagine, 22 euro)
Le vite di quattro amiche – Tessa, Cecilia, Irene e Virginia – dall’adolescenza negli anni ’90 fino all’età adulta. Tra Fano e Bologna si snodano tre decenni di storia italiana, esplorando l’amicizia come legame assoluto e via di salvezza. Con una prosa magnetica l’autrice affronta temi universali: patriarcato, guerra, maternità, amore, tradimento, ricerca di sé. Un romanzo generazionale potente sulla fragilità e sulla forza ostinata di chi lotta per vivere, non solo sopravvivere.

Platone. Una storia d’amore di Matteo Nucci (Feltrinelli, 400 pagine, 22 euro)
Nella cinquina del Premio Strega 2026 – dove è arrivato secondo – con questa motivazione: «Per il respiro narrativo, la profondità argomentativa, la qualità letteraria». Nucci trasforma la biografia del filosofo del 400 a.C. in un romanzo di formazione in cui si intrecciano eros, amicizia e ricerca della verità. Frutto di un lungo lavoro sulle fonti, il libro è colto ma avvincente e rende più che mai umani, vivi e moderni la biografia e il pensiero del più grande filosofo di sempre.

Come ama il buio di Emanuela Cocco (Nottetempo, 336 pagine, 19 euro)
Nel soffocante agosto romano la commissaria della Squadra Mobile Toni Montixi indaga su quattro brutali omicidi consumati sul terreno di relazioni malsane, abusi sessuali, narcisismo patologico e dipendenza affettiva. L’autrice esplora le zone d’ombra dell’animo umano attraverso una scrittura densa ed evocativa, ma sempre misurata. E ci regala un thriller contemporaneo che racconta la violenza del desiderio e il buio che spesso si nasconde nelle pieghe delle relazioni umane.

La sorella prediletta di Sonia Milan (Garzanti, 384 pagine, 19 euro)
Quando Caterina, giovane giornalista insoddisfatta del suo lavoro nella Roma di oggi, si imbatte in un misterioso romanzo che potrebbe essere un plagio, decide di indagare. Scoprirà la straordinaria storia di Estelle e Olympia, due sorelle orfane unite dall’affetto ma separate dal destino, e da un segreto, nella Parigi degli anni ’20. Insieme a lei ci immergiamo in questa affascinante storia che attraversa passato e presente, insegnandoci che non si può proteggere qualcuno per sempre ma lo si può amare senza tempo.

A volte è complicato di Isa Grassano (Giraldi, 346 pagine, 16,90 euro)
Torna Arabella, la protagonista di Un giorno sì un altro no del 2020: una Bridget Jones all’italiana alle prese con una “relazione complicata” con il bello e dannato Ludo, con le seconde possibilità e il bisogno di capire se stessa e i suoi desideri. Tra Roma, Sorrento e la Basilicata, si intrecciano vicende sentimentali e temi di attualità con ironia, ricordandoci l’inevitabile imperfezione dei legami affettivi. Un romance brillante e coinvolgente, che invita al coraggio di vivere, senza rincorrere troppo chimere e illusioni.
Team resto del mondo, seconda manche

La chiamata. Storia di una donna argentina di Leila Guerriero (SUR, 456 pagine, 23 euro)
«Come hai fatto a salvarti?». Dopo essere sopravvissuta per un anno e mezzo alle torture all’Esma, il principale campo di concentramento durante la dittatura di Videla, Silvia Labayru viene sospettata di collaborazionismo con i suoi aguzzini dagli esuli argentini in Europa. Il libro della reporter argentina, Premio Strega europeo 2026, sotto forma di giornalismo narrativo ne racconta la storia, dalla militanza in un gruppo armato al rapimento a 20 anni mentre era incinta di 5 mesi, dalle violenze subite alla “colpa” per qualcuno più imperdonabile: non essere morta.

La vera storia di Raja il credulone (e di sua madre) di Rabih Alameddine (La Nave di Teseo, 384 pagine, 20 euro)
Raja è un professore 60enne che vive insieme all’invadente madre Zalfa, con cui ha un rapporto viscerale. Finché riceve un misterioso invito da un’illustre fondazione americana che vuole premiarlo… Partendo da questa esilarante vicenda l’autore nato in Giordania da genitori libanesi, che oggi vive tra San Francisco e Beirut, intreccia dolore e memoria in un romanzo che attraversa il Libano contemporaneo. E ci fa riflettere su guerra, esilio e libertà. Una magistrale tragicommedia, che conferma Alameddine tra le voci più originali della narrativa mondiale.

Nero come il mare di Charlotte McConaghy (Fazi, 360 pagine, 19 euro)
Un bestseller globale da 700.000 copie che intreccia thriller, dramma e narrativa climatica. Su una piccola isola vicina all’Antartide minacciata dall’innalzamento dell’oceano vivono Dominic e i suoi tre figli. Un giorno trovano sulla spiaggia un corpo in fin di vita, se ne prendono cura e pensano che forse quella donna di nome Rowan potrebbe essere ciò di cui hanno bisogno. La prosa dell’autrice australiana restituisce la forza selvaggia della natura e la fragilità dei legami umani in un racconto coinvolgente e attuale.

Tutte le mattine di Sybil di Virginia Evans (Rizzoli, 372 pagine, 18,50 euro)
L’avvocatessa in pensione Sybil Van Antwerp ha un rito: scrive lettere a mano. Le indirizza a chiunque. Amiche, vicini di casa, scrittori famosi. Ha iniziato a 9 anni e non ha mai smesso, anche ora che la vista inizia a tradirla. Ma c’è un mucchio di pagine mai spedite che conserva nel cassetto: lì che confessa a un ignoto destinatario il dolore che la tiene prigioniera da anni. Un esordio brillante, con cui l’autrice americana ha vinto il Women’s Prize for Fiction 2026. E da cui sarà tratto un film con Jane Fonda.

Verso casa di Portia Elan (e/o, 384 pagine, 21 euro)
Tutto inizia con il videogioco creato da Becks, teenager tormentata degli anni ’80. Le sopravvivrà e intreccerà la sua vita con quella di Tamar, scienziata di fine anni 2000 che per prima scopre il potere dell’AI, Yesiko, contrabbandiera del XXVI secolo, e California Solo, astronauta dello spazio profondo. Un romanzo made in Usa non incasellabile in un genere. Un manifesto forte e gentile sullo sguardo delle donne, da sempre pioniere dell’immaginazione.