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Maternità surrogata: i paesi in cui è legale

di Fabio Brinchi Giusti
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Ogni Stato affronta la questione in modo diverso. Per alcuni si può ospitare il bambino solo in forma altruistica, per altri anche guadagnandoci. Alcuni la ammettono solo per le coppie eterosessuali sposate, altri anche per gli omosessuali e le donne single. Ecco una mappa

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Ogni Stato affronta la questione in modo diverso. Per alcuni si può ospitare il bambino solo in forma altruistica, per altri anche guadagnandoci. Alcuni la ammettono solo per le coppie eterosessuali sposate, altri anche per gli omosessuali e le donne single. Ecco una mappa

STATI UNITI
Gli Stati Uniti sono stati la prima nazione al mondo ad aver consentito la maternità surrogata, anche se la situazione cambia da stato a stato. In sette Stati è possibile sia nella forma altruistica sia in quella lucrativa (nella prima la donna porta avanti la gravidanza senza ricompensa economica, nella seconda lo fa in cambio di denaro), in altri è consentita solo l'altruistica, in altri ancora è vietata. Negli stati in cui è legale, esistono vere e proprie agenzie specializzate che cercano la gestante e seguono tutte le necessarie procedure legali e mediche. Esistono, inoltre, una serie di norme volte ad evitare lo sfruttamento delle donne più povere e si prevede che la gestante non sia anche la madre biologica del bambino. Negli Usa la surrogata è consentita a tutti: coppie eterosessuali, coppie gay e single.

CANADA
In Canada la surrogata è consentita solo nella forma altruistica. La donna non viene pagata e riceve solo un rimborso delle spese effettuate durante la gravidanza. Anche in Canada la coppia è in genere assistita da agenzie specializzate la gestante non può essere anche la madre biologica del bambino. La gestante però può cambiare idea e tenere il bambino. Possono accedervi sia le coppie etero che quelle omosessuali.

RUSSIA, UCRAINA E BIELORUSSIA
In questi tre Paesi la maternità surrogata è diffusa sopratutto nella forma lucrativa. La gestante è diversa dalla madre biologica e le donne ricevono un compenso per la gravidanza. Dopo il parto rinunciano al bambino e i due membri della coppia committente vengono registrati come i legittimi genitori sul certificato di nascita. Possono accedervi solo le coppie eterosessuali sposate e le donne single.

GRECIA
In Grecia la surrogata è consentita solo alle coppie in cui per l'aspirante madre sia impossibile portare avanti una gravidanza. La gestante non può essere la madre biologica del bambino e può ricevere solo un rimborso spese. Gestante e aspiranti genitori devono essere entrambi residenti in Grecia.

BELGIO, PAESI BASSI E DANIMARCA
I questi paesi è consentita ma deve esistere un legame biologico fra gli aspiranti genitori e il bambino. La gestante può cambiare idea e non è costretta a dare il bambino alla coppia.

INDIA
In India è legale dai primi anni 2000. Le gestanti sottoscrivono, prima della nascita, un contratto dove rinunciano ai bambini e sono numerose le donne che vi ricorrono per affrontare difficoltà economiche. La pratica è vietata per gli omosessuali, i single stranieri e le coppie etero degli Stati in cui è proibita.

REGNO UNITO
Nel Regno Unito la maternità surrogata è consentita solo nella forma altruistica. Dopo la nascita il bambino va a vivere con la coppia e da questo momento la coppia può fare domanda d'adozione. È vietata ai single.

SUDAFRICA
In Sudafrica è consentita nella forma lucrativa. La gestante e la coppia si accordano firmando un contratto prima della gravidanza.

BRASILE
In Brasile è consentita solo se la gestante è imparentata con uno dei membri della coppia (ad esempio la madre può portare avanti la gravidanza al posto della figlia).

THAILANDIA
In Thailandia era consentita a tutti e il paese era diventato una delle mete privilegiate del cosiddetto "turismo della fertilità". In seguito ad una serie di scandali (tra cui il caso di un bambino nato con la sindrome di Down e rifiutato dalla coppia committente) il governo ha introdotto una serie di rigide restrizioni: oggi possono ricorrere alla surrogata solo i cittadini thailandesi. Le gestanti devono avere almeno 25 anni, essere sposate e avere già un figlio.

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