I pori dilatati sono un problema estetico comune, spesso associato alla pelle grassa e a una texture irregolare. Non è possibile eliminarli, perché sono una componente naturale dell’epidermide, ma si può ridurne la visibilità. Quando si accumulano sebo e cheratina, infatti, tendono a diventare più evidenti. Le cause possono essere una produzione eccessiva di sebo o un ispessimento cutaneo, ma la soluzione è la stessa: mantenere la pelle pulita. Per eliminare i residui di sebo e cheratina ci sono diverse strategie, ma meno di quanto si possa pensare. Spesso il marketing parla di prodotti “miracolosi” o a effetto immediato, ma se i pori sono molto marcati ci vogliono costanza e attenzione, con una pulizia costante che li riduca.
Come ridurre i pori dilatati: cosa funziona davvero
Il metodo più antico è l’argilla, che oggi troviamo sotto forma di maschera purificante. Ce ne sono varie tipologie con minerali diversi, dal caolino alla bentonite fino alla montmorillonite e servono ad assorbire fisicamente il sebo.
La soluzione moderna prevede invece di esfoliare lo strato più superficiale della pelle per eliminare i detriti di cheratina all’interno dei pori e anche per evitare che si formino dei “tappi” sui follicoli. Il principio attivo star è l’acido salicilico, che troviamo in trattamenti “anti imperfezioni”, nelle lozioni illuminanti e nei mini patch anti-brufoli.
Altra soluzione anche più avanzata soni i retinoidi. I derivati della vitamina A sono tra i pochi attivi che possono ridurre visibilmente i pori nel tempo grazie al loro effetto sulla produzione di sebo e sul rinnovamento cutaneo.
Anche la niacinamide è utile perché abbassa l’infiammazione e riduce il sebo, migliorando così anche l’aspetto del poro.
Trattamenti in istituto come laser frazionato, micro-needling e peeling chimici profondi possono migliorare in modo significativo la texture della pelle e la visibilità dei pori, ma vanno eseguiti da professionisti qualificati.
I prodotti da provare contro i pori dilatati





Cosa sono i punti neri (e perché non sono sporcizia)
A differenza dei punti bianchi (comedoni chiusi), in questo caso il poro rimane aperto verso l’esterno. Il contatto del sebo con l’aria provoca un processo che dà al “tappo” il tipico colore scuro, anche se non è dovuto alla sporcizia.
Pori dilatati: gli errori da non fare
Spremere i punti neri nella speranza di pulire un poro della pelle è un errore comune. In questo modo non si purifica affatto la zona e si crea una notevole infiammazione, una condizione che non è mai auspicabile.
Alcune creme e primer promettono di restringere definitivamente i pori. Tuttavia i cosmetici possono renderli temporaneamente meno visibili, ma non modificarne in modo permanente il diametro. IDE-Istituto Dermatologico Europeo, spiega: «I primer leviganti contengono siliconi che riempiono temporaneamente i pori, ma non trattano la causa. Dopo il démaquillage, l’effetto svanisce». In generale i siliconi non sono dannosi per la pelle, ma possono effettivamente appesantirla e alla lunga occludere.
Maschere peel off o al carbone «promettono di estrarre i punti neri, ma spesso irritano la pelle, non agiscono in profondità e rischiano di compromettere la barriera cutanea» aggiunge IDE.
Sconsigliati anche gli scrub meccanici troppo aggressivi. «Possono dare una sensazione momentanea di pelle più liscia, ma nel lungo termine possono irritare e peggiorare la situazione» continuano gli esperti IDE.
Ghiaccio e vapore restringono i pori? Falsi miti da sfatare
Sfatiamo anche alcuni miti. Il ghiaccio non restringe i pori, così come non lo fa il vapore (li ammorbidisce per aiutarci a purificarli) e, ultimo ma non per importanza, non esistono prodotti in grado di ridurre i pori “con effetto immediato”.