Addio pancia gonfia! I cibi da evitare e i consigli per sgonfiarsi sono questi

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La pancia gonfia e tesa può essere causata dal consumo di alcuni cibi e bevande. Scopri quali alimenti preferire e quali limitare per sgonfiare l'addome

Pancia gonfia: alimenti da evitare e consigli alimentari

Clinicamente definita bloating, la pancia gonfia è un sintomo frequentissimo, ricorrente soprattutto nel sesso femminile, e talvolta così intenso da essere addirittura invalidante.

Assolutamente da distinguere dall’addome prominente del soggetto in deciso sovrappeso, l’addome gonfio è quasi spesso un sintomo di malessere intestinale. Spesso il gonfiore addominale si accompagna ad un concerto di sintomi variegato e poco specifico come:

  • Nausea
  • Stitichezza o diarrea
  • Alitosi
  • Dolore addominale
  • Tensione addominale
  • Meteorismo ed aerofagia

Per questo motivo, diventa fondamentale frenare tale disturbo, innanzi tutto attraverso le adeguate misure dietetiche. Vi sono infatti alcuni cibi che, in presenza di predisposizione individuale, possono concorrere a generare antiestetici e fastidiosi gonfiori addominali.

Pancia gonfia: le cause principali

Se è vero che il trattamento dietetico ed i principali rimedi prescindono dalla causa scatenante, sarebbe opportuno in primo luogo, individuare i fattori che portano a tale sintomatologia.

Solitamente alla base di questo fastidioso sintomo possono esservi:

A seconda della causa, pertanto, sarà necessario consultare uno specialista, che potrà guidarti nel percorso più adatto alle tue esigenze.

La dieta della pancia piatta

In assoluto, il primo passo per contrastare questo tipo di disturbo è la dieta. Tra le tantissime diete proposte, sicuramente la così detta Low Fodmaps rappresenta la scelta più adeguata.

Questo modello dietetico ha infatti l’obiettivo di ridurre ai minimi termini i processi fermentativi, limitando pertanto il consumo di alimenti dotati di elevato potenziale flatulogenico: alcuni alimenti infatti fermentano e creano gas, i quali richiamano acqua, provocando addome caratteristico "a palloncino" e dolori crampiformi anche piuttosto forti.

Dopo averla seguita per alcune settimane, grazie al sussidio di uno specialista della nutrizione, sarà possibile gradualmente reintegrare gli alimenti inizialmente vietati, recuperando contestualmente la normale funzionalità digestiva.

Spesso questa dieta viene sostenuta contestualmente dall’assunzione di specifici probiotici, in grado di riordinare la flora intestinale, sostenendone così la normale funzionalità.

Insieme alla dieta sarà necessario anche prestare attenzione ad altri dettagli del tipo:

  • masticare lentamente,
  • evitare il consumo di pietanze troppo fredde o calde,
  • evitare il consumo di caramelle e gomme da masticare,
  • evitare pasti abbondanti.

Pancia gonfia: gli alimenti da evitare

A questo punto, non ci resta che elencare gli alimenti che dovrai eliminare o limitare, in queste prime fasi dietetiche.

Latte e derivati

La presenza di lattosio e di proteine del latte, rappresenta un vero e proprio deterrente alla normale funzionalità intestinale.

Legumi

La cuticola dei legumi rappresenta un susbstrato fermentante per i batteri intestinali. Per non eliminarli del tutto, ti consigliamo di passarli meccanicamente al passa-alimenti.

Glutine 

Cerca di preferire quindi il consumo di cereali naturalmente privi di glutine come il riso, la quinoa, il miglio e l’amaranto.

Cavoli, cavolfiori, broccoli, broccoletti e verza

Per quanto gustose ed assolutamente salutari, sono purtroppo verdure dall’elevatissimo potenziale flatulogenico.

Alcol e bevande gassate

Assolutamente bandite.

Dolci, pizze e prodotti lievitati

Con l’aiuto di uno specialista, dopo un primo periodo, potrai provare a reintegrare gradualmente questi alimenti.

Consigli alimentari per il gonfiore addominale

Tenere un diario alimentare

Tra i fattori scatenanti il gonfiore addominale, rientrano senza dubbio anche le intolleranze alimentari. In questi casi, una forma di intolleranza al lievito o al lattosio, può generare fastidiose tensioni e dolori simili ai crampi dovuti proprio alla fermentazione e all'accumulo di gas.

Dunque, può essere utile tenere un diario alimentare dove poter annotare la frequenza di questi episodi di gonfiore e ciò che si è mangiato in quel giorno. Dati alla mano, ci si rivolge allo specialista impostando la strategia migliore per risolvere il problema (test, dieta specifica, farmaci, integratori).

