Basta digitare l’hashtag #PlaneSkincare su Instagram e TikTok per essere inondati di post e reel sulla sincare in volo. Viaggi in aereo, non necessariamente intercontinentali, trascorsi tra patch sotto gli occhi, maschere in tessuto, creme applicatie direttamente dal proprio posto. Una tendenza fotogenica, resa popolare anche dalle celeb, che avrebbe una sua ragion d’essere: in volo la pelle tende a disidratarsi.

Perché la pelle si secca durante il volo

All’interno della cabina l’umidità può scendere al 10-20%, contro il 40-60% che si registra normalmente negli ambienti in cui viviamo. Per rendere l’idea, si tratta di valori inferiori persino a quelli che si possono trovare nel deserto del Sahara, dove l’umidità si aggira intorno al 25%.

L’aria molto secca favorisce la perdita d’acqua transepidermica, cioè l’evaporazione dell’acqua attraverso la superficie cutanea. La pelle può quindi iniziare a tirare, perdere luminosità e apparire più segnata. Le labbra si screpolano, mentre il contorno occhi può sembrare più stanco e gonfio, soprattutto dopo diverse ore trascorse sedute.

Non si tratta, però, di un danno permanente né di un’emergenza da affrontare con dieci prodotti diversi. L’obiettivo della skincare in aereo è molto più semplice: limitare la disidratazione e sostenere la barriera cutanea fino all’arrivo.

maschera in tessuto
Laura Jaeger/Unsplash

La skincare in volo non deve replicare quella di casa

La routine che si segue ogni giorno davanti allo specchio è pensata per un ambiente pulito, con acqua a disposizione e tutto il tempo necessario per applicare vari prodotti. In aereo le condizioni sono decisamente diverse. Si toccano maniglie, cinture, telefoni, braccioli e tavolini; per questo, continuare a portare le mani sul viso per stratificare sieri, maschere e oli può risultare controproducente dal punto di vista igienico. Più che aggiungere passaggi, conviene ridurli e applicare i cosmetici soltanto dopo avere igienizzato accuratamente le mani.

Non serve neppure detergere il viso durante il volo. È molto più pratico partire con la pelle già pulita e con una buona crema applicata a casa. Gli attivi potenzialmente irritanti, come retinoidi, peeling ed esfolianti, possono invece attendere il ritorno a casa: in un ambiente tanto secco come quello dell’aereo, la pelle non ha bisogno di essere ulteriormente sollecitata.

Prima di toccare il viso, igienizza le mani

Il primo prodotto del beauty case da cabina non è propriamente un cosmetico per il viso, ma un igienizzante per le mani. È il gesto che rende più sicuri tutti quelli successivi.

Il formato deve essere piccolo, facile da aprire e rapido da assorbire, senza lasciare le mani appiccicose. Chi tende ad avere la pelle secca può scegliere una formula arricchita con ingredienti umettanti o lenitivi.

Soothing Lavender Hydroalcoholic Hand Cleanser di HAAN elimina il 99,99% di germi, virus e batteri e contiene aloe vera, pensata per contrastare la sensazione di secchezza provocata dall’alcol. Il dispenser da 30 ml è sottile, tascabile e ricaricabile.

Una crema multi-uso è indispensabile in volo

La crema è probabilmente il prodotto più importante della skincare in volo. In cabina non occorre cercare texture particolarmente sofisticate: serve soprattutto una formula confortevole, capace di ridurre la sensazione di pelle che tira e di rafforzare la barriera cutanea.

Può essere applicata prima della partenza e, nei voli più lunghi, ripresa in una quantità minima quando il viso comincia a sembrare asciutto. Per farlo, naturalmente, è sempre necessario igienizzare prima le mani.

Crema Multi-Uso Panthenol Comfort di Mixa, nel formato da 50 ml, contiene il 5% di pantenolo ad azione lenitiva, glicerina e Omega 6 e 9. È senza profumo ed è pensata per calmare e rigenerare la pelle secca, desquamata o irritata, sostenendone la funzione barriera. Il carattere multiuso consente inoltre di applicarla anche sulle mani o sulle zone che tendono a seccarsi maggiormente durante il viaggio.

Spray per il viso, ma non al posto della crema

Uno spray termale o una face mist possono essere piacevoli quando la cabina è calda o il viso appare spento, ma non deve essere confusa con una crema idratante. Nebulizzare semplicemente acqua e lasciarla evaporare non basta a trattenere l’idratazione: meglio scegliere una formula che contenga sostanze umettanti e, se la pelle continua a tirare, applicare successivamente una piccola quantità di crema.

Hydro Refresh Spray Trattamento Viso di Lavera associa alga biologica e acido ialuronico naturale. La nebulizzazione è leggera e può essere utilizzata anche sopra il make-up per rinfrescare il viso durante il viaggio. Il flacone contiene 100 ml, quindi rientra nel limite normalmente previsto per i liquidi trasportati nel bagaglio a mano.

