Tuo figlio ha la fame d'aria? 

 

Scoprire l’asma ai primi sintomi nei bambini è importante. Perché prima si interviene e più efficaci sono le cure. Ecco tutto quello che c’è da sapere

di Cinzia Testa, Mara Minoia
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Corbis

 
Tag: bronchi, asma, tosse

Sono in tanti i bambini a dover fare i conti con l’asma. I dati infatti dicono che è la malattia più diffusa tra chi frequenta le scuole elementari e la prima ragione di corse in ospedale a causa di gravi crisi respiratorie. Ma c’è una buona notizia. Le ricerche più recenti hanno dimostrato che tra i sei e i 16 anni i bronchi hanno una maggiore plasticità. Sulla base di questa importante scoperta, sono state messe a punto alcune regole mirate ad aumentarne il calibro. Certo, la predisposizione a soffrire di asma allergica rimane e contro questa al momento non ci sono cure. Ma è possibile potenziare l’apparato respiratorio e aumentarne le capacità di difesa.

I campanelli d’allarme

Per sfruttare questa occasione che poi non si ripete più, è importante prima di tutto cogliere la malattia asmatica ai primi segni. È tipica ad esempio la tosse secca che si scatena puntualmente la notte o al risveglio la mattina. Oppure, il bambino ha crisi di tosse quando ride, piange o corre. In questi casi non bisogna perdere tempo, ma parlarne col pediatra. Gli esami da fare sono il test del respiro per verificare la potenza dei bronchi e le analisi per mettere in luce gli allergeni, cioè le sostanze che provocano l’allergia.

Le terapie mirate

In base ai risultati degli esami si mette a punto la cura con farmaci ad hoc da assumere tutti i giorni. La crisi di asma si manifesta perché i bronchi sono infiammati. Se viene spento questo stato di infiammazione, diminuiscono drasticamente gli attacchi.  Sì anche alla terapia di desensibilizzazione, cioè al vaccino che potenzia le difese dell’organismo contro gli allergeni.

La dieta

È poi basilare una dieta ricca di antiossidanti perché ha un ruolo positivo sulle pareti bronchiali. In pratica, frutta e verdura fresche di stagione. La dieta però va messa a punto dallo specialista, considerando le eventuali allergie incrociate. Ad esempio, chi è allergico alle graminacee deve evitare, tra gli altri cibi, i kiwi e gli agrumi.

 

Lo sport

Via libera infine  all’attività sportiva e senza limitazioni.  Gli studi hanno dimostrato che “cesella” l’apparato respiratorio, rendendolo più potente e robusto. E non c’è un’attività da preferire, vanno bene anche l’atletica leggera e la corsa. Unica prudenza, il piccolo deve sempre avere con sé il broncodilatore per fronteggiare un’eventuale crisi asmatica. Ma se è diligente con le cure di fondo e la dieta, è un problema che si verifica raramente e man mano sempre meno con il trascorrere

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