Non siamo mai stati così esposti ai raggi UV come oggi. Le estati sembrano infinite, le giornate all’aperto si allungano e, soprattutto, l’esposizione solare non è più una questione esclusivamente stagionale. Nel frattempo, la scienza continua a ricordarci quanto il sole incida sull’invecchiamento cutaneo. Gli studi hanno ormai confermato che circa l’80% dei segni visibili dell’invecchiamento della pelle è legato ai danni provocati dall’esposizione solare. Rughe, macchie, perdita di elasticità e tono: gran parte di ciò che attribuiamo semplicemente al passare del tempo è in realtà il risultato del cosiddetto photoaging.
E poi c’è una percezione sempre più diffusa: il sole di oggi “fa più male”. Al di là delle semplificazioni, è vero che la sensibilità verso il tema è cresciuta enormemente. Le persone oggi sono molto più informate rispetto al passato, cercano consigli dermatologici e utilizzano la protezione solare molto più di quanto accadesse solo pochi anni fa.
Qual è la protezione solare migliore?
La domanda più frequente, però, resta sempre la stessa: qual è la protezione solare migliore? La risposta potrebbe sorprendere. Perché il punto non è tanto quale SPF scegliamo: la vera differenza la fanno la quantità applicata e soprattutto la costanza con cui riapplichiamo il prodotto durante la giornata.
In altre parole, la protezione solare migliore è quella che ci piace usare. Quella con la texture che non ci infastidisce, che non lascia residui indesiderati, che si integra facilmente nella skincare e che ci viene naturale riapplicare più volte. Perché un SPF teoricamente perfetto ma dimenticato in borsa o messo solo una volta durante il corso della giornata protegge meno di una formula che usiamo con regolarità.
Quando va applicata?
Per anni ci siamo sentiti ripetere che la crema solare deve essere messa almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole. Una regola talmente radicata da essere considerata una verità assoluta. Eppure oggi sappiamo che non è così. I filtri solari, sia minerali sia chimici, proteggono la pelle immediatamente dopo l’applicazione. L’idea che sia necessario attendere obbligatoriamente 15 o 30 minuti prima di uscire è una raccomandazione ormai superata. Perché allora molti esperti continuano a suggerire di applicare l’SPF prima di lasciare casa?
Il motivo è molto più pratico. Anticipare l’applicazione consente al prodotto di distribuirsi in modo uniforme sulla pelle, di asciugarsi correttamente e di formare un film protettivo più stabile. Inoltre riduce il rischio che il prodotto venga rimosso subito da sfregamenti, vestiti, asciugamani o dal classico pareo indossato appena arrivati in spiaggia. Insomma, non serve un conto alla rovescia di 30 minuti. La vera regola da ricordare è un’altra: riapplicarla regolarmente, soprattutto dopo il bagno, l’attività fisica intensa o diverse ore di esposizione.
Protezione solare: i nostri preferiti