Per il contorno occhi: patch oppure roll-on

Gli eye patch sono diventati il simbolo visivo della #PlaneSkincare. Sono facili da mostrare sui social e restituiscono immediatamente l’idea di un momento dedicato alla cura di sé. Nei voli lunghi possono essere una coccola piacevole, soprattutto poco prima dell’atterraggio, ma non sono “obbligatori”.

Una soluzione ancora più pratica è il contorno occhi con applicatore roll-on. La sfera consente di distribuire il prodotto senza toccare direttamente la zona con le dita e offre una sensazione rinfrescante che aiuta a risvegliare lo sguardo.

Frozen Eye di Purophi è un siero fluido per il contorno occhi con peptidi e attivi drenanti, pensato per contrastare borse, occhiaie e rughe. L’applicatore roll-on con sfera in acciaio facilita il massaggio e dona un effetto fresco, particolarmente gradito dopo diverse ore in cabina.

In alternativa, gli Eye Patches di Masqmai, in esclusiva da Sephora, contengono tè rooibos, aloe vera, acqua distillata d’orzo, niacinamide, acido ialuronico e collagene idrolizzato. La confezione comprende sei paia e costa 19,90 euro. Si applicano quando si desidera regalare al contorno occhi un momento di comfort e arrivare con uno sguardo apparentemente più riposato.

La scelta, quindi, dipende soprattutto dal viaggio: roll-on per la massima praticità; patch per i voli più lunghi o per chi ama questo gesto.

Il balsamo labbra occupa poco spazio ed è indispensabile

Le labbra non possiedono le stesse difese lipidiche del resto del viso e possono risentire rapidamente dell’aria secca. Un balsamo labbra è quindi uno dei prodotti che più facilmente verranno riapplicati durante il volo.

I Balsami Labbra Idratanti Gourmand di Royal Beauty hanno una texture glossy e sono disponibili nelle profumazioni biscotto, cioccolato, vaniglia, iced latte e cheesecake alla fragola. Il formato sottile, dotato di piccolo charm, è facile da riconoscere e recuperare anche all’interno di una borsa piena. Il prezzo consigliato è di 4,90 euro.

Chi soffre di nausea o cinetosi valuti però con attenzione le profumazioni molto dolci: durante il viaggio potrebbe risultare più confortevole un balsamo neutro o dal profumo appena percepibile.

Lo stick solare per chi vola di giorno

Il motivo per cui applicare la protezione solare non è tanto perché “in quota il sole è più vicino” – una spiegazione troppo semplificata – ma perché i finestrini schermano soprattutto gli UVB e possono lasciar passare una parte dei raggi UVA, responsabili del fotoi-nvecchiamento. La questione riguarda soprattutto chi vola di giorno e trascorre molte ore accanto al finestrino.

La protezione va applicata correttamente prima della partenza su tutto il viso. Per eventuali ritocchi, lo stick è un formato comodo perché non rischia di colare e può essere passato sulle zone più esposte senza dover maneggiare creme liquide.

Stick Solare Invisibile SPF 50 di Clarins è pensato per il viso e le zone sensibili. Ha una texture fondente dal finish trasparente e asciutto e, secondo il marchio, può essere applicato anche sopra il make-up senza sbavature.

Prima dell’atterraggio, basta un correttore

A meno che non appartenga alla categoria dei prodotti ibridi, il make up non fa propriamente parte della skincare. Tuttavia, un solo prodotto può aiutare a mostrare la pelle più fresca dopo il volo senza rifare completamente il trucco. Nel bagaglio a mano può essere utile, quindi, un correttore leggero da applicare sotto gli occhi e nei punti in cui l’incarnato appare più stanco.

Fluid Concealer Serum di Astra unisce correzione e trattamento in una formula leggera e stratificabile. È pensato per attenuare occhiaie, imperfezioni e segni di stanchezza, lasciando il contorno occhi idratato e levigato. Disponibile in sei tonalità, costa 6,90 euro.

E l’acqua? Meglio piccoli sorsi

Bere durante il volo è utile, ma ingurgitare grandi quantità d’acqua non idrata automaticamente la pelle e può diventare un trigger per chi è predisposto alla nausea o alla cinetosi. Meglio bere regolarmente, a piccoli sorsi e secondo il proprio senso della sete, evitando di forzarsi solo perché si è letto che in aereo occorre bere moltissimo.

Anche in questo caso vale la regola che accompagna tutta la skincare in volo: non serve esagerare. Né con i liquidi né con i cosmetici.

In sintesi, il beauty case per la skincare in volo

Ecco gli alleati beauty per i lunghi voli in aereo in un pratico elenco:

  • un igienizzante per le mani;
  • una crema che sostenga la barriera cutanea;
  • una face mist idratante, se piace;
  • un balsamo labbra;
  • patch oppure roll-on per il contorno occhi;
  • uno stick solare nei voli diurni;
  • un correttore leggero per il ritocco finale.

Tutto il resto può tranquillamente rimanere a casa. Perché la skincare più adatta all’aereo non è quella che riempie il tavolino davanti al sedile, ma quella che protegge la pelle con il minor numero possibile di gesti.