Tumore: novità sulla prevenzione

01 02 2019 di Cinzia Testa
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Il 4 febbraio si celebra il World cancer day: una giornata per migliorare le conoscenze sul tumore coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo. Ecco le novità in fatto di prevenzione

Ogni anno circa quattro milioni di europei si ammalano di tumore. Ma la buona notizia è che negli ultimi 25 anni la mortalità è diminuita non solo grazie ai trattamenti più efficaci, ma anche alla maggiore attenzione a sottoporsi ai controlli: la prevenzione, insomma. «La sopravvivenza netta a 5 e 10 anni è costantemente aumentata negli ultimi anni», sottolinea Francesco Cognetti, Presidente di Fondazione Insieme Contro il Cancro. «Oggi arriva fino all’80- 90% nei tumori della tiroide, della prostata, della mammella e nel melanoma».

L’obiettivo adesso è di raggiungere questi stessi numeri positivi anche per altre forme tumorali che hanno ancora percentuali molto basse, come i tumori del polmone e delle ovaie. Gli esami di prevenzione sono fondamentali: gli ultimi studi poi dimostrano la relazione con certi tipi di tumori in famiglia e mettono in allarme su certi sintomi, apparentemente senza relazione con la malattia.

Tumore ovarico: i disturbi da tenere d'occhio

Attenzione a non fare confusione. Il pap test serve per la prevenzione del tumore della cervice e non per il tumore delle ovaie. «È sempre meglio sottoporsi una volta all’anno a una visita ginecologica di controllo con ecografia transvaginale, anche se gli studi ci dicono che purtroppo il tumore ovarico non ha test di screening efficaci», sottolinea Domenica Lorusso, Dirigente medico ginecologia oncologica del Policlinico Gemelli di Roma. «Il tumore ovarico viene definito ancora oggi il killer tra i tumori ginecologici, perché spesso la diagnosi avviene tardivamente. I disturbi infatti sono vaghi e molte volte vengono curati per diverticolite oppure colite. Quindi è molto importante, in caso di sintomi che non si risolvono entro un mese, come anche un semplice gonfiore, parlarne col ginecologo». 

Tumore al seno: quali tumori danno familiarità

Per la diagnosi precoce del tumore del seno è attivo in tutta Italia lo screening mammografico a chiamata diretta. Vale a dire, arriva a casa l’invito con giorno, orario e Centro dove recarsi per eseguire la mammografia. E in media, sono 7 su dieci le donne che aderiscono. Lo screening è però solo per le donne over 50 e in alcune Regioni over 45. «Il consiglio è di sottoporsi a una visita senologica dopo i 30 anni per decidere un calendario di controlli personalizzati», chiarisce Corrado Tinterri, direttore della Breast Unit di Humanitas di Milano. «Questo vale per tutte e in particolare in caso di tumore nei genitori, perché un cancro alle ovaie, al seno, al pancreas e alla prostata in famiglia può essere un indizio. Oggi sappiamo che alcune under 35 che presentano forte familiarità per tumore al seno hanno una maggiore predisposizione alla malattia o addirittura possono avere una mutazione genetica che le porterà molto probabilmente a sviluppare il tumore nel corso della vita». 

Tumore al polmone: il nuovo esame per la diagnosi

Per la prima volta, due recenti ampi studi internazionali hanno dimostrato l’efficacia della Tac spirale toracica a basse dosi di esposizione per la diagnosi precoce del tumore del polmone. Sono risultati importanti, a riprova del fatto che è tempo di avviare programmi di screening rivolti ai forti fumatori over 55, la fascia più a rischio di malattia. «Alla luce di questi risultati abbiamo dato il via al Programma Smile (www.programmasmile.it), che è aperto a tutta la popolazione», spiega Ugo Pastorino, Direttore della Struttura complessa di Chirurgia toracica all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «È un programma articolato in più interventi per smettere di fumare. Sulla base del rischio individuale, prevede anche l’esecuzione di una Tac  con un macchinario di ultima generazione, ancora più preciso nell’individuare le lesioni. e del test miRNA, più conosciuto come biopsia liquida. Consiste nel rilevare piccolissime molecole molto specifiche che vengono rilasciate dall’organo aggredito dalla malattia e dal sistema immunitario e che permettono una diagnosi estremamente precoce, come stanno dimostrando gli studi».

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