Pancia piatta con il surf

Pancia piatta con il surf

Non pensare che si pratichi solo in Australia o alle Hawaii. In Italia si fa surf in Liguria, Toscana, Lazio e Sardegna; e se hai in programma un viaggio sulle coste atlantiche di Spagna, Portogallo o Francia, troverai tante spiagge e scuole per metterti alla prova.

Come si comincia. Il surf richiede una certa tecnica, ma le prime soddisfazioni arrivano nel giro di pochi giorni. «Per iniziare servono 4-5 lezioni; dopo una breve introduzione teorica, in cui ti spiegano le tecniche base e come funzionano le correnti marine, vai subito in mare. Qui, impari a “remare” a pancia in giù sulla tavola, per poter raggiungere l’onda, e a praticare il take off, cioè metterti in piedi al momento giusto per farti portare dal mare» spiega Edoardo Augeri, istruttore alla Scuola Surfing club di Bogliasco e di Recco (Ge). «Anche se all’inizio non riesci ancora ad alzarti bene, il divertimento è assicurato da subito».

Quali benefici. Per fare surf devi saper nuotare e avere un minimo di agilità. «Sulla tavola lavorano i muscoli dorsali, gli addominali e le gambe. Il risultato è che tutta la figura si tonifica» spiega Manuel Fanelli, istruttore alle Canarie. «Ma non solo: catturare l’onda al momento giusto è anche un esercizio mentale: con il surf alleni la concentrazione».

Il consiglio in più «Cerca di passare dalla posizione distesa a quella in piedi con gesti veloci ma fluidi, perché se ti muovi in modo brusco è più facile che tu cada» raccomanda Fanelli.

Pancia, gambe, braccia: allenati al mare

Surf, kite, paddling: no, non sono sport troppo faticosi. In poche lezioni puoi già divertirti sulle onde. E alla fine dell’estate ti scoprirai più bella e più tonica

Questi sport sono praticabili tutto l'anno, ma l'estate è il momento migliore per farlo, magari provandone più di uno. Anche per prevenire i fastidiosi dolori alle articolazioni che d'inverno poi si fanno sentire di più

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Pieno di energia con il kite surf

È lo sport acquatico del momento: come nel surf, sei in piedi su una tavola, ma a spingerti è un aquilone, il kite. E scivolare sul mare è meno difficile di quanto si pensi. «Non è obbligatorio fare salti tripli e volare, come fanno i campioni in tv; nella versione per principianti, si esce solo con vento leggero, che fa planare dolcemente sul mare» spiega l’istruttore Mario Renner.

Come si comincia. «Prendere confidenza con la vela è facile: impari a governarla sulla spiaggia, senza tavola ai piedi. Quando poi sei abbastanza sicura, in genere dopo due o tre lezioni, puoi entrare in acqua e iniziare a viaggiare sul mare» racconta l’esperto. «Il movimento è abbastanza naturale. Per guidare il kite devi gestire il trapezio come fosse il manubrio di una bicicletta: se vuoi girare a destra tiri la maniglia di destra, se punti a sinistra fai pressione con la mano su quel lato».

I benefici. Quando si fa kite surf si usano molto le braccia e le spalle; per stare in equilibrio, poi, metti in gioco i muscoli della schiena e gli addominali, migliorando la postura. È ottimo anche l’effetto sull’umore: è uno sport adrenalinico, che ti fa sentire libera e piena di energia.

Il consiglio in più. «Il momento più critico è la partenza: devi valutare bene il vento, far gonfiare la vela per poi metterti in piedi e uscire dall’acqua» conclude l’esperto. Le prime volte che vai al largo, fatti aiutare dall’istruttore.

Gambe snelle con il windsurf

Sfrecciare sul mare, spinta dal vento. Il windsurf è uno sport che piace sempre di più alle donne. Provaci con questi trucchi.

Come si comincia. «Per iniziare senza fatica, l’attrezzatura è fondamentale» spiega il maestro di windsurf Matteo De Iaco. «A chi prova per la prima volta suggerisco sempre una tavola grande, stabile, e una vela leggera, facile da sostenere». Puoi entrare in acqua sin dalla prima lezione, approfittando di una giornata con mare calmo e vento lieve. Se ti appoggi bene con i piedi sulla tavola, non sarà difficile mantenere l’equilibrio perche la vela ti sosterrà. E dopo una settimana potrai già andare al largo.

I benefici. Gambe e glutei, che devono ammortizzare i salti della tavola, lavorano molto e si tonificano. E anche avambracci e pettorali, impegnati nel sostegno della vela, si rassodano.

Il consiglio in più. Durante le prime uscite fatti accompagnare. «Ricordati di mantenere la schiena eretta, per evitare di farti trascinare in acqua dalla vela» conclude De Iaco. «E non spaventarti per il vento: ti aiuta a mantenere la posizione».

Braccia toniche con il stand up paddling

Immagina una passeggiata con una tavola sotto i piedi e una pagaia tra le mani, in assoluta tranquillità. Questo è lo stand up paddling, un modo nuovo e rilassante per allenarti al mare.

Come si comincia. «Se prendi lezioni, sin dai primi giorni entrerai in acqua, prima distesa sulla tavola, poi in ginocchio e infine in piedi» spiega l’istruttore Marco Marchetti. «All’inizio sembra difficile perché non sei abituata a rimanere in equilibrio, ma già alla seconda uscita ti sentirai più a tuo agio perché il tuo senso dell’equilibrio si abituerà al dondolio della tavola». Dopo tre giorni riuscirai a pagaiare al largo, tranquilla. La posizione da tenere è semplicissima: i piedi devono essere paralleli, le ginocchia flesse, per abbassare il baricentro e avere maggior stabilità.

I benefici. Le parti del corpo che lavorano di più sono i pettorali, i bicipiti e i tricipiti. Risultato: niente più muscoli rilassati. Le braccia e le spalle diventeranno molto più toniche!

Il consiglio in più. «Mantieni sempre il peso su entrambi i piedi; non irrigidirti e non focalizzarti solo sulla tecnica; devi cercare di seguire naturalmente il rollio della tavola, senza pensarci» conclude l’istruttore. «Se perdi l’equilibrio, non c’è problema. Appoggia le ginocchia sulla tavola e, quando ti senti sicura, rialzati».

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