La prima e, ahimè, ultima volta che ho visto di persona Julianne Moore è stato alla Mostra del Cinema di Venezia, l’anno che fece la presidente di Giuria. Mi capitò proprio di incontrarla da vicino e di notare che splendeva. Non dico per dire, splendeva veramente, come una specie di Madonna laica che irradia luce dall’interno.

La bellezza che nasce dall’interno

Mi spiegò poi un’amica sgamata che aveva un trucco effetto glow. Ma io lo so che non era solo quello. La pelle era perfetta e opalescente come la pietra di luna, lo sguardo acceso, il sorriso sfavillante. Credo fermamente nei miracoli degli ombretti iridescenti e dei famosi illuminanti in stick, ma lì c’era dell’altro.

C’erano la consapevolezza, l’equilibrio, il carisma di una persona che ha costruito la sua bellezza dall’interno, con fondamenta fortissime, tirate su un giorno dopo l’altro con il lavoro e l’esperienza, e ormai capaci di sfidare tutto: il tempo, le aspettative, la fatica, lo sguardo degli altri, i giorni no.

Non solo apparenza

Questa è la bellezza a cui ambisco. A cui dovremmo ambire tutte. Una bellezza che non è maschera, mera apparenza, ma un’armonia che si coltiva nel profondo, come un giardino ben curato, che si fa specchio di ciò che siamo, l’anticamera della casa che abitiamo. Il nostro “interior”, pieno di stanze ariose e accoglienti.

Come ci si riesce? Non smettendo mai di crescere e di imparare, anche quando il terreno ci sembra arido o friabile e ci sentiamo vulnerabili. Anzi, è proprio allora che invece di retrocedere dobbiamo andare avanti, stendere i rami, annaffiarci. È la lezione che ci dà la splendida protagonista della nostra copertina nell’intervista del numero in edicola.

L’Italia la celebra con un premio

La Festa del cinema di Roma le ha appena assegnato il premio alla carriera, eppure lei, dopo oltre settanta film, un Oscar e varie nomination, ci ha confessato che a ogni nuovo inizio sul set si chiede: «Ce la farò?». Come se fosse un’eterna esordiente, non tanto diversa dalla dilettante del suo nuovo film The Debut.

Più passa il tempo e più mi rendo conto che solo i mediocri hanno bisogno di dirsi grandi per conquistare consensi e farsi ammirare, i grandi veri praticano l’umiltà. E fanno tesoro dell’insicurezza per lavorare incessantemente su di sé e progredire sempre, puntando senza boria all’eccellenza.

Un omaggio alla bellezza

Per tutte queste ragioni Julianne Moore è il volto giusto per introdurre il nostro numero speciale Smart Beauty, che inaugura il cambio di stagione (quest’anno un po’ posticipato per via di un caldo caparbio e prolungato) con un’ampia sezione tutta dedicata ai nuovi rituali d’autunno. Si parte dalla skincare affidata all’ultima generazione di creme e sieri ultraperformanti, che simulano il “tocco” del medico estetico, ma in modo gentile e non invasivo, regalando turgore e giovinezza.

Si passa ai trattamenti idratanti e riducenti per il corpo e a balsami e scrub per cute e capelli; e si finisce con le ultime tendenze per trucchi e profumi, capaci di soddisfare non solo l’occhio, ma anche il tatto e l’olfatto, in una sinfonia di piaceri sensoriali. Perché, diciamolo, ci piace troppo giocare con i gloss al profumo di frutta o immergerci in una nuvola che sa di caramello. Sì, anche se abbiamo sforato i 50 anni. È peccato?

Niente regole

No, per niente. Anzi, è un gesto d’amore per noi stesse, un atto di resistenza verso una società che ci divide in caselle e ci vuole tutte un po’ finte e omologate, imponendo modelli estetici che ci limitano e ci mortificano. La bellezza non può essere chiusa in un recinto. Deve potersi muovere, cambiare, esprimere. Sentirsi libera. Proprio come noi.