Seno: c’è una cura per ogni donna 

Una grande équipe ci racconta le terapie d’avanguardia e le nuove speranze per  combattere il tumore femminile più diffuso. Dai test genetici alle vitamine  anticancro. Se avete domande telefonate. O venite sul nostro sito: i nostri medici vi aspettano

 - 28 Marzo 2012
Credits: 

Maurizio Camagna

 

IL MESE DELLA PREVENZIONE

Donna Moderna dedica aprile al tumore del seno in collaborazione con l’Unità operativa di senologia dell’Humanitas Cancer Center di Milano, diretta dal  professor Corrado Tinterri (al centro nella foto insieme alla sua équipe). Gli esperti rispondono alle lettrici lunedì, mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 13, allo 0282242020.

E dal 2 aprile, negli stessi giorni e orari, potete anche chattare con il professore Tinterri e la sua équipe collegandovi a ty.donnamoderna.com/mese-prevenzione.

Ultima possibilità: mandare un’email all’indirizzo info@humanitas.it.

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La battaglia contro il tumore delle donne si fa sempre più serrata. Oggi gli oncologi non si accontentano più di diagnosticare e operare. «Abbiamo a disposizione test per il cancro al seno che ci permettono addirittura di prevedere a quali farmaci reagirà meglio una specifica forma tumorale. E con un nuovissimo esame, che analizza il corredo genetico delle cellule tumorali, siamo in grado di predire il rischio di recidiva e modulare le terapie più adatte per prevenire eventuali ricadute dopo l’intervento» spiega il professor Corrado Tinterri, responsabile dell’Unità operativa di senologia all’Humanitas Cancer Center di Rozzano (Mi) che sta portando avanti la ricerca sul test genetico.

Questi esami all’avanguardia vengono già usati nelle Breast Unit, centri dotati di un’équipe medica multidisciplinare e dove, come hanno provato gli studi, la percentuale di guarigione è superiore del 10,15 per cento rispetto agli altri. In Italia ne esistono una quarantina, compresa quella guidata dal professor Tinterri, e tutte hanno ottenuto la certificazione dell’Eusoma, la società europea che riunisce i massimi esperti di tumore al seno. Per sapere dove sono basta andare sul sito www.senonetwork.org e cliccare su Directory.

PROTETTE A OGNI ETÀ
Le novità non riguardano solo le cure ma anche la diagnosi e la prevenzione. Gli ultimi studi hanno visto che oggi corrono maggiormente il rischio di ammalarsi le donne sotto i 50 e sopra i 70. Fasce d’età per le quali a oggi la mammografia non è gratuita. Le più anziane e le più giovani non devono allora abbassare la guardia e sottoporsi regolarmente ai controlli, che si pagano comunque solo al costo del ticket.

«A 30 anni va fatta la prima visita con ecografia mammaria» spiega l’esperto. «È più adatta perché il seno nelle giovani è denso e compatto. Se non ci sono problemi particolari, basta ripetere il controllo due volte fino a 40 anni». Dopo si passa alla mammografia perché il seno con gli anni diventa più “trasparente” e quindi visibile ai raggi. Va fatta ogni due anni e, dai 50 in poi, ogni 18 mesi.

ABBASSO GLI ZUCCHERI
Da tempo si sa anche che lo stile di vita è fondamentale. Bisogna quindi smettere di fumare ma anche dimagrire se si è sovrappeso perché il grasso è ricchissimo di pericolosi estrogeni. Ora, però, nuove ricerche hanno scoperto che ci sono altre due cose che possiamo fare tutte subito: ridurre il consumo degli zuccheri e aumentare quello della vitamina A. «È stato dimostrato che c’è un legame tra iperglicemia, cioè i livelli alti di glucosio nel sangue, e attività delle cellule cancerogene» dice il professor Tinterri. «Uno studio internazionale eseguito su donne già malate ha visto che in chi aveva livelli bassi di glicemia a digiuno, la malattia progrediva più lentamente».

La dieta che aiuta a proteggere dal tumore allora punta sui cereali integrali. Sono carboidrati, cioè zuccheri, ma a differenza di quelli raffinati, vengono metabolizzati dall’organismo e non trattenuti. Meglio consumarli a colazione e a pranzo, quando il corpo ha più necessità di energia. Le dosi? Più o meno cinque biscotti la mattina o due fette biscottate e 50, 60 grammi di cereali cucinati a piacere, a pranzo. «Abbiamo evidenze scientifiche anche sulla vitamina A» aggiunge l’esperto. «Contiene acido retinoico che ha un effetto protettivo specie nelle donne giovani. Anche qui, si è visto che, in caso di tumore, ne limita la crescita». Farne il pieno è facile: si trova in abbondanza nella frutta e nella verdura giallo-arancione. La regola? Due frutti al giorno e verdura a pranzo e a cena, senza limiti di quantità. Per non disperdere la vitamina, vanno meglio le preparazioni rapide, crude o comunque con tempi brevi di cottura. E, per un effetto anti-cancro ancora più potente, aggiungete cavoli e pomodori.

BISTURI SOFT
Ancora oggi in poco meno di tre casi su dieci è necessaria la mastectomia, cioè l’asportazione del seno. Per questi interventi c’è una nuova tecnica, chiamata nipple sparing, che permette di conservare areola e capezzolo.

«Possiamo usarla tutte le volte che il carcinoma è lontano dal capezzolo e in generale dalla cute» dice il professor Tinterri. «In questo modo, con la guarigione molte ritrovano anche la sensibilità. In alternativa si ricorre al lipofilling, una tecnica rubata alla chirurgia estetica. Dopo aver inserito la protesi, il chirurgo inietta un innesto di grasso precedentemente prelevato dall’addome e dai glutei. Si crea così un mantello tra la cute e la protesi che dona al seno un aspetto più naturale. E, se si rende necessaria la radioterapia, il seno è più protetto e si abbassa il rischio di arrossamento e irritazioni. Nelle Breast Unit e nei centri specializzati nella cura del cancro al seno si inserisce la protesi e si fa il lipofilling nel corso dell’intervento per togliere il tumore» conclude l’esperto. «In questo modo si esce dalla sala operatoria con il seno già ricostruito».

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