Per qualcuno è stata poco più di una valletta alla sua prima co-conduzione del Festival di Sanremo. Per altri una professionista strepitosa negli abiti Couture realizzati in tessuti sostenibili creati da Francesco Scognamiglio. Quel che è certo, è che Ornella Muti, nome d’arte di Francesca Romana Rivelli, è riuscita, non solo a far parlare di sé, ma anche a far emergere l’anima da star che l’ha sempre contraddistinta e a dimostrare, che a 66 anni (67 il prossimo marzo), si può ancora puntare su décolleté, lustrini e spacchi, senza temere di esagerare.
Alla sua prima uscita sul palco dell’Ariston, una delle dive storiche del cinema italiano, non ha voluto però rinunciare a quel tocco di umanità e semplicità che gli hanno conferito gli occhiali da vista, pur declinati in maliziose montature cat-eye, che fanno tanto professoressa sexy dei film d’antant (forse un po’ desueti oggigiorno ma certamente ricordo di un’Italia in pieno fervore).

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Elegante, non appariscente o volgare, Ornella Muti ha diviso il pubblico: se i più giovani si sono complimentati sottolineandone il fascino, gli over 50 si sono invece scagliati contro la diva criticando la bellezza “costruita” attraverso eccessivi interventi di chirurgia estetica. Al di là dei pareri personali la presenza della Muti ha indubbiamente rievocato il valore della nostra commedia attraverso i ricordi dei più grandi attori. Ecco, forse noi avremmo evitato questo momento celebrativo fatto solo di uomini, e per di più quasi tutti deceduti. Ornella Muti meritava di meglio. Con tutto rispetto.

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Appassionata di sana alimentazione e yoga – spesso la figlia Kaike posta video che la ritraggono con la madre durante week end dedicati alla pratica e alla meditazione – Ornella Muti, fin da giovane, ha dedicato molto tempo alla cura del corpo «La pelle liscia l’ho ereditata da mia madre, ma il viso invecchia», aveva raccontato a Grazia ammettendo di essere molto attenta anche ai capelli, che porta lunghi praticamente da sempre. Per la sua chioma la Muti fa uso solamente di prodotti ecosostenibili perché ha a cuore il Pianeta come ha sottolineato poco prima del Festival: «Vorrei parlare del sostegno per il pianeta, il richiamo a ognuno di noi a fare uno sforzo per il futuro, per un’eredità sostenibile da lasciare ai nostri figli e nipoti. Dei rischi legati al clima , per esempio, si parla da tempo, ma passa sempre tutto in secondo piano. Ecco, mi piacerebbe toccare questi argomenti, ma con leggerezza».
Peccato non l’abbia fatto.