curiosità

L’immenso potere della curiosità, che ci rende più libere

La curiosità ci rende libere. Può sembrare una frase fatta, ma riuscire a mantenersi curiose in un mondo talvolta ostile è un po’ come riscoprirsi bambine. Interessati a qualcosa di nuovo tutti i giorni: esplora, non fermarti solo perché sei da sola o perché ti annoi. Ecco qualcosa che ho imparato con gli anni e che nessuno potrà mai togliermi: la volontà di scoprire le cose.

Riscoprire la curiosità nel mondo che ci circonda

Anestetizzate dalla quotidianità, talvolta dimentichiamo che il mondo, attraverso gli occhi della curiosità di chi lo conosce un po’ meno di noi, è bellissimo. E il Paese più bello è sempre quello più lontano da casa, che visiti una volta sola, di sfuggita, e dove abitano un sacco di persone che non hanno alcuna idea della meraviglia che li circonda. Perché del resto, diciamocelo: possiamo abituarci e adattarci un po’ a tutto. Il nostro gesto di ribellione quotidiano è quello di fare un atto di fede nei confronti di qualcosa: guardarla con gli occhi di chi non l’ha mia vista prima.

Col passare degli anni, in qualche modo, perdiamo la nostra curiosità. Qualche autore ha provato a descrivere il fenomeno e, in generale, il cartone animato Disney “Peter Pan” descrive abbastanza bene questo peculiare fenomeno. Da piccoli ci affascina tutto, e da una semplice pozzanghera possiamo ricavare un milione di avventure piratesche. Col tempo, le cose ti abituano alla loro presenza, e piano piano diventano quasi invisibili. Ostacoli da aggirare per raggiungere gli obiettivi della giornata. C’è chi dice che invecchiare è accontentarsi sempre di più del sempre di meno. È uno stile di vita condivisibile, ma ripudiamo per un secondo quella voce che ci sussurra dentro di essere troppo vecchie per fare qualcosa. C’è ancora tempo.

Restare curiose si può: basta volerlo

La curiosità è potente. È un mezzo che aggiunge colore, profumo e passione alla vita di tutti i giorni. Ci aiuta a risolvere in maniera creativa i problemi e ci distingue da tutti gli altri, rendendoci uniche nel modo di fare, di essere e di approcciare la vita.

La curiosità, dice Saramago, finisce quando inizia la vecchiaia. E noi vogliamo mantenerci fresche, curiose e interessate a ciò che ci circonda. Vogliamo poterci stupire di quello che abbiamo intorno, genuine come i bambini che vedono per la prima volta un laghetto di papere. Insomma, i bambini sono un ottimo punto di riferimento per cominciare la nostra ricerca della curiosità. Stanno crescendo e vogliono scoprire ciò che li circonda e, soprattutto, cos’ha da offrire loro il mondo. Gli adulti che li circondano hanno il preciso obiettivo di alimentare la loro curiosità fornendogli sempre nuovi spunti di riflessione o esperienze su cui riflettere. Ebbene. Tutto giusto. Ma chi ci pensa a noi adulti? Dobbiamo essere noi ad alimentare la nostra stessa curiosità.

Non scartiamo mai a prescindere l’opportunità di fare una cosa nuova, di assaggiare un sapore nuovo o di esplorare le novità che ci circondano. Non diamo per scontato che sarà una fregatura, un già visto, un già provato, un “che noia”.

Chiediti il perché delle cose

In quanto autrice di articoli, mi trovo spesso a scrivere di argomenti che spaziano molto. A volte mi sono detta: perché mai dovrei parlare del troppopieno di un gabinetto? Della pianta da salotto perfetta? La verità è che non lo so. Non lo so finché non mi metto a cercare le informazioni di cui ho bisogno, finché non vado a implementarle alle mie esperienze personali e mi metto a costruire, finalmente, il testo. A quel punto sono già entrata nel vortice del “perché questo, perché quello, come funziona quest’altro” e l’orologio mi è sfuggito di mano. Mi sono persa di nuovo nel turbinio inesauribile delle domande che nascono da altre domande e che mi vengono spontanee. Nel turbinio della curiosità. Mi stupisco di quanto si possa essere affamati di cose nuove che, in apparenza, non hanno alcuna rilevanza con i nostri interessi primari.

Anche tu potresti stupirti di quante cose finiscono con l’interessarti, una volta che le hai osservate con gli occhi di chi ha voglia di saperne di più. Non chiederti “a cosa mi serve?”, ma gettati a capofitto in qualcosa, qualunque essa sia, e segui l’istinto che ti spinge verso la fonte della tua libertà individuale: la curiosità di scoprire!

Comincia… dall’inizio

Molti pensatori moderni partono dal presupposto che l’eccesso di informazioni attualmente disponibili online, e in realtà un po’ dappertutto, abbia anestetizzato il nostro gusto personale di scoprire le cose. Una volta si partiva dalle poche conoscenze che si avevano a disposizione e si andava, perlopiù, a tentativi. Oggi hai la soluzione pronta in un paio di click. Riscopri la bellezza del provare a ricostruire da sola l’origine delle cose che ti piacciono, partendo da una ricerca in biblioteca o, magari, da webinar o libri di testo. Scendi nei dettagli, esplora i piccoli perché e poi arriva, se puoi da sola, ai grandi quesiti dell’argomento di cui ti sei appassionata. Scoprirai che ogni piccola materia racchiude un mondo che aspetta solo te per essere esplorato sotto il tuo personalissimo punto di vista.

Non farti scoraggiare dalla noia

All’inizio qualsiasi argomento potrebbe sembrarti noioso e sterile. Potresti perfino pensare che si tratta di una perdita di tempo. Chi osserva con gli occhi della curiosità, ovvero chi presta davvero attenzione alle piccole cose, potrebbe scoprire che la noia è una reazione fisiologica a un argomento ampio e immanente, un meccanismo di pigrizia che sussurra “fