Che ansia la mania di controllo!

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"Dove sei, cosa fai?" chiede continuamente un'ossessiva Stefania Sandrelli a Dustin Hoffman in Alfredo Alfredo, film di Pietro Germi. E crescente si avverte la sua (di lui) esasperazione. Ne parliamo con l'esperto

Ossessiva, tendente al perfezionismo, desiderosa che tutto vada eseguito secondo una procedura prestabilita. E se qualcosa sfugge al controllo, subentra l'ansia. Se in questo quadro riconosci un tuo tratto della personalità o di qualcuno che ti sta accanto, probabilmente si tratta di mania di controllo.

Mania di controllo: sintomi

Per spiegare meglio come si manifesta l'ipercontrollo, quali conseguenze può avere sulla propria vita e su quella degli altri, ne abbiamo parlato con il Prof. Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica presso l'Università di Bologna.

«Per inquadrare i maniaci del controllo partirei da un esempio - esordisce l'esperto - Immaginiamo una donna sui 40 anni, madre di due bambini, molto desiderati, e che abbia un matrimonio felice. La sua vita scorre nell'impegno continuo di assicurarsi che tutto in famiglia vada bene, inclusi eventuali amici a 4 zampe.

Tuttavia se accade qualcosa di storto (come ad esempio un ritardo del marito a cena) lei lo tempesta di domande, quando non addirittura lo ammonisce affinché sia puntuale.

Così, sempre la nostra eroina passa ad occuparsi dei figli, appena tornati da scuola: è l'ora, quindi, di fargli lavare le mani, sedere a tavola, mangiare composti e rispondere alle domande sui voti della maestra. È tutto perfetto, quindi, al punto che nulla deve essere fuori posto. Peccato che né ai figli né al marito è permesso - in modo implicito - di lasciarsi andare.

Ma non finisce qui: dopo aver liquidato i bambini per i compiti e il marito in ufficio, sempre lei comincia le pulizie di casa in modo meticoloso senza lasciare in giro un granello di polvere».

L'esempio esposto in alto fa comprendere come le persone maniache del controllo siano sempre vigili, non permettendo che qualcosa sia fuori dal loro controllo. Raramente riescono a stare in uno stato di relax, perché immaginano che possa sempre accadere qualcosa a sé e ai propri cari. Devono verificare che tutto funzioni con efficienza senza imprevisti.

Temono fortemente l’imprevisto, ciò che non è programmato, al punto da pianificare con anticipo e meticolosamente tutte le attività.

«Questo ipercontrollo ci suggerisce che alcune persone trovino sicurezza solo in questo comportamento estremamente attivo e tendente alla perfezione, cosa che si manifesta maggiormente quando si sentono costretti a rilassarsi. Sembra un paradosso, ma quando si potrebbero riposare, i maniaci del controllo cominciano ad agitarsi, perché avvertono che non ci sono azioni da fare, e immaginano che qualcosa stia sfuggendo al loro controllo»

Mania di controllo: da cose dipende

Perché alcune persone hanno bisogno di controllare? Dipende solo dall'insicurezza o c'è un motivo più profondo?

«Nella mia esperienza clinica - prosegue lo psicoterapeuta Pani - posso ipotizzare che la maggior parte delle persone che aspirano ad un’ansia di perfezione e di controllo debbano rispondere inconsciamente ad alcuni "interlocutori interni" che hanno interiorizzato nella prima e nella seconda infanzia.

In altre parole, potrebbero aver avuto genitori che gli richiedevano in modo più o meno esplicito un modello di assoluta efficienza. Magari li sottoponevano a compiti difficili che, qualora avessero trasgredito, avrebbero comportato severe punizioni ("Se tu bambino non fai ciò che io genitore mi aspetto, sarai abbandonato").

In genere, le persone perfezioniste e controllanti riproducono nelle varie scene di vita quotidiana un antico bisogno di non deludere questi interlocutori dell'infanzia ormai interiorizzati ("Io mi sfogo su di te, controllandoti, perché in passato mi è stato chiesto di essere perfetto").

Naturalmente in psicologia niente è spiegabile secondo il modello causa-effetto. Non è detto, inoltre, che la perfezione sia stata esplicitamente richiesta durante l'infanzia. A volte si può trattare, infatti, di messaggi subliminali, che sono più pericolosi di quelli espliciti, perché vengono percepiti inconsciamente, non consentendo quindi l'immediata ribellione da parte di chi li riceve».

Vivere accanto a un maniaco del controllo

È difficile vivere accanto a persone che hanno manie di controllo? La riversano sugli altri?

«Sì, è molto difficile - prosegue l'esperto - perché l’ansia dell’altro, che a sua volta ti controlla, viene percepita inconsciamente. Ma non essendo sempre esplicitata a parole, non permette la ribellione. Può accadere che chi viva accanto ad una persona maniaca del controllo reagisca con un'apparente incomprensibile esplosione di rabbia, che fa sentire in colpa, visto che l'ipercontrollo che tutto sia perfetto è anche una forma di iper-protettività.

Se invece la persona super controllante esplicita la sua ansia in modo verbale, è più facile che chi vive accanto a loro abbia la possibilità di ribellarsi o semplicemente di moderare l'ansia dell'altro, tenendola a bada.

Il guaio accade quando il bisogno urgente di controllare invade l'altro senza espressioni esplicite, costringendolo a subire il controllo su di sé. Si può percepire un malessere quasi soffocante, perché si ha l'impressione che non si è protagonisti della propria vita, dato che questa è sempre controllata dall'altro».

Come superare la mania di controllo

«Il problema di chi vive accantto a persone molto ansiose è quello di non avere uno spazio e un tempo personalizzato per esprimere le proprie emozioni e i propri desideri. Spesso chi subisce il controllo dell'altro non sente di inventare niente né di creare niente nella propria quotidianità, perché viene continuamente "scippato" dal controllo degli altri - continua lo psicologo clinico Pani - Sul lavoro può avere conseguenze disastrose: un responsabile ipercontrollante può bloccare la creatività dei suoi collaboratori, e nei casi peggiori demotivarli».

Per non subire all'ansia di controllo bisognerebbe cercare di decodificare questi messaggi ansiosi che giungono come soffocanti. Inoltre, si dovrebbe reagire mantenendo la calma, anche se non è facile. Ci si può ribellare e disubbidire senza far passare il messaggio di non rispettare l'altro, ma cercando di assicurare che si è in grado di svolgere tutto con efficienza da soli.

Sicuramente le persone più fragili soffrono di più, dato che vivono il controllo come prepotenza e sopraffazione.

D'altro canto, è difficile che il maniaco del controllo abbia la consapevolezza di avere quest'ansia: si comporta così senza rendersene conto.

«Ci si accorge di essere iper controllanti solo qualora dagli altri giungano alcuni stimoli di essere ossessionati dal controllo, come se fosse un bisogno del quale non si può fare a meno.

Purtropppo accade spesso che le persone che vivono accanto a un maniaco del controllo si allontanino, pur non volendo arrecare dolore, perché non resistono all'ansia di perfezione. In seguito ad episodi di questo genere, le persone iperprotettive e controllanti possono superare la loro mania di controllo. Meglio se aiutati professionalmente, dato che da sole non potrebbero elaborare le cause profonde di quest’ansia perfezionistica che invade l'altro».

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