Esosomi e NAD+: le molecole all’avanguardia
La skincare più avanzata non punta a fermare il tempo: insegna alla pelle a gestirlo meglio guardando alla medicina rigenerativa. «Tra i principi attivi più gettonati del momento c’è il PDRN, una miscela di piccoli frammenti di DNA impiegata da anni nella biorivitalizzazione medica e che nei cosmetici contribuisce a sostenere il rinnovamento cutaneo, migliorando idratazione e luminosità. «Se in origine il PDRN veniva ricavato dal DNA dello sperma di salmone, oggi sono sempre più diffuse le versioni ottenute con biotecnologie, che riproducono le stesse caratteristiche funzionali» spiega Mara Alvaro, cosmetologa. Ancora più sofisticati sono gli esosomi, minuscole vescicole che trasportano molecole messaggere da una cellula all’altra. «Nelle creme e nei sieri sfruttano il loro ruolo nella comunicazione cellulare per sostenere una pelle più compatta e uniforme».
E poi ci sono le spicule, microscopici aghi ricavati da spugne marine che stimolando meccanicamente la superficie della pelle, facilitano la penetrazione degli attivi: una sorta di “microneedling cosmetico”, ma senza aghi. Ma si fanno sempre più notare anche i fattori di crescita. Si tratta di proteine-segnale create in laboratorio, sempre più presenti nelle formule antietà, che danno alla pelle l’input giusto per rinnovarsi e produrre collagene e il Nad+, una molecola legata alla longevità cellulare. La dritta in più «Scegli l’ingrediente in base all’esigenza della tua pelle e introduci un attivo alla volta, così sarà più facile valutarne i benefici e costruire una routine davvero personalizzata» consiglia l’esperta.
Skincare con PDRN, esosomi e fattori di crescita





Peptidi, niacinamide e ceramidi: le grandi star della skincare
Sempre più presenti nelle formule skincare più moderne, questi attivi si distinguono per efficacia, versatilità e solidità scientifica. Ecco perché sono al momento i più utilizzati nella skincare. Basta leggere l’INCI di molti sieri di nuova generazione per accorgersene: i peptidi sono ovunque. «Sono piccole sequenze di aminoacidi progettate per svolgere funzioni mirate: a seconda della loro struttura possono stimolare la produzione di collagene, trasportare oligoelementi come il rame o mimare l’effetto rilassante del botox sulla microcontrazione cutanea (azione botox-like), contribuendo ad attenuare le rughe d’espressione» spiega la cosmetologa.
Se c’è un ingrediente capace di mettere tutti d’accordo è la niacinamide, anche per la sua poliedricità: rafforza la barriera cutanea, migliora l’idratazione, attenua discromie e rossori, contribuisce a regolare la produzione di sebo ed è ben tollerata anche dalle pelli sensibili. Alleate indispensabili della barriera cutanea sono le ceramidi, lipidi naturalmente presenti nell’epidermide che ne mantengono l’integrità e limitano la perdita d’acqua. Per questo sono preziose quando la pelle appare secca, sensibilizzata o sottoposta a trattamenti intensivi. La dritta in più «Questi ingredienti non possono mancare perché sono tra i più semplici da inserire in una routine quotidiana e si abbinano facilmente alla maggior parte degli altri attivi, contribuendo a riequilibrare la pelle e a renderla più resistente agli stress esterni» puntualizza Alvaro.

I prodotti per la skincare con peptidi, niacinamide e ceramidi





Acido ialuronico, retinolo e vitamina C: gli evergreen della skincare
Skincare: la ricerca non riparte sempre da zero. Spesso perfeziona ciò che già funziona: ingredienti con decenni di studi alle spalle, oggi vengono riformulati con tecnologie capaci di migliorarne efficacia, stabilità e tollerabilità. «L’acido ialuronico resta il punto di riferimento per l’idratazione, ma le formulazioni più evolute combinano diversi pesi molecolari con forme di nuova generazione, come quello acetilato, per un’idratazione più duratura e un effetto rimpolpante sulle linee sottili» spiega Alvaro. Il retinolo, gold standard dell’antiage, oggi si trova in formulazioni microincapsulate o a rilascio graduale, spesso abbinate a ceramidi o pantenolo per ridurre secchezza, desquamazione e sensibilizzazione, anche nelle pelli più sensibili.
«Anche la vitamina C si è evoluta: accanto a derivati più stabili, ora ci sono i carrier liposomiali che la proteggono dall’ossidazione e ne ottimizzano il rilascio» spiega la cosmetologa. Tra gli ingredienti che continuano a fare la differenza ci sono anche gli AHA, come acido glicolico e lattico, oggi formulati in prodotti con pH ottimizzato e spesso associati ad attivi idratanti e lenitivi: così offrono un’azione delicata adatta a tutte le pelli. La dritta in più «Se utilizzi retinolo o AHA, inizia due sere alla settimana, osserva la risposta della pelle e usa ogni mattina un SPF 50+: così ottimizzi i benefici limitando il rischio di irritazioni» conclude l’esperta.

I prodotti con acido ialuronico, vitamina C, retinoidi e AHA




