Care vecchie sabbiature 

Approfittate dell'estate per curare i dolori articolari e muscolari con la sabbia. La novità è che funziona...

di Laura D'Orsi  - 10 Agosto 2006
Tag: in forma

C'è una cura naturale per chi soffre di artrosi e dolori muscolari. Sono le sabbiature, una vera e propria terapia, conosciuta fin dall’antichità. «Con qualche accortezza, si possono fare anche da soli, tanto più che le nostre spiagge sono l’ideale», spiega Umberto Solimene, idroclimatologo dell’Università di Milano. «La sabbia è fine al punto giusto e trattiene il calore solare in modo perfetto, senza provocare ustioni. Inoltre è ricca di sali, come magnesio, iodio, calcio, che penetrano nei tessuti, con molti benefici per le ossa e non solo. Le sabbiature fanno bene per le forme reumatiche e l'artrosi, ma anche contro le infiammazioni di tendini e muscoli, l’osteoporosi e le fratture». Attenzione però: ci sono delle controindicazioni. I bagni di sabbia sono vietati se si hanno problemi di cuore o se si ha la Ecco i cinque consigli del dottor Solimene per sabbiature fatte bene.

Scavare la buca

Al mattino si scava una fossa, che dovrebbe essere profonda circa 20 centimetri e grande abbastanza da contenere il corpo disteso (circa un metro per due). Poi si lascia che i raggi del sole scaldino la sabbia all’interno.

Preparare il corpo

«Prima di fare la sabbiatura è consigliabile bagnarsi con un tuffo in mare per far penetrare i sali minerali» spiega Umberto Solimene. «Poi bisogna asciugarsi al sole, in modo da scaldare la pelle e abituarla alla temperatura elevata della sabbia. Infine si beve un tè o un caffè diluiti con acqua per idratarsi ed evitare cali di pressione eccessivi dovuti al caldo».

Controllare la temperatura

Quando la sabbia è tra i 48 e i 60 gradi, ossia tra le 11 e le 16, ci si distende e ci si fa

ricoprire con uno strato di sabbia di circa 5 centimetri. «La testa naturalmente resta fuori, ma va sempre riparata all’ombra di un tendalino o di un cappello a tesa larga» avverte l’esperto.

Il tempo di permanenza

La prima volta non si devono superare i dieci minuti. Poi, piano piano, si potrà aumentare la seduta fino ad arrivare a venti minuti al massimo.

Mettersi all'ombra

Trascorso il tempo stabilito, bisogna sollevarsi e uscire dalla buca molto lentamente. «Ci si mette seduti o sdraiati all’ombra, avvolti in un asciugamano per mantenere il calore accumulato» dice Umberto Solimene. «E solo una volta che il corpo si è raffreddato completamente, ci si potrà tuffare di nuovo in mare».

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