Classe 2003, nata a La Spezia, un profilo Instagram da 115 mila follower, con tanta voglia di dimostrare il suo talento e con un padre deejay che l’ha cresciuta a pane e vinili di tre generazioni di cantanti e un mix di stili unico. Anna Pepe ha solo 16 anni ma le idee molto chiare: adora Nicki Minaj e racconta di aver iniziato a soli otto anni ad imitarla e a ricreare le cover dei suoi brani più famosi. Forse da piccola giocava solamente con la musica ma sapeva fin da subito che sarebbe stata la sua strada. E la sua vita.
E pensare che fino a un mese fa Anna-Bando era ancora e soltanto Anna Pepe, una teenager spezina iscritta al secondo anno di grafica pubblicitaria che si divertiva a fare freestyle sui social. Ma Anna ha dimostrato a se stessa e ai ragazzi della sua età che è tutto fuorché improvvisata: si è appassionata da giovanissima allo studio del pianoforte e nel 2018 ha scelto di assecondare la sua passione per il rap. Tutto ha inizio proprio con un freestyle pubblicato sul suo profilo Instagram che scatena follower e popolarità fino al vero e proprio esordio nel marzo del 2019 con il singolo “Baby”.

In un attimo è stata notata da Dj Albertino, che l’ha presa sotto la sua ala protettiva, e ha fatto iniziare a circolare il suo brano che è diventato una hit. Un’ascesa rapidissima che fotografa certamente anche la velocità con cui si muove la scena musicale oggi. Il brano “Bando” è andato online il 31 gennaio, in due settimane è arrivato in Top 200, alla terza settimana era in Top 50 e a quella dopo rientrava nella Top Ten per un totale di oltre 4 milioni di ascolti.

Anna ha appena firmato un contratto con la Universal dopo essere entrata nel mirino dei talent scout della Virgin: un sogno che in pochi riescono a realizzare. Come c’è riuscita? Grazie a un equilibrio perfetto di professionalità, bravura e un pizzico di  spregiudicatezza e faccia tosta. Perché lei, come spiega nel suo testo, a differenza di altri, non si limita a parlare, ma fa. Agisce. Il pezzo è nato infatti prendendo un beat, una base musicale, su YouTube, e chiedendo a un amico di ricrearlo. Dopo di che, le è bastato utilizzare un servizio di distribuzione gratuito per andare su Spotify. Ma nel giro di 15 giorni il brano è stato bloccato perché non rispettava il copyright; ormai però tutti lo avevano già ascoltato e avevano già intuito il suo talento. La strada è stata tutta in discesa: Soulker, il produttore francese a cui aveva preso il beat, ha concesso l’uso dell’originale e la casa discografica, intuendo il potenziale (business) l’ha messa immediatamente sotto contratto.

Ora Anna spera solo di continuare a bissare il successo.


https://youtu.be/EZ7XGDnkwS0