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Congestione: cos’è, quanto dura e quali sono i rimedi per trattarla e prevenirla

Il primo segnale di una congestione è un intenso dolore addominale. Scopri gli altri sintomi e cosa fare per affrontare questo disturbo e soprattutto come prevenirlo

Che cos'è la congestione: significato

La congestione è una condizione non rara che, se sottovalutata e non tempestivamente affrontata, può costituire un pericolo per il nostro benessere e, nelle ipotesi più gravi, anche per la sopravvivenza.

Quella che comunemente chiamiamo congestione digestiva è un disturbo a carico dell’apparato gastrointestinale, favorito da un rapido e significativo sbalzo di temperatura nella zona, causato a sua volta da una eccessiva escursione termica, che si riscontra nella zona addominale. Si tratta quindi di un vero e proprio blocco della digestione collegato a un blocco intestinale.

Ora che abbiamo capito il significato del termine congestione, andiamo a capire quali sono i sintomi della congestione, quali i rimedi principali e cosa fare in caso di blocco digestivo, ma anche come prevenirla, perchè la domanda che tutti si fanno è: dopo quanto tempo dopo aver mangiato si può fare il bagno per evitare una congestione?

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Le cause della congestione

Ma quindi perchè avviene la congestione? Come abbiamo visto è quasi sempre colpa di uno sbalzo termico, una sorta di colpo di freddo che si ripercuote sullo stomaco e causa un blocco della digestione. Ecco perché la congestione avviene soprattutto durante l’estate, con il passaggio dal caldo torrido dell’esposizione sotto al sole a un bagno freddo o all'ingresso in locali fortemente climatizzati, o ancora all'assunzione di bevande particolarmente fredde mentre si è accaldati.

Si tratta di condizioni che possono scatenare un meccanismo di difesa da parte del nostro organismo, che in queste condizioni di “shock” dirotta il flusso sanguigno verso le aree cerebrali per poter mantenere la temperatura basale. Questo squilibrio circolatorio determina l’interruzione della digestione e un blocco intestinale.

Andando a sintetizzare, le situazioni più comuni in cui si verifica una congestione sono le seguenti:

  • Bere acqua molto fredda (o altre bevande) a sorsi troppo veloci specie se in quel momento si è particolarmente accaldati
  • Passare dal caldo a un ambiente climatizzato con grosso sbalzo di temperatura
  • La stessa cosa può accadere in inverno, uscendo all'esterno senza coprirsi bene
  • Tuffarsi di botto in acqua fredda dopo essere stati esposti al sole
  • Compiere uno sforzo enorme subito dopo aver mangiato

La premessa costante è ovviamente sempre la stessa, cioè aver mangiato da poco ed essere nel mezzo della digestione.

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Quali sono i sintomi di una congestione

I sintomi della congestione, spesso sottovalutati, sono questi:

  • dolore e crampi allo stomaco
  • nausea e talvolta anche vomito,
  • sudori freddi e tremori,
  • colorito pallido,
  • abbassamento della pressione,
  • sensazione di vertigine
  • perdita dei sensi.

Fortunatamente, solo in casi rari la congestione conduce a un collasso cardiaco.

Alla comparsa di uno o più di questi sintomi è importante intervenire subito, in quanto essi si dimostrano particolarmente pericolosi soprattutto in acqua, perché il rischio è quello di non riuscire più a nuotare per tornare a riva.

Congestione: quanto dura

La durata di una congestione è variabile e dipende dalla gravità della stessa. Generalmente dopo 2-3 ore dalla congestione ci si riprende senza grossi problemi. L’importante è che la temperatura corporea si sia ristabilita nel suo valore costante e che il sangue abbia ripreso a circolare normalmente.

Ciò non toglie che come abbiamo detto l'entità della congestione può variare: può anche durare più a lungo e necessitare di intervento medico e successivo riposo per fare in modo che l'organismo si riprenda e la temperatura torni nella norma. In ogni caso all'insorgere dei sintomi se possibile è opportuno rivolgersi a un medico.

Congestione: cosa fare e quali sono i rimedi

Una volta riconosciuti i sintomi e realizzato che si è nel mezzo di una congestione cosa fare? Quali sono i principali rimedi da poter mettere in atto in prima persona? Molti si chiedono anche cosa mangiare dopo una congestione. Rispondiamo con ordine a tutte queste domande:

  • Bisogna innanzitutto evitare di mangiare.
  • È invece necessario bere, per poter contrastare la disidratazione: meglio assumere liquidi rigorosamente a temperatura ambiente a piccoli e frequenti sorsi.
  • Meglio inoltre stendersi e sollevare le gambe, in modo da far affluire il sangue al cuore.
  • Bisognerà, poi, ripristinare il flusso ematico verso lo stomaco riscaldando la parte, sia con lievi massaggi che aiutino a anche a distendere la muscolatura addominale contratta, sia con una coperta.
  • Quando ci si comincia a riprendere, può essere utile sorseggiare una bevanda calda digestiva con un po' di zucchero, ad esempio un té, che rimetta lo stomaco a posto.

Le cose cambiano se siamo vittime di una congestione fulminante,cosa che può succedere ad esempio al mare dopo un tuffo: in tal caso è meglio chiamare subito i soccorsi perché il cuore rischia di andare in tilt.

Quanto bisogna aspettare prima di fare il bagno?

Concludiamo rispondendo a una delle domande più gettonate di sempre sulla questione congestione: quanto tempo bisogna aspettare prima di fare un bagno in mare dopo aver mangiato? Abbiamo visto infatti che una delle situazioni in cui può verificarsi una congestione è proprio il bagno in mare, il che si spiega in modo molto semplice, dato che l'acqua del mare ha spesso una temperatura molto più bassa di quella del nostro corpo, e lo sbalzo di temperatura è accentuato ancora di più dal fatto di essersi esposti al sole prima di fare il bagno.

Spesso ci si divide in due fazioni: i terrorizzati dalla congestione che professano la necessità di aspettare ore e ore prima di fare il bagno dopo mangiato, e i negazionisti - secondo i quali la legge del bagno da poter fare solo dopo ore è un'invenzione delle ansiosissime mamme italiane.

La verità - come spesso accade - sta nel mezzo. Come ci spiega l'Istituto Superiore di Sanità, la regola può variare in base a molti fattori, che sono principalmente questi:

  • entità del pasto (leggero, composto da frutta e verdura o al contrario super calorico e composto da cibi pesanti ed elaborati)
  • temperatura delll'acqua in cui ci si immerge
  • caratteristiche fisiche di ognuno (ad esempio alcune persone digeriscono più velocemente, altre hanno una digestione più laboriosa e lenta).

In linea generale è importante ascoltare il proprio corpo: se ci si sente già appesantiti, o si avverte che si sta avendo una digestione laboriosa meglio comportarsi di conseguenza. In special modo se si è consumato un pasto davvero ricco e con alimenti pesanti, meglio dar retta alla mamma italiana media e aspettare davvero 2 o 3 ore prima di fare un tuffo. Se invece si è mangiato davvero poco, e se si trattava di cibi leggeri - specie frutta e verdura - ci si può immergere in acqua anche in tempi più brevi.

Un'altra regola utile da seguire è sicuramente quella di immergersi in acqua in modo molto lento e graduale, magari bagnandosi collo e tempie per abituarsi alla temperatura. Utile anche mantenersi vicino alla riva, per poter uscire velocemente dall'acqua se dovessimo sentirci poco bene.

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