Dieta Low Fodmap: come funziona la dieta per sgonfiare la pancia

Soffri di gonfiore addominale, dolori e sensazione di pienezza? Prova allora a rispettare per un paio di settimane la dieta Low Fodmap

Gonfiore ricorrente, alvo irregolare, dolore addominale e perenne sensazione di pienezza e riempimento sono sintomi particolarmente diffusi e molto spesso associati ad una condizione nota come sindrome del colon irritabile.

Fortunatamente, diversa dalle più temibili patologie organiche, la sindrome del colon irritabile è un disturbo funzionale che colpisce quasi il 20% della popolazione adulta e che spesso risulta tanto invalidante da compromettere seriamente la qualità di vita.

La dieta Low-Fodmap nasce pertanto per controllare questa fastidiosa sintomatologia, alleggerendo così il carico intestinale.

Cos'è e come funziona

Con il termine FODMAP si intende letteralmente l’insieme di Fermentabili Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli, sostanze in grado di sottoporre l’intestino ad un forte carico stressante.

Queste molecole, più comunemente note come fruttosio, lattosio, fruttani, polioli, sorbitolo, mannitilo, maltitolo, xilitolo e così via, sono particolarmente presenti nei prodotti di origine vegetale ed in particolare nella frutta, nella verdura, nei cereali e nei legumi.

Tutte, anche se con diversa potenza, sono in grado di:

-Richiamare acqua nel lume intestinale, distendendo le pareti e suscitando così quella spiacevole sensazione di dolore;

-Alterare la consistenza delle feci, rendendole talvolta troppo solide, talvolta troppo liquide;

-Fermentare, favorendo così l’accumulo di gas intestinali, responsabili di quel sintomo spiacevole e ricorrente definito come bloating, ma che noi riconosceremo come gonfiore addominale.

Nei soggetti più sensibili, o negli intestini più stressati, l’insieme di questi sintomi si può tradurre in una vera e propria sintomatologia dolorosa, tanto fastidiosa da minare la normale quotidianità.

I benefici

La dieta Low Fodmpa, quindi, limitando il consumo di alimenti contenenti queste sostanze, è in grado di garantire un rapido miglioramento della sintomatologia.

Più precisamente, già dopo un paio di settimane di dieta:

-Si avvertirà una decisa sensazione di leggerezza intestinale;

-Si ridurranno i dolori addominali e quella strana sensazione di disagio;

-Miglioreranno gli atti evacuatori, sia per consistenza che per frequenza.

I cibi da evitare

Ribadendo sempre la necessità della supervisione di un professionista della nutrizione, qualora volessi adottare la dieta Low Fodmap dovrai prestare particolare cautela, cercando proprio di evitarne l’uso, al consumo di:

-Frutta ad alto contenuto di fruttosio e polioli come anguria, pera, frutta essiccata, mela, albicocche, pesche, prugne, ciliegie, cachi e mango;

-Latte e derivati, semaforo verde invece per i prodotti delattosati;

-Legumi come fagioli, ceci e piselli. Via libera invece per le lenticchie in scatola;

-Verdure quali cavoli, cavolfiori, broccoli, melanzane, cipolle, aglio, barbabietole e asparagi;

-Cereali contenti glutine e prodotti derivati, quindi grano, biscotti, crackers, pasta, pizze e prodotti da forno in generale;

-Dolcificanti di ogni natura.

Le fasi della dieta

Dopo la prima fase di eliminazione, la cui durata può andare da un paio di settimane ad un paio di mesi, a seconda della gravità della sintomatologia, nella quale ti consigliamo di scrivere un diario alimentare sul quale annotare, giorno per giorno e pasto per pasto, gli alimenti consumati, sarà possibile, di settimana in settimana, reintrodurre alcuni alimenti, nella fase di reintegro o Challenge Test.

A seconda della tolleranza individuale si potrà cosi iniziare a reintrodurre i disaccaridi come il lattosio, successivamente la frutta contenenti polioli, dopo ancora verdure ed infine il glutine.

Data la complessità sia procedurale che nutrizionale, ribadiamo ancora una volta la necessità di ricorrere ad un nutrizionista, per reintrodurre nella maniera appropriata gli alimenti inizialmente banditi.

Esempi Low Fodmap

Colazioni

-Tè con gallette di riso

-Latte delattosato con fiocchi di avena;

-Yogurt di riso con fiocchi di mais.

Pranzi

-Quinoa o Amaranto con zucchine e gamberi;

-Miglio con zucca e pollo;

-Pasta gluten free con tonno e pomodorini.

Cene

-Merluzzo in umido con vellutata di zucca;

-Pollo o vitello con zucchine alla griglia e gallette di riso

-Filetti di pesce magro in crosta di riso con Insalata di carote e zucchine

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