Harvey Weinstein è indifendibile. È fuori dalla Weinstein Company, cacciato da quegli studios che ha contribuito a fondare. È fuori dalla sua famiglia. È fuori da Hollywood. Almeno per ora. Almeno fino a quando l’ex re caduto in disgrazia non deciderà di produrre proprio un film con la sua storia. Già, perché in fondo è questo che succede sempre. A Hollywood.

La valanga sul ‘signore del cinema‘, che nel tempo aveva collezionato così tanti Oscar (Shakespeare in love, Pulp fiction, Gangs di New York, The iron lady e molti altri) ha sconvolto tutti e nessuno.
Sì, perché le denunce delle otto donne che lui aveva messo a tacere attraverso i patteggiamenti (ora svelati) non potevano essere sconosciute agli assidui frequentatori del ‘palazzo’ tanto che sono state molte le polemiche per un silenzio che a qualcuno è sembrato un po’ troppo lungo. Donne e attrici come Meryl Streep, che tempo fa aveva definito Weinstein “un Dio” e con cui ha collaborato in numerosi film, hanno fatto sentire la sua voce: “Inescusabile per il modo in cui ha abusato del suo potere“, grida la ‘donna di ferro’ del cinema.

Dopo le prime rivelazioni del New York Times, Weinstein aveva fatto circolare una lettera di scuse: “Sto cercando di migliorare, ma c’è ancora molta strada da fare“.
E la stilista Georgina Chapman, sua moglie, ha raccontato al magazine PeopleIl mio cuore è infranto al pensiero di tutte le donne che hanno sofferto per azioni imperdonabili. Ho deciso di lasciare mio marito. Prendermi cura dei miei figli è la priorità, chiedo ai media privacy“. Sarebbe stato lo stesso Weinstein a incoraggiarla, come spiegato in una nota rilasciata dal suo portavoce. “Nell’ultima settimana la mia famiglia ha sofferto molto e me ne assumo la responsabilità. Ho discusso con mia moglie quello che era meglio per la nostra famiglia. Abbiamo parlato della possibilità di una separazione e l’ho incoraggiata a fare quello che si sentiva“.

Intanto il sito Tmz ha rivelato che il co-fondatore della Miramax potrebbe partire per il l’Europa già nelle prossime ore per entrare in un centro di riabilitazione che lo aiuti a liberarsi dalla dipendenza dal sesso.


Sfoglia la gallery per scoprire la storia delle attrici uscite allo scoperto.

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Angelina Jolie ha raccontato che a fine anni Novanta, ai tempi di Scherzi del cuore, Harvey Weinstein la importunò nella sua camera d’albergo ma non ha voluto spiegare in che modo venne importunata dal produttore se solo con avances o con espliciti gesti. 

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Gwyneth Paltrow, all’età di 22 anni fu invitata nella stanza di Weinstein che cercò di farsi fare un massaggio e di portarla in camera da letto: lei scappò, raccontò tutto a Brad Pitt (suo fidanzato in quel momento) il quale minacciò il produttore affinché la cosa non si ripetesse.

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Ashley Judd ha raccontato di essere stata invitata a un appuntamento nella camera di Weinstein. Il produttore le chiese di guardarlo mentre si faceva la doccia. Lei scappò dalla stanza.

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Asia Argento ha raccontato di aver subito sesso orale perché terrorizzata dal fatto che non avrebbe più potuto lavorare con lui. 

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Mira Sorvino durante il Festival di Toronto del 1995 venne molestata più volte con approcci fisici sempre più insistenti.

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Rose McGowan a 23 anni ha ricevuto un risarcimento di 100mila dollari dal produttore in seguito a un evento avvenuto in una camera d’hotel al Sundance Film Festival. 

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Rosanna Arquette ha raccontato di essere stata molestata in una camera d’albergo nei primi anni 90. Dopo u massaggio al collo il produttore le prese la mano e provò a forzarla verso di sé.

Oggi molti sostenitori del calibro dell’ex presidente degli Stati Uniti si dicono “disgustati dalla vicenda” e puntano il dito contro Harvey Weinsten: Barack e Michelle Obama hanno affermato “Un uomo che umilia e degrada le donne deve essere condannato a prescindere dalla sua ricchezza e dal suo status”, condannando il produttore di Hollywood e finanziatore dei democratici. Ma Obama tace sul fatto che la figlia maggiore Malia, 18 anni, avesse lavorato proprio nello studio newyorkese di Weinstein prima di iniziare l’università.

Anche Hillary Clinton ha sottolineato “Sono scioccata e sconcertata dalle rivelazioni su Harvey Weinstein. Il comportamento descritto dalle donne che si sono fatte avanti non può essere tollerato. Il coraggio di queste donne e l’appoggio degli altri è essenziale nell’aiutare a fermare questo tipo di comportamento“. E proprio la Clinton era stata criticata nelle scorse ore per non essere ancora intervenuta nei confronti del sostenitore (si parla di 1,4 milioni di dollari) della sua campagna elettorale

Si dice spesso che a Hollywood non voli una mosca senza che lo sappiano tutte le ale del ‘palazzo’. A questo punto, viene da chiedersi come mai tutti sapessero e nessuno abbia voluto parlare: gli interessi in gioco era davvero così alti? Weinstein è davvero un uomo così potente da far vacillare molte donne, tra le più apprezzate dello star system?

Le voci che circolano ora riguardano due grandi attori, Matt Damon e Russel Crowe: secondo il New York Times, che indagò sulla condotta di Weinstein già nel 2004, scoprendo delle storie compromettenti, tutto fu messo a tacere per le pressioni delle due star. L’accusa arriva da Sharon Waxman, ex giornalista del quotidiano che all’epoca si occupò del caso e che in seguito ha fondato il sito di gossip “The Wrap“. Nonostante Damon abbia negato questa versione, la giornalista insiste che il suo articolo fu corretto dopo l’intervento dietro le quinte in difesa del fondatore della Miramax. 

Matt Damon ha dichiarato: “Sono davvero sorpreso che questo fatto venga fuori ora, non sono mai stato costretto a fare nulla. Non tolleravo questo tipo di comportamenti neanche quando non ero famoso. Ora, che ho 4 figlie, si tratta di quel tipo di abusi sessuali che mi tengono sveglio la notte. Se avessi visto anche una sola volta Harvey fare quelle cose, lo avrei fermato“.