È giusto che le donne con figli vadano in pensione prima?

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Il governo propone che le donne con figli possano andare in pensione prima. Ma l'idea suscita il dibattito. Vediamo i pro e i contro

Il governo ha proposto un'uscita anticipata dal lavoro per le donne con figli (6 mesi prima per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni). Ma il tema suscita molto dibatitto. Vediamo qui due opinioni a confronto.

Va premiato l'impegno in famiglia

È a favore Anna Giacobbe, deputata, prima segretaria generale della Camera del lavoro di Savona, poi della Cgil regionale della Liguria, che dice:

«La proposta, ancora del tutto insufficiente, di permettere alle madri di ritirarsi prima dal lavoro mette in luce un elemento importante: occorre riconoscere, e valorizzare a fini pensionistici, il “lavoro” di cura familiare per i figli, gli anziani, i disabili gravi. E su questo fronte sono molti gli interventi da fare».

«Le modifiche alle regole per andare in pensione, soprattutto con la legge Fornero del 2011, hanno prodotto un innalzamento repentino dei requisiti pensionistici, soprattutto per le donne, abolendo ogni differenza con gli uomini. Ma la storia lavorativa delle donne, con tanti “buchi” previdenziali e retribuzioni più basse, è molto diversa. La ragione? Ricade su di loro la gran parte dell’impegno domestico. Fare parti uguali tra diversi è una forma di ingiustizia».

Vanno aiutate le giovani

È contraria Paola Profeta, docente del dipartimento di Analisi delle politiche e management pubblico alla università Bocconi che sostiene: «Quando, prima del 2012, c’era disparità nell’età pensionabile tra uomini e donne si giustificavano gli anni di lavoro in meno come una “compensazione” rispetto al doppio lavoro che le donne svolgevano fuori e dentro casa. Ritornare indietro creerebbe solo l’ennesima discriminazione: non è giusto mandare le donne in pensione prima e oltretutto con una quota di previdenza sociale più bassa perché hanno lavorato meno anni e versato quindi meno contributi».

«I problemi devono essere risolti durante la vita lavorativa, non quando ci si ritira: il sostegno va dato alle giovani e mamme. Proponiamo soluzioni per eliminare a le disparità tra gli stipendi di uomo e donna, incrementiamo gli aiuti fiscali e creiamo per le madri soluzioni che agevolino la conciliazione famiglia-lavoro».

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