Quando lo stress scatena il mal di testa

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    Ne soffrono circa 6 milioni di Italiani, per almeno 2 volte all'anno. I più sfortunati hanno episodi di mal di testa più frequenti, e accusano le prime crisi sin dall'infanzia. I due terzi del totale sono donne.

    Ci riferiamo, in particolare, al mal di testa primario, cioè costituzionale e non ascrivibile ad una causa specifica, e che rappresenta la forma più diffusa di dolore alla testa. Si divide principalmente in 3 forme: emicrania, cefalea di tipo tensivo e cefalea a grappolo.

    «Secondo la classificazione moderna delle cefalee primarie (o essenziali), lo stress rappresenta un fattore scatenante del mal di testa, sia di tipo tensivo che emicranico, compresa la forma a grappolo» - spiega la dottoressa Maria Pia Prudenzano, medico neurologo del Centro Cefalee di Bari - «Non è dunque la causa principale ma un elemento in grado di innescare una serie di reazioni a cascata nel soggetto emicranico o cefalalgico, che già presenta una substrato di mal di testa per motivi aspcefici, spesso riconducibili ad una base costituzionale familiare».

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    Di stress ci si ammala

    Ma lo stress non causa direttamente il mal di testa, semmai lo agevola. Questo perché la visione moderna delle cefalee, universalmente riconosciuta dalla medicina internazionale, riconosce il mal di testa come un disturbo "essenziale" che non ha una vera causa specifica.

    «Nella persona che soffre di mal di testa ricorrenti basta "poco" per scatenare un attacco di dolore: se non è lo stress sarà senz'altro qualcos'altro, come ad esempio un cambiamento del ritmo sonno-veglia oppure le variazioni ormonali del ciclo mestruale o ancora l'assunzione di farmaci, perché si tratta di persone che sono strutturalmente portate a manifestare crisi di dolore alla testa» - spiega la dottoressa Prudenzano - «In quest'ottica lo stress agisce al pari di altri fattori scatenanti, sia esterni che interni all'organismo, ricoprendo senz'altro un ruolo rilevante». È stato osservato che nella cefalea a grappolo, lo stress è al terzo posto dopo alcol e fumo, nell'insorgenza della crisi.

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    Stress, una definizione ampia

    Per il soggetto emicranico o cefalalgico, stress è una parola che ha diversi significati: non è solo la tensione emotiva o il super lavoro a cui si è sottoposti nel logorio della vita moderna, ma è riconducibile a tutto ciò che rappresenta un cambiamento. «Stress equivale quindi a cambiare le proprie abitudini anche di poco: dormire più o meno del solito; mangiare in modo diverso o orari diversi; viaggiare; fare troppa attività fisica o troppo poca; subire gli sbalzi di temperatura e così via»- spiega la dottoressa Prudenzano

    Stress è tutto ciò che rappresenta una risposta adattativa da parte dell'organismo per ristabilire l'equilibrio dopo una novità inattesa. «Da questo punto di vista chi soffre di mal di testa può temere anche gli stress positivi - continua la neurologa - ancora più nocivo è lo stress cronico dovuto in genere ad una quotidianità snervante, alienante, priva di spazi di riposo e riflessione. Una vita insomma senza spegnere mai completamente l'interruttore».

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    Cefalea durante e dopo lo stress

    Lo stress attiva il mal di testa in modo diverso. C'è la cefalea che compare in concomitanza di una situazione stressante, quando il sommarsi di attenzione e tensione nel corso delle ore annulla le capacità del cervello di silenziare "le lamentele" riferite dal nostro organismo nel corso di una giornata troppo intensa.

    E c'è il mal di testa che insorge invece dopo lo stress, nel momento di relax, come ad esempio nel week end, quando cioè lo l'utilizzo delle riserve energetiche del cervello come risposta allo stress, predispone il soggetto emicranico a trasformare in dolore stimoli di per sé non dolorosi (quali appunto le variazioni di abitudine alimentari, di riposo, di relax). «Nel fine settimana, il sopraggiunto riposo dopo 5 giorni di vita attiva e intensa, rappresenta paradossalmente uno stress, perché è un cambiamento rispetto ai ritmi precedenti: la calma contro la velocità».

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    Come si cura il mal di testa da stress

    «Qualunque sia il fattore scatenante del mal di testa, la miglior terapia sintomatica è quella farmacologica che deve essere assunta ai primi segnali di dolore, altrimenti non solo rischia di non fare effetto ma anche di cronicizzare il disturbo, aumentando gli episodi» - dice la dottoressa Prudenzano - «Se invece si è tempestivi nell'attacco della crisi dolorosa, si attiveranno dei circuiti positivi che a poco a poco ne ridurranno la frequenza. È il meccanismo che sta alla base della "memoria del dolore", secondo il quale il nostro organismo riconosce subito gli stimoli che interferiscono con il dolore stesso, sia in senso incentivante che bloccante».

    Il farmaco analgesico deve far passare il dolore entro un'ora dall'assunzione, se invece tarda a manifestare la sua efficacia o è stato somministrato troppo tardi o è il caso di cambiare farmaco, ricorrendo ai triptani. Un mal di testa che fa fatica a passare e permane costante in tutta la sua dolorosità può indicare che inoltre che è in una forma violenta oppure che è entrato in circuiti neuronali più elevati, inaccessibili ad un semplice analgesico. Il medico, specialista in neurologia, saprà dare la risposta giusta e suggerire i farmaci appropriati ad ogni caso di mal di testa.

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    Un modo per prevenire il mal di testa?

    Sicuramente cercare di alleviare lo stress, ritagliandosi nella settimana dei momenti di relax, ma anche alimentarsi bene, seguendo una dieta tendenzialmente iperperprotetica, cioè lievemente sbilanciata in favore delle proteine piuttosto che dei carboidrati.

Per chi soffre di cefalea o emicrania "stress" è una parola che ha diversi significati: è tutto ciò che richiede "cambiamento" da parte dell'organismo per adattarsi a situazioni nuove, anche minime o positive. Come ci spiega l'esperta

Tre le forme principali di mal di testa primario, cioè non dovuto ad una causa secondario.

1) Cefalea tensiva (la visione moderna specialistica ha eliminato il vecchio termine "muscolo"), caratterizzata da un dolore relativamente sopportabile su tutta la testa, che passa con un semplice farmaco analgesico, la tachipirina oppure un miorilassante. Nausea, vomito e fastidio a luce e rumori sono del tutto assenti. È un mal di testa che non impedisce di svolgere le attività quotidiane.

2) Emicrania: forma di mal di testa più severo che può colpire tutta la regione della testa o una parte di essa, caratterizzata da un dolore pulsante che rende faticoso per il soggetto lo svolgimento delle attività quotidiane. Le crisi di dolore possono essere così forti da obbligare al riposo, possibilmente al buio e in silenzio. L'emicrania è infatti accompagnata da fastidi alla luce a ai rumori, e si manifesta con nausea e in alcuni casi vomito. Passa con farmaci analgesici con principi attivi di maggiore concentrazione e in alcuni casi con i triptani.

3) Cefalea a grappolo: è la forma più dolorosa di mal di testa, causata dall'eccessiva dilatazione dei vasi cranici che generano pressione sulle terminazioni sensitive del nervo trigemino.

Si definisce cronico, il mal di testa di qualsiasi forma che si presenta per almeno 15 giorni al mese per un periodo di minimo 3 mesi. In questi casi, oltre alla terapia sintomatologica è vivamente consigliata la prevenzione attraverso i farmaci adatti, di solito i triptani.

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