Sedentarietà: rischi e conseguenze

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La sedentarietà è una delle condizioni più gravi e nel contempo prevenibili dei nostri tempi. Ecco rischi e conseguenze derivati dalla mancanza di movimento 

Solitamente, sedersi ci fa sentire bene, soprattutto dopo una lunga camminata, un turno lavorativo di otto ore trascorso in piedi o una sessione di attività fisica particolarmente intensa. A volte, poi, sedersi ci fa sentire bene anche dopo averlo fatto tutto il giorno, in primo luogo perché siamo abituati e in secondo luogo (ammettiamolo) perché siamo un po' pigri.

Dovremmo ricordare, però, che a un certo punto sedersi non ci fa più bene. E quel punto arriva quando cominciamo ad avere la sensazione che i nostri muscoli si stiano indebolendo e che il (poco) tempo trascorso in piedi ci stanchi in maniera decisamente spropositata.

In aggiunta, sono sempre di più le prove che evidenziano i rischi a breve e a lungo termine di una vita sedentaria: se trascorrere seduti un breve periodo di tempo può consentire al corpo di riposare e recuperare le energie, infatti, farlo per tutto il giorno, dietro lo schermo del pc al lavoro o sul divano di casa, può finire per danneggiare seriamente la salute ed il benessere di mente e corpo.

Rischi

Come rilevato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, uno stile di vita sedentario aumenta tutte le cause di mortalità, raddoppia il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete, favorisce sovrappeso e obesità, e aumenta il rischio di tumore al colon, pressione alta, osteoporosi, disturbi del metabolismo, depressione e ansia.

Nel contempo, i dati evidenziano come il 60-85% della popolazione mondiale, residente tanto nei pasi sviluppati quanto in quelli in via di sviluppo, conduca uno stile di vita sedentario, un fatto che rende la sedentarietà uno dei problemi di salute pubblica più gravi e allo stesso tempo più sottovalutati dei nostri giorni.

Eppure le conseguenze derivate dalla mancanza di movimento sono largamente prevenibili: per ridurre significativamente il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, diabete e obesità, infatti, basterebbe operare un cambiamento dello stile di vita, attraverso l’adozione di un regime alimentare sano, vario ed equilibrato e la pratica di un’attività fisica moderata per almeno 30 minuti al giorno.

Conseguenze

Prima di tutto, sedersi impedisce di scaricare il peso del corpo sulle gambe, costringendo così la colonna vertebrale ed i muscoli della schiena a compiere tutto il lavoro: questo è il motivo per cui passare molte ore seduti può portare sul lungo periodo a soffrire di mal di schiena e lombalgia.

In secondo luogo, stando seduti si impedisce alla cassa toracica e quindi ai polmoni di avere abbastanza spazio per espandersi completamente: con i polmoni che non lavorano a pieno ritmo, i livelli di ossigeno nell’organismo sono più bassi, una condizione accentuata dalla scarsa circolazione tipica di quando il corpo non è in movimento. Livelli più bassi di ossigeno al cervello significano una minore concentrazione, motivo per cui, quando si è seduti, probabilmente ci si concentra meno di quanto si farebbe se invece ci si stesse muovendo.

Entrambe queste condizioni spiegano perfettamente perché fare delle passeggiate, soprattutto nei parchi e a contatto con la natura, renda la mente più creativa, aumenti la capacità di concentrazione e innalzi i livelli di energia.

Benefici che possono essere ottenuti anche durante la giornata in ufficio per esempio alzandosi dalla scrivania ogni ora per camminare cinque minuti, recandosi direttamente dal collega per porgli un quesito invece che mandargli una mail, parlando al telefono stando in piedi, scendendo ad una fermata prima dell’autobus per rientrare a casa, preferendo le scale invece che l’ascensore, riordinando la stanza o facendo la cyclette mentre si è davanti al televisore.

In definitiva, non dobbiamo dimenticare che il nostro organismo è progettato per il movimento, motivo per cui è importante dedicare all'attività fisica quanto più tempo riusciamo.

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