Farsi i buchi alle orecchie è una pratica comune a qualsiasi età, ma richiede attenzione, igiene e consapevolezza. Questa guida raccoglie tutto ciò che c’è da sapere: dall’età più indicata per sottoporsi alla procedura, alla scelta tra professionista e fai da te, fino alle cure post-foratura per evitare infezioni e complicazioni

Bucarsi le orecchie è una delle pratiche estetiche più diffuse al mondo, tanto negli adulti quanto nei bambini. Nonostante possa sembrare un’operazione semplice e veloce, nasconde alcune insidie che non vanno sottovalutate: dal rischio di infezioni alla scelta degli strumenti giusti, ogni passaggio richiede cura e attenzione. Che si opti per un professionista o per il fai da te, è fondamentale essere ben informati prima di procedere. Questa guida nasce proprio con questo scopo: fornire indicazioni chiare e pratiche per affrontare la procedura nel modo più sicuro possibile.

A che età è consigliabile fare i buchi alle orecchie?

Non esiste un’età standard per praticare i fori ai lobi delle orecchie. È però consigliabile aspettare almeno gli 8-9 anni, quando la bambina è in grado di esprimere consapevolmente il proprio desiderio di avere gli orecchini. Questa consapevolezza rende l’esperienza più serena sia per lei che per i genitori. È bene sfatare il mito che i neonati sentano meno dolore: la procedura non è indolore a nessuna età. Per chi è particolarmente sensibile esistono anestetici locali in crema, disponibili in farmacia.

Affidarsi a un professionista: la scelta migliore

Il modo più sicuro per farsi i buchi alle orecchie è rivolgersi a una farmacia o a una gioielleria. Il costo è contenuto, generalmente tra i 4 e i 10 euro, e garantisce un lavoro eseguito in condizioni igieniche adeguate, con strumenti monouso e sterilizzati. Il professionista disinfetterà il lobo, segnerà con un’apposita penna il punto esatto da forare e utilizzerà una pistola pneumatica per applicare direttamente i pre-orecchini. È sconsigliato affidarsi a luoghi improvvisati o non convenzionali: il rischio di infezioni gravi non vale il risparmio.

Il fai da te: istruzioni per chi sceglie questa strada

Se si è deciso di procedere autonomamente, è fondamentale seguire alcune regole essenziali. Occorrente necessario: un ago cavo sterile (il calibro deve essere sempre maggiore di quello dell’orecchino) e orecchini sterilizzati, preferibilmente lunghi almeno un centimetro per compensare il gonfiore post-foratura. Si sconsiglia l’uso di pistole non professionali o vecchi orecchini.

Sterilizzazione dell’ago: scaldarlo con una fiamma fino a che la punta non diventa rossa, oppure lasciarlo in ebollizione per dieci minuti. Questo passaggio è imprescindibile.

Igiene personale: lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone, indossare guanti in lattice e raccogliere i capelli lontano dall’area dell’orecchio.

Procedura: disinfettare il lobo con disinfettante o acqua ossigenata, aspettare che sia ben asciutto, segnare il punto con un pennarello e posizionare qualcosa di rigido dietro il lobo (come una saponetta fredda). Spingere l’ago con decisione attraverso il lobo e far scorrere l’orecchino nell’apposito spazio dell’ago cavo fino a farlo uscire dall’altro lato.

Cura post-foratura

Nei giorni successivi i lobi potrebbero gonfiarsi: è normale. È importante non rimuovere mai l’orecchino prima che la ferita sia completamente rimarginata, per evitare che il foro si richiuda. Si consiglia di non cambiare orecchino per almeno un mese e mezzo. Ogni giorno occorre lavare la zona con una soluzione salina calda, ruotando delicatamente l’orecchino per evitare la formazione di croste. In caso di gonfiore persistente, esistono pomate e antidolorifici che possono alleviare il disagio. Per i bambini piccoli è necessaria una sorveglianza maggiore: potrebbero avvertire fastidio senza manifestarlo e toccare l’orecchio con le mani sporche, aumentando il rischio di infezioni.

Qualunque sia la scelta, l’igiene e la qualità degli strumenti sono prioritarie. Ci si può avvalere di orecchini in metalli ipoallergenici per ridurre il rischio di reazioni allergiche. Il consiglio finale rimane sempre lo stesso: affidarsi a un esperto del settore è la strada più sicura.