Facciamoci una pennichella 

Altro che passeggiare. Per digerire meglio e rigenerarsi dopo pranzo, l’ideale è un pisolino. Lo dicono le ultime ricerche, ma fate attenzione alle avvertenze

di Rossana Cavaglieri  - 05 Aprile 2011
 

L'arrivo della primavera è l'ideale per programmare uno stile di vita capace di rigenerare il corpo. Adottiamo quindi sane, antiche abitudini, come quella della pennichella: sconfessata la sua fama di lusso per scansafatiche, oggi viene raccomandata persino da un guru del benessere come Alain Mességué, della stirpe dei celebri erboristi francesi. «Consiglio sempre un sonnellino pomeridiano ai miei pazienti» dice Mességué. «Un po’ di riposo dopo i pasti consente al sangue di concentrarsi sull’attività digestiva senza “distrazioni” e, in definitiva, di tornare più freschi e rinvigoriti al lavoro». Lo conferma uno studio recente dell’Università di Berkeley, in California: il pisolino “ripulisce” il cervello e fa spazio per nuove informazioni. Ecco allora le regole della pennichella ristoratrice.

 

Perfetta per i dormiglioni
«Il sonnellino pomeridiano è indicato per le persone in buona salute: fa sicuramente meglio delle passeggiate e dello sport che, dopo mangiato, ostacolano la digestione» spiega Alain Mességué. Da evitare, invece, se già si soffre d’insonnia. «Il riposino non permette di recuperare le ore perse di sonno notturno» avverte Gianfranco Trapani, medico omeopata e autore di Insonnia e altri disturbi del sonno (red edizioni). «Anzi, rischia di aggravare la situazione perché innesca un circolo vizioso: dormendo di giorno, infatti, non si arriva mai abbastanza stanchi la sera».

 

Una mezz’oretta al massimo
Quanto dovrebbe durare allora il pisolino? «Mai più di mezz’ora: alcuni studi hanno appurato che sono sufficienti per riposare a fondo» avverte Trapani. «Inoltre con questo lasso di tempo ci si ferma agli stadi di sonno più leggero dai quali ci si può svegliare facilmente. Mentre se si dorme di più si entra nello stadio di sonno profondo (ogni ciclo dura dai 90 ai 110 minuti ed è diviso in 5 stadi) e si rischia di pregiudicare il riposo notturno». Chi teme di non svegliarsi al momento giusto dovrebbe impostare la sveglia del cellulare.

 

Mai dopo le tre del pomeriggio
«Il momento migliore per riposare è dopo il pranzo, non oltre le 15» dice Alain Mességué. «Per non interferire con il sonno meglio evitare di appisolarsi dopo cena: piuttosto, è una buona regola andare a dormire presto, prima di mezzanotte, quando il sonno è più riposante». E per chi è in ufficio? Certe aziende francesi e americane prevedono apposite rest rooms ma, certo, sono delle eccezioni. «Ma basta chiudere gli occhi dieci minuti, anche in macchina o su una panchina del parco, per staccare la spina» spiega Gianfranco Trapani. «Aiuta ad allentare il flusso di sangue al cervello e a riprendere più lucidi e riposati».

 

No al letto sì al divano
A detta degli esperti nel pomeriggio non è una buona idea sdraiarsi a letto, dove è facile sprofondare nel sonno. Meglio pisolare vestiti sul divano o in poltrona: la postura semisdraiata aiuta la digestione e mantiene un minimo stato di vigilanza. A sostenere la teoria è la parola stessa: “pennica” è un termine romanesco che indica la posizione di chi pendola avanti e indietro. Per rilassarsi velocemente basta slacciare gli abiti stretti e tenere una mascherina sugli occhi.

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