Le vaccinazioni 

Gli interventi obbligatori in Italia sono quattro: insieme al pediatra i genitori stabiliranno poi il calendario vaccinale facoltativo. I rischi sono limitati e i vantaggi sono moltissimi

di Laura D'Orsi  - 13 Maggio 2008

Le vaccinazioni obbligatorie per i bambini sono l'antidifterica, l'antitetanica, l'antipoliomelite e l'antiepatite B.I vaccini facoltativi o raccomandati sono contro il morbillo, la pertosse la rosolia, la parotite, la varicella e le infezioni da Haemophilus influenzale di tipo B.

Il calendario vaccinale, che può subire qualche variazione da Regione a Regione, comincia per tutti i bambini a tre mesi di vita e prosegue fino alla preadolescenza. Iniettando nell'organismo virus o batteri inattivati o le loro tossine oppure ancora sostanze prodotte in laboratorio, il sistema di difesa del bambino viene stimolato a produrre anticorpi specifici contro quelle malattie, garantendo la quasi completa immunità.

La maggior parte dei pediatri è favorevole alle vaccinazioni, anche a quelle facoltative. Qualunque vaccinazione deve essere effettuata quando il bambino è in ottima salute: prima di vaccinare infatti il medico esegue una visita di controllo e la sconsiglia se il piccolo ha febbre, diarrea o qualche altro sintomo.

Per quanto riguarda le reazioni dopo il vaccino, sono molto soggettive; si tratta comunque di episodi isolati e per lo più modesti: rialzo della temperatura anche a distanza di qualche giorno, gonfiore e prurito nella sede dell'iniezione, malessere o irritabilità. Questi sintomi sono facilmente controllabili con un farmaco antipiretico se la temperatura sale oltre i trentotto gradi e con una pomata per attenuare l'eventuale edema sulla pelle.

Molti genitori temono pesanti effetti collaterali, che non possono essere esclusi del tutto, ma sono rarissimi. Si pensi per esempio che il rischio di encefalite, grave complicazione del morbillo, è di uno su un milione di dosi di vaccino, mentre questa complicanza, in assenza di vaccino, si presenta in un caso su mille. Negli ultimi tempi si è tornati al vaccino antipolio iniettivo anziché orale, nel quale i virus sono del tutto inattivati. In questo modo ci si attende di ridurre della metà o addirittura di due terzi i casi di malattia da vaccino che sono di uno ogni 2,5 milioni di dosi somministrate.

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