Sindrome sgombroide: occhio al pesce mal conservato

Credits: Olycom
1 6

Si chiama "sgombroide" perché i pesci maggiormente responsabili di questa sindrome sono quelli appartenenti alla famiglia Scombridae, cioè sgombro, tonno, sardina, acciuga e aringa. In queste specie abbonda una sostanza che, in caso di conservazione a temperatura ambiente, può risultare tossica per alcune persone.

Nelle prossime pagine, ne parliamo con la professoressa Maria Teresa Ventura, docente di Medicina Interna e responsabile di Unità Operativa Semplice di Immunoallergologia Geriatrica presso l'Azienda Ospedaliera-Universitaria del Policlinico di Bari.

/5

Soprattutto se appartenente alla famiglia delle Scombridae: sgombro, tonno, aringhe, acciughe, sardine...

Conosciuta anche come HPF (Histamine Fish Poisoning), la sindrome sgombroide è un'intossicazione alimentare simil-allergica determinata dall'ingestione di prodotti ittici mal conservati (e che quindi possono essere andati a male), appartenenti in particolare alla famiglia Scombridae, come il tonno e lo sgombro.

Responsabile di tale sindrome è una sostanza presente in abbondanza in questo tipo di pesci. Si tratta della sgombrotossina, una miscela di istamina e altre ammine (come putrescina e cadaverina) derivanti dalla decomposizione di alcuni amminoacidi, presenti nel pesce. In caso di abitudini conservative scorrette, la quantità di sbombrotossina aumenta con il rischio di intossicare le persone più sensibili all'istamina. I sintomi sono molto simili a quelli di una reazione allergica. Per maggiori dettagli, leggi la gallery in alto.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te