Come ciò che mangiamo influenza la mente

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Il cioccolato è il primo alimento a cui noi tutti pensiamo quando si parla di mente e cibo. Ma non è l'unico... Scopriamo insieme come il cibo possa influenzare la nostra mente.

Quanto i cibi influenzino il nostro stato d’animo lo sperimentiamo quotidianamente. Basti pensare a quante volte, magari dopo un’intensa giornata lavorativa, tra le mille possibili opzioni dietetiche, il nostro corpo, mosso dalla nostra mente, ricerchi sempre e solo un determinato alimento: il nostro comfort food.

Comfort food e psicologia

E non è solo il classico esempio del cioccolato, panacea sicura contro tutte le delusioni o tonico rinvigorente prima di un esercizio fisico o di una riunione importante, o del latte, dolce ninnananna efficace nel sedare i nostri pensieri e conciliare il sonno. Numerosissimi sono gli esempi: dal te al caffè quando dobbiamo sostenere impegnative prove mentali, alla carne nel caso in cui occorra sostenere le nostre forze, alla marmellata o al miele per risvegliare il nostro umore.

Ma quante volte incorriamo in dei grossolani errori? È chiaro a tutti che non sarebbe il caso di affogare i nostri malumori in una vaschetta di gelato al cioccolato piuttosto che di accoccolarci ogni sera con un tazzone di latte. Pertanto, sarebbe interessante, e proveremo a farlo insieme, individuare una serie di alimenti in grado di bilanciare mente e umore, nella maniera migliore possibile.

Effetti del cibo sulla mente

In grande sintonia con i dilemmi Shakespeariani, è giusto chiedersi ma è la mente che ci spinge a ricercare un determinato cibo, o è un determinato cibo a modificare il nostro stato d’animo e quindi la nostra mente?

Domanda ardua per la quale purtroppo non c’è una risposta secca e univoca, tuttavia si potrebbe provare a sbrogliare la matassa, valutando quelle che sono le relazioni tra cibo e mente.

Il classico esempio è quello degli Omega 3, contenuti nel pesce o nei semi oleosi, in grado di migliorare la lucidità mentale e quindi le capacità percettive, di mantenere giovane il nostro sistema nervoso e di incidere molto positivamente sullo stato dell’umore come dimostrato in diversi studi sulla depressione.

O ancora i cereali integrali, che grazie al potere saziante e prebiotico (non scordiamoci che l’intestino è pur sempre il secondo, o forse il primo, nostro cervello), alla presenza di amidi e alla capacità di aumentare i livelli di alcuni neuroormoni, al pari della cioccolata sono in grado di aumentare il senso di soddisfazione, riducendo, l’intensità e la gravità di eventuali episodi ansiosi.

Anche la frutta secca grazie al contenuto di magnesio, eserciterebbe un apprezzabile attività sedante, calmante e rilassante.

Ma, studi alla mano, è sicuramente il “dolce”, inteso come gusto, vale pertanto anche la frutta, ad impattare enormemente sulla nostra mente.

Numerose evidenze, infatti, dimostra come la semplice percezione di questo gusto, possa attivare numerose aree corticali e centri arcaici del cervello, connessi con il senso di motivazione, gratitudine e benessere.

Non ci resta pertanto che scegliere se usare l’alimento come strumento di bilanciamento utile nel mantenere sempre una mente lucida, attiva e reattiva, o soccombere alla quotidianità ed affogare i malumori nei soliti alimenti, che ben sappiamo farci male. Ma infondo, ancora una volta, vale sempre lo stesso detto, “prevenire è meglio che curare”.

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