Favorire le verdure cotte

Quando si è predisposti a gonfiore addominale, e dunque a fermentazione, si può trovare sollievo diminuendo il consumo di verdure crude a favore di ortaggi cotti (in modo leggero, ad esempio al vapore).

Alcuni soggetti sono particolarmente reattivi, per esempio, alle crucifere (cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles) o alle cipolle, altri ancora fanno fatica a consumare legumi. Dunque, la reazione alla verdura cruda o cotta è da considerare caso per caso, impostando una dieta ad hoc.

Vero è anche che, ad esempio, un ortaggio può causare problemi solo in un determinato periodo della vita e poi non dare più alcun tipo di fastidio a livello gastrointestinale.

Per quanto riguarda i legumi, il discorso è più complesso: in linea di massima, è facile avvertire una sensazione di gonfiore una volta mangiati fagioli o ceci (a causa dei gas che si formano nell'intestino). Ma è altrettanto facile che questi disturbi vadano via via scomparendo se si passano i legumi (al passaverdura e non al mixer, per non inglobare aria) o se si introducono nella dieta in modo graduale.

Fare attenzione alle fibre

La questione fibre è un'altra variabile soggettiva, riguardo alla comparsa di gonfiore addominale. Chi soffre di tensione e dolori, dovuti alla fermentazione dei cibi e alla formazione di gas intestinali, è bene che consumi fibre in grado di aiutare l'intestino a lavorare bene ma senza irritarlo.

Per esempio, la crusca è un tipo di fibra che può risultare molto irritante per le pareti intestinali, mentre la gomma di guar o alcune tipologie di frutta possono aiutare a risolvere i fastidi associati alla sintomatologia, attenuando visibilmente il gonfiore.

Consumare la frutta lontano dai pasti

Per quanto riguarda la frutta, inoltre, chi soffre di gonfiori addominali dovrebbe consumarla lontano dal pasto (sotto forma di spuntino sano) ma, anche in questo caso, la regola non può essere generalizzata.

L'unico espediente efficace è, appunto, annotare su un diario alimentare le differenti reazioni conseguenti al consumo di frutta subito dopo il pasto, prima di mangiare o a digiuno.

Individuare il tipo di gonfiore

Quando si parla di pancia gonfia, è importante capire di che tipo di gonfiore si tratti.

Se il problema è l'accumulo di adipe sarà necessaria una dieta ipocalorica abbinata ad attività fisica aerobica, ancor prima che le sessioni dei classici addominali.

Se, invece, l'inestetismo è associato alla presenza di gas intestinali, e dunque a fermentazione, è importante modificare la dieta cambiando la tipologia di cibi e testando eventuali intolleranze alimentari.

Ma il gonfiore può essere dovuto anche a ritenzione idrica attorno alla zona dell'ombelico: in questo caso, il problema è facilmente riconoscibile (pelle dal caratteristico aspetto a buccia d'arancia, a "materasso").

In tutti tre i casi, ma soprattutto in quest'ultimo, è importante ridurre drasticamente il consumo di sodio, dunque di: sale, salumi, carni conservate, cibi in scatola, formaggi stagionati, dadi da cucina.

Ridurre i dolcificanti

Uno dei primi consigli dello specialista per diminuire la formazione di gas intestinali è proprio ridurre drasticamente (se non eliminare) il consumo di chewing gum. Questo perché, masticando la gomma, si ingloba aria, che può dar luogo a fastidi intestinali e gonfiore.

Ancor peggio se il chewing gum è senza zucchero e con dolcificanti artificiali. Questi ultimi, infatti, tendono a peggiorare ulteriormente il problema del gonfiore addominale oltre ad aumentare la sensazione di fame e vuoto allo stomaco

Evitare bibite gasate e zuccherate

Sul banco degli "imputati" causa di gonfiori addominali e formazione di gas intestinali, occupano un posto d'onore sia le bibite gassate (cola, aranciata, gazzosa...) sia gli alcolici (birra in primis).

In entrambi i casi, oltre al tipico gonfiore (pancia a palloncino, addome prominente rispetto al resto del corpo) si associa anche un numero rilevante di calorie "vuote" (in breve, che non nutrono l'organismo ma lo fanno soltanto ingrassare) dovute alla quantità industriale di zuccheri contenuti soprattutto nelle bibite gassate.

Se si scelgono le versioni light di queste bevande, vale lo stesso discorso riguardante i chewing gum senza zucchero. L'abbinamento anidride carbonica e dolcificanti non fa che aumentare il gonfiore, causando anche dolori a livello intestinale.

Le bevande migliori per sgonfiare l'addome restano l'acqua, il tè verde e gli infusi a base di erbe carminative come i semi di finocchio, il cumino, l'anice, la menta e la melissa.

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