fobia delle lunghe attese

Come si combatte la fobia delle lunghe attese?

Quando l’ansia di trovarsi in una situazione che potrebbe generarci ansia è più grande di quella che effettivamente la situazione ci provoca, significa che la paura di avere paura ci sta lentamente sconfiggendo

La fobia delle lunghe attese, conosciuta anche come ansia anticipatoria, è il modo in cui la nostra mente ci mostra quanto poco siamo in grado di aspettare. Nella società moderna i tempi si sono ristretti, compressi, accorciati talmente tanto che la sola idea di aspettare ci fa sentire come se stessimo perdendo del tempo prezioso che potremmo impiegare in modo infinitamente più produttivo.

Traumi pregressi, stati psicologici alterati o semplicemente le esperienze di vita ci hanno portati a considerare l’attesa come qualcosa di negativo. Non è più il dolce piacere prima del piacere, l’anticipazione in senso positivo. È un momento di transizione che si vorrebbe evitare, accorciare in tutti i modi. È il prodotto di un mondo dove la gratificazione è immediata, o non ce la si può neanche immaginare.

Le lunghe attese che una volta ci piacevano tanto

L’ansia è perfettamente naturale, per quanto sia diventata un elemento di cui avere paura e da cui scappare sempre. Alcune volte non sappiamo neanche perché abbiamo l’ansia. Siamo ancora sdraiate nel letto, la mattina presto, e abbiamo paura di muovere anche un solo muscolo. Abbiamo il terrore di aprire gli occhi. Abbiamo il terrore di prendere in mano il telefono e guardare le email, con la preoccupazione di esserci dimenticate di qualcosa. O che qualcuno ci abbia criticato per un lavoro svolto.

Se conosci questa sensazione, sai che cos’è l’ansia anticipatoria. Attendere, nel mondo moderno, è un approccio davvero controverso di affrontare il mondo. Se quando eravamo piccoli l’attesa, magari di scartare un regalo di Natale, ci ha fatto sentire vivi, adesso ci rende solo più frustrati. Perché da bambini l’attesa riserva grandi sorprese. Da adulti si è consapevoli invece che questa attesa non verrà necessariamente ricompensata. Anzi, è assai molto probabile che l’attesa si trasformi in ansia per qualcosa che è successo, sia essa fuori o dentro le nostre responsabilità.

L’ansia anticipatoria nasce dalla delusione generata dalle attese non ricompensate. Viviamo una vita frenetica, dove corriamo senza sapere perché – sapendo solo quello che dobbiamo fare. E siamo continuamente tormentate dalla conseguenza della nostra inettitudine. Per esempio, che cosa potrebbe accadere se venissimo meno alle nostre responsabilità? Che cosa succede se domani mi lascia, che cosa succede se non passo l’esame? E poi: che cosa succede se in palestra non riesco a finire la scheda?

E se mi venisse un attacco di panico? Queste domande, potenzialmente infondate, sono il frutto di un’ansia anticipatoria, della paura di non riuscire ad affrontare le sfide del futuro.

L’ansia in attesa dell’ansia: la fobia delle lunghe attese

La società moderna, in qualche modo, ci ha programmati per tenerci in una costante e permanente allerta. In una costante consapevolezza di tutti i se e di tutti i ma che ci circondano. Il problema è che l’ansia anticipatoria non ci aiuta ad essere più consapevoli dei potenziali pericoli che ci circondano. Tutto l’opposto: ci rende vittime di quello che non possiamo controllare perché è virtualmente al di fuori dalle nostre capacità. In altre parole, l’ansia nasce dal fatto che potrebbe succedere qualcosa, e dunque viviamo in costante allerta, in un’attesa frastornante.

Questa sensazione ci provoca un costante malessere, una sensazione fuori controllo tale per cui l’ansia nasce dal fatto che qualsiasi giornata potrebbe provocarci ansia.

Si può combattere l’ansia anticipatoria?

Imparare a gestire l’attesa come parte integrante della nostra vita non ci aiuterà a eliminare l’ansia. Tuttavia, ci aiuterà a provare ansia solo quando effettivamente ne abbiamo bisogno. In base alla gravità della tua ansia anticipatoria, potresti aver bisogno di qualche esercizio di respirazione a letto. Oppure, potresti avere necessità di rivolgerti a uno psicoterapeuta certificato, il quale saprà indicarti le tecniche migliore per disinnescare l’ordigno che ti ticchetta nella testa.

Ricordati che:

  • Le emozioni negative chiamano altre emozioni negative. Questo significa che per sconfiggere la fobia delle lunghe attese devi essere in grado di spezzare il circolo vizioso tale per cui se una cosa potrebbe andare male, lo farà.
  • Individuare i pensieri negativi e fissarli su carta, per poi discuterne con uno psicoterapeuta, potrebbe aiutarvi a dirimere il bandolo della matassa. Bisogna prendere ogni pensiero intrusivo, analizzarlo e smontarlo pezzo dopo pezzo, al fine di capire da dove proviene. Com’è nato, e come ci sta ostacolando?
  • Imparare a vivere l’attesa come un elemento naturale della vita non è sempre facile, specialmente con l’imprinting che ci dà la società moderna. La gratificazione immediata è preferibile a quella dilazionata del tempo, potenzialmente incerta e ricca di incognite? La risposta è no, ma la motivazione dietro questa risposta è sempre soggettiva. E cambia con le persone che la forniscono.

Vivere nell’incertezza non piace a nessuno. Tuttavia, l’incertezza è l’unica cosa di cui possiamo essere certe nella vita.

Riproduzione riservata