Ognuno di noi ha delle paure precise, ma esiste anche la panfobia che, in un certo senso, è la madre di tutte le fobie. Nonostante questa prima definizione e il nome, c’è una buona notizia: è una paura che risponde molto bene ai trattamenti per superarla.

Cosa sono le fobie

Prima di affrontare (a livello teorico) la panfobia, cerchiamo di capire meglio cos’è una fobia. Con questo termine si intende, in un certo senso, quando una paura (che potrebbe essere legata al tuo segno zodiacale) raggiunge un livello di intensità tale da causare forte ansia e interferire con la vita normale. Come detto sopra, ogni persona ha delle paure che agli occhi degli altri potrebbero sembrare insignificanti.

A fare la differenza tra paura e fobia è l’impatto nella persona che ha questo timore. Un conto, infatti, è avere paura dei ragni e delegare ad altri la rimozione degli aracnidi che a volte si affacciano in casa. Un altro conto, per esempio, è soffrire di claustrofobia. In questo caso, la paura degli spazi chiusi e angusti impedisce l’uso dell’ascensore, dei mezzi pubblici e tante altre situazioni quotidiane.

Cos’è la «paura di tutto»

All’inizio ci siamo prese una “licenza poetica” e abbiamo chiamato la panfobia madre di tutte le fobie. Abbiamo scelto quest’espressione perché, comunemente, la panfobia viene definita come la «paura di tutto».

Etimologia

Il termine panfobia deriva dal greco antico, per la precisione dall’unione di «πᾶν («pan», cioè la forma neutra dell’aggettivo «πᾶς», cioè «tutto») con «φόβος» («phobos»), che significa «paura». Per questo, in psicologia si parla di panfobia come di «paura di tutto» o di «paura non specifica». Viene chiamata anche polifobia, omnifobia, pantofobia: ogni termine indica la stessa cosa, cioè «la vaga e persistente paura associata a un male sconosciuto, quindi per qualsiasi cosa».

Sempre dal termine panfobia deriva il concetto di panico, che infatti è una sensazione di paura o terrore per lo più collettivo e improvviso, non soggiogato dalla riflessione, che nasce a fronte di un pericolo reale o presunto, portando irresistibilmente ad atti avventati o inconsulti.

Definizione

Il termine panofobia è stato coniato da Théodule-Armand Ribot nella sua opera La Psychologie Des Sentiments, nel 1911. Lo psicologo definì la panfobia come «uno stato nel quale il paziente ha paura di tutto o niente, dove l’ansia, invece di riguardare un singolo oggetto, fluttuante come in un sogno, diventa fissa per un solo istante alla volta, passando da un oggetto all’altro, come le circostanze possono determinare».

Diagnosi clinica

Nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (o DSM-5, cioè la cosiddetta “Bibbia della psichiatria”) non esiste una fobia specifica che fornisca i criteri per una paura riguardante tutto. Tuttavia, il sintomo che definisce la Generalized Anxiety Disorder è «eccessiva ansia e preoccupazione di un certo numero di eventi o attività». Questo sintomo viene spesso riscontrato in pazienti che soffrono di depressione e in forme neurotiche fobiche particolarmente gravi, dove i timori fobici sono onnipresenti.

Cosa significa esserne affetti

Chi soffre di panfobia potrebbe avere altre fobie specifiche nella sua storia, che poi si sono sommate causando appunto la paura di tutto. Spesso, le persone affette da panfobia hanno alle spalle avvenimenti traumatici, eredità genetica e anche esperienze personali o altrui (per esempio, proiettano su di sé i timori di genitori particolarmente ansiosi e iperprotettivi e/o a loro volta fobici).

Sintomi

Il malessere provocato dalla panfobia ha diverse intensità. In genere, risulta molto difficile spiegare agli altri quella sensazione di timore costante che sperimentano le persone che ne soffrono. Chi ha paura di tutto, potrebbe arrivare ad avere sintomi fisici quali tremore, iperidrosi, vertigini, palpitazioni, respiro affannato, vomito, dolori e tensione. Ancora, potrebbe arrivare a evitare situazioni, persone e contatti a causa della sua paura irrazionale.

Come si può superare

In generale, chi soffre di panfobia fa fatica a ricordare il momento in cui si è manifestata per la prima volta Più spesso, invece, avviene il ricordo di quando la paura ha iniziato a tramutarsi in una fonte di malessere. Come per altre fobie, quando questa paura diventa invalidante nella vita quotidiana, è bene rivolgersi a un terapista. Uno psicologo di comprovata esperienza e con cui si può instaurare un rapporto di fiducia, è in grado di supportare la persona che soffre di questo problema.

La panfobia prevede diversi trattamenti, che verranno concordati insieme al terapista:

  • Consapevolezza. Praticare la mindfulness, che insegna a vivere il momento presente, può aiutare ad accettare gli aspetti sgradevoli come parte della propria esperienza e a rinunciare al controllo diretto.
  • Terapia cognitivo-comportamentale. Insieme al terapista si analizzano le credenze irrazionali e distorte che inducono la persona a sviluppare il disturbo affinché cessi di considerarle un pericolo.
  • Desensibilizzazione sistematica. Diretta a ridurre le risposte ansiose durante l’esposizione alle situazioni e oggetti temuti per eliminare le reazioni di fuga.
  • Farmaci. Il terapista, in accordo con il medico, può decidere se è il caso di usare dei calmanti in attesa che la terapia psicologica permetta di superare il problema.