Oltre a ridurre i prodotti usa e getta, per l’ambiente possiamo e dobbiamo fare anche altro, ad esempio ridurre il più possibile l’utilizzo di prodotti plastici. Purtroppo questi hanno un forte impatto ambientale sia per la loro produzione (a base di petrolati) che per il loro smaltimento (non tutta la plastica è realmente riciclabile) oltre al grosso problema delle microplastiche nell’acqua. Si stima che in media ne ingeriamo circa 5 g alla settimana. Questo perché molti vestiti o prodotti tessili sono almeno in parte di natura sintetica e quando li andiamo a lavare rilasciano piccolissime particelle che vanno a finire direttamente nelle falde acquifere. Oltre ai vestiti, ciò che nelle nostre case può causare questo tipo di inquinamento, sono le spugne per le pulizie o per il corpo. Infatti le versioni comuni a cui siamo abituati sono di natura plastica e con l’usura perdono inevitabilmente dei frammenti. Cosa possiamo fare a riguardo? Tra le varie opzioni disponibili in commercio quella migliore è sicuramente la luffa. Scopriamo cos’è la luffa e come usarla per una pelle perfetta.

Luffa: cos’è

La luffa è una pianta di origine orientale che assomiglia moltissimo ad una zucca per il suo portamento rampicante e i fiori gialli a trombetta. È tipica degli ambienti più caldi ma dato la sua sempre maggiore richiesta ultimamente viene coltivata con successo anche da noi, in particolar modo in Sicilia e Sardegna. Ma come si presenta questa zucca e come può trasformarsi in una spugna? Il frutto della luffa si presenta come una zucca dalla forma molto allungata, di colore verde. Una volta giunta a maturazione bisogna lasciarla sulla pianta finché non si secca completamente. Come capire se è pronta?

La sua buccia si scurisce, diventa più grinzosa e il frutto è estremamente leggero. Infatti con il tempo questa perde completamente la sua parte acquosa e al suo interno rimane solo un’intricata rete di fibre vegetali che andranno a formare appunto la nostra spugna.

A questo punto non resta da fare che sbucciarla eliminando la buccia. Farlo è piuttosto semplice perché essendo secca si stacca facilmente. Una volta sbucciata ciò che resta da fare è eliminare i suoi semi all’interno, lavarla ed eventualmente sbiancarla. Per togliere i semi l’ideale è tagliare in pezzi la “zucca”, in questo modo vi basterà scuoterla con vigore perché questi escano fuori. I semi sono come forma molto simili a quelli delle zucche che usiamo comunemente in cucina solo di colore completamente nero.

Coltivazione della luffa

Se vi siete incuriositi e non volete limitarvi ad acquistarla già pronta ma volete provare a seminarla, in vivai molto forniti oppure online trovate i semi. Non è particolarmente facile da far crescere ma provare potrebbe essere comunque una bella attività stimolante e magari da condividere con i bambini. Si semina a fine aprile/inizio maggio, qualcuno consiglia di tenere a bagno i semi nelle 24 ore precedenti. Interratene due o tre per vasetto visto la difficoltà di germinazione e una volta germinate selezionate solo la più grande e vigorosa. Volendo può essere coltivata anche in vaso ma essendo una pianta di grandi dimensioni di sicuro è preferibile la messa a dimora in terra. Lasciate almeno 50 cm di spazio tra una e l’altra e preparate un supporto per farla crescere dato che è una rampicante. Potete usare quello che avete a disposizione, dei rami e corde, vecchie reti di materassi o supporti in legno per piante rampicanti. L’importante è che abbia un sostegno per attaccarsi e crescere. Ha bisogno di una buona quantità di acqua ma senza che ci sia ristagno idrico e caldo, quindi di sicuro avrete meno difficoltà a farla crescere se abitate al sud.

luffa

Spugna di luffa

La luffa al naturale presenta una colorazione tendente al beige, molto più scuro di quelle che si trovano in commercio già sbiancate.

Per lavarle come prima cosa vanno sciacquate in abbondante acqua e successivamente in acqua e sapone. La cosa incredibile di questa spugna è che da secca è ovviamente dura ma sotto l’acqua si ammorbidisce e diventa maneggiabile come una qualsiasi spugna. Lavandola con l’acqua si eliminano anche eventuali semi rimasti attaccati alle fibre e si tolgono le macchie che la polpa potrebbe aver lasciato durante la fase di essiccazione. A questo punto la spugna è pulita, va solo lasciata asciugare al sole. Il colore però, anche dopo il lavaggio con sapone, rimane marroncino. Ciò non inficia assolutamente sull’efficacia della spugna. Per provare a smacchiarla lasciatela a bagno con acqua e poca candeggina, anche se non è la soluzione più ecologica che ci sia. Una volta raggiunto il colore desiderato lavarla bene e farla asciugare.

Spugna di luffa per il corpo

La spugna di luffa, oltre a essere 100% naturale e biodegradabile, è perfetta per il corpo: la sua azione principale è quella di esfoliare delicatamente la pelle, rimuovendo le cellule morte e riattivando la circolazione. Trattandosi di un prodotto naturale, questa spugna è totalmente atossica e anallergica. Inoltre non inquina perché è biodegradabile e, una volta usurata, può essere comunque sfruttata per altri usi come per esempio, pulire le stoviglie dallo sporco più ostinato.

Spugna di luffa: come usarla per il corpo

Per la doccia si usa come una normalissima spugna, per comodità il consiglio è di far passare in una delle sue cavità interne un pezzo di corda in modo da annodarlo e creare un’asola per appenderla. Così facendo la potrete far asciugare bene dopo ogni utilizzo, scongiurando quindi qualsiasi tipo di muffa dovuta all’umidità. In realtà questa opzione è davvero remota dato il grande ricircolo di aria che c’è tra le varie fibre della zucca ma sempre meglio prevenire. La spugna di luffa è ideale per uno scrub delicato ma efficace. Si può usare sul viso, per rimuovere le cellule morte e avere una pelle sempre luminosa, e sui punti critici del corpo, come braccia e gambe, per riattivare la circolazione e ammorbidire la pelle prima di applicare la crema idratante. Può essere usata normalmente con del bagnoschiuma o ancora meglio, sfregata sopra una saponetta e usata poi per insaponarvi. Per la sua consistenza ruvida è sconsigliato utilizzarla sulla pelle delicata dei bambini o per chi ha grandi problemi di sensibilità.

Come usarla per l’esfoliazione

Utilizzare la spugna di luffa in casa è molto semplice, vi basterà:

  • inumidirla con acqua tiepida;
  • strofinarla leggermente su una saponetta naturale, o cospargerci un po’ di bagnoschiuma;
  • strizzarla leggermente e passarla sulla pelle inumidita delicatamente;
  • i movimenti ideali sono circolari e dal basso verso l’alto per agevolare il microcircolo;
  • bastano pochi minuti per parte per godere dei massimi benefici della spugna.
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Spugna di luffa per il corpo: i prodotti

La luffa per il corpo è venduta sottoforma di varie tipologie di prodotti. Oltre alle normali spugne di luffa, infatti, in commercio si trova anche lo scrubber per la schiena. Per esfoliare facilmente anche le zone più critiche, come la schiena, la fascia in luffa è un accessorio indispensabile. Consente un’esfoliazione al top, rimuovendo efficacemente le cellule morte e riattivando la circolazione, così la pelle apparirà da subito più morbida ma anche luminosa. Immancabile (ed economico) per la tua beauty routine sotto la doccia, anche la spugna in luffa sotto forma di pratico guanto da indossare e da passare sulla pelle. Cercate una soluzione pratica anche per esfoliare delicatamente la pelle del viso? Puntate allora sui dischetti realizzati in spugna di luffa: basta immergerli nell’acqua per ammorbidirli e passarli sulla pelle. I vantaggi sono molteplici: ecologici e morbidi, sono perfetti per penetrare in profondità nei pori e per pulire la pelle da cellule morte e residui di make-up.

Spugna di luffa: come usarla per le pulizie

La spugna di luffa poi si può utilizzare anche al posto delle classiche spugne per lavare i piatti, e anzi è particolarmente efficace perché le sue caratteristiche permettono di rimuovere molto bene sporco e incrostazioni dalle stoviglie senza graffiare. Per quanto riguarda il suo utilizzo in cucina il discorso cambia poco, da usare in abbinamento ad un detersivo per piatti, solido o liquido è indifferente. L’unica cosa su cui bisogna fare attenzione a usarla sono i bicchieri perché le sue fibre dure, soprattutto durante i suoi primi utilizzi, potrebbe graffiare il vetro. Usandola vi renderete conto che è molto più duratura di una spugna in plastica ma comunque anche lei, ad un certo punto, sarà consumata a tal punto da non essere utilizzabile e per questo di doverla buttare. Essendo naturale, altro non dovete fare che smaltirla nell’umido, perché è totalmente biodegradabile. Ma prima di gettare la spugna di luffa usata, provate a utilizzarla per pulire le pentole al posto delle più comuni pagliette in acciaio o per la detersione del gres porcellanato: vi sorprenderà.