Medicine al posto giusto 

Bustine aperte e abbandonate. Sciroppi tenuti vicino ai fornelli. Gocce per gli occhi lasciate fuori dal frigo. Che disastro l’armadietto dei farmaci degli italiani!

di Laura D'Orsi  - 08 Luglio 2011
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Corbis

 

Italiani bocciati nella gestione della farmacia casalinga. Secondo un’inchiesta dell’associazione Altroconsumo almeno una persona su due non sa nemmeno dove vanno conservati i farmaci. «Molti li tengono in bagno senza sapere che è il posto peggiore» spiega Antonio Clavenna, farmacologo dell’istituto Mario Negri di Milano. «Perché il calore e l’umidità possono deteriorarli, rendendoli meno efficaci». Ma ci sono tanti altri errori da evitare. E poche, semplici regole per organizzare un armadietto a prova di guai. Vediamole, con l’aiuto dell’esperto.

Pastiglie in cucina ma solo se al buio
I posti  migliori per conservare i medicinali sono il ripostiglio e la camera da  letto. Certo, quando si sta seguendo una cura e si devono prendere dei  farmaci prima o dopo i pasti è più comodo tenerli in cucina. In questo  caso si può fare un’eccezione, a patto di mettere le confezioni lontano  da cappe e fornelli, al buio e dentro un armadietto. Questa indicazione  vale solo se si tratta di capsule e  compresse, cioè le formulazioni più  stabili e resistenti. Le altre sono più delicate. Soprattutto le  bustine da sciogliere in acqua e le pastiglie effervescenti, che  risentono molto dell’umidità. E se nella confezione c’è un batuffolo di  cotone, va sempre tolto perché trattiene l’umidità all’interno.

Collirio e cerotti si mettono al fresco
Il  collirio dopo l’apertura va tenuto in frigorifero: così si blocca la  proliferazione di eventuali batteri. E dopo 15 giorni al massimo va  buttato. Al freddo si conservano meglio anche i cerotti per curare  ferite e abrasioni. La colla risente molto del calore e se la   temperatura supera i 20 gradi non aderiscono più alla pelle.

Confezioni sempre ben chiuse
I  farmaci vanno conservati nella scatola originale, con dentro il  foglietto illustrativo. Eliminare la confezione è rischioso: in molti  blister non è riportata poi la data di scadenza. Gli sciroppi devono  stare nella loro scatola al buio, perché la luce li danneggia.

Mezze pillole da consumare in fretta
Le  scadenze valgono solo se il medicinale è stato conservato al chiuso e  rimane integro. Quando si spezza un’aspirina o un’altra compressa  divisibile, oppure quando si consuma mezza dose di una bustina, l’altra  metà deve essere utilizzata entro 24 ore, altrimenti non è più efficace.  Un tubetto di pomata aperto, invece, non dura più di 12 mesi, ma deve  essere conservato lontano dal calore. Gli sciroppi, per esempio quelli  per la tosse, e le gocce una volta aperta la confezione sono validi per  due o tre mesi al massimo. Se invece si lasciano sopra una mensola e  senza scatola, dopo una settimana vanno eliminati.

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