Stress da lavoro e donne: l’inchiesta

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    Credits: Corbis

    Per le donne "in carriera" lo stress da lavoro si conferma un problema ormai diffuso: ben il 95,6% afferma di conoscerlo e viverlo sull’ambiente di lavoro. Delle 400 donne manager, impiegate, dirigenti, professioniste e consulenti appartenenti a imprese industriali e a società di servizi che hanno partecipato alla “Prima inchiesta sullo stress da lavoro nel mondo femminile” condotta da Assidai in collaborazione con SDA Bocconi, un terzo dichiara di conviverci abitualmente e il 62,6% in alcuni periodi dell’anno.

    La ricerca nasce dalla volontà di approfondire alcuni indicatori, verificati dalla Prof.ssa Beatrice Bauer di SDA Bocconi, che segnalavano come lo stress da lavoro, che condiziona generalmente ampie fasce di popolazione maschile e femminile, avesse maggiore impatto sulle donne con una vita lavorativa intensa.

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    Le fonti principali di stress

    Dall'inchiesta è infatti emerso come tra le principali fonti di stress quotidiano, si segnalano la difficoltà a far conciliarel’impegno professionale con la vita familiare (per il 50%) e l’eccessivo carico di lavoro (per il 42%). A questi fattori si sommano però problemi legati all’organizzazione interna e allo scarso dialogo con i
    vertici aziendali.

    La mancanza di obiettivi definiti, l’incertezza nella definizione dei ruoli e nelle istruzioni ricevute oltre che ad un percorso di carriera poco chiaro (38%), fino alla richiesta di incarichi, mansioni e responsabilità non sempre affini alle proprie competenze e al profilo professionale (19%) generano ansie e stress in alcuni casi superiori e soprattutto costanti.

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    Un problema sottovalutato

    L’inchiesta conferma inoltre la consapevolezza delle donne dell’impatto dello stress sulla salute personale (93%) e come ancora le organizzazioni, malgrado le indicazioni del recente decreto ministeriale, persistono nel sottovalutare il problema: solo il 23,1% delle intervistate dichiara che la sua azienda adotta misure sufficienti per tutelare lo stress dei dipendenti (anche se oltre i 2/3 vorrebbero facesse di più).

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    Proposte di soluzione

    A questo proposito le donne suggeriscono alle aziende 4 proposte per equilibrare la vita personale con quella lavorativa attraverso un insieme di indicazioni orientate ad un affinamento di alcune dinamiche di tipo organizzativo e di gestione delle risorse umane.

    Secondo le donne manager, infatti, le aziende dovrebbero porre iniziative volte a migliorare:

    - l'organizzazione lavorativa attraverso una più bilanciata distribuzione e gestione del lavoro, inserire orari flessibili (part-time ma non solo) e introdurre anche il telelavoro su alcuni giorni della settimana (26%);

    - la disponibilità al dialogo con il management e l’opportunità di presentare i problemi individuali, o situazioni percepite dalle donne come “delicate” nel rapporto con l’azienda, vedi ad esempio la maternità (18%);

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    - la gestione delle risorse, attraverso una maggiore chiarezza nel percorso di carriera connaturato anche ad un sistema di riconoscimento del lavoro svolto e dei ruoli/mansioni. Le donne manager si mostrano molto favorevoli anche progetti di formazione utili ad elevare le competenze anche in relazione alle richieste del mercato e dell’azienda stessa (18%);

    - L’attenzione alle tematiche della salute, mettendo a disposizione forme di controllo e prevenzione, piani sanitari ad hoc e spazi per effettuare esercizio fisico vicino al luogo di lavoro (centro fitness).

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    Rientra in questo contesto anche la qualità dell’ambiente di lavoro (16%): su questo ultimo punto le intervistate hanno dato maggiori indicazioni proprio nell’ottica della prevenzione con check-up periodici, visite specialistiche e programmi di benessere senza trascurare i servizi per l’infanzia.

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    "I risultati di questa ricerca confermano la nostra iniziale preoccupazione, di un’urgenza che va risolta a livello-paese – commenta Lorena Capoccia, Presidente di Assidai. Dal nostro osservatorio privilegiato di 44.000 nuclei familiari e 100.000 persone assistite, avevamo colto che lo stress da lavoro negli ultimi anni cresceva nell’impatto in spesa sanitaria dei nostri iscritti e parallelamente sul tempo speso in azienda.

    I risultati dell’inchiesta SDA Bocconi ci consentiranno di adeguare i nostri piani sanitari, come peraltro già fatto nel corso del 2011 con l’inserimento di specifici programmi di prevenzione e valutare l’opportunità di creare un piano sanitario ad hoc pronto a rispondere a tali esigenze” .

    (Si ringrazia Assidai, fondo sanitario integrativo, senza scopo di lucro, nato nel 1990 da Federmanager con lo scopo di soddisfare le esigenze professionali, personali e familiari di manager, quadri e alte professionalità).

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Lo stress da lavoro condiziona le donne italiane: il 95,6 % dichiara di esserne soggetto e circa il 93% è consapevole del suo impatto sulla salute. I risultati della prima indagine condotta da Assidai e SDA Bocconi su donne e stress lavorativo

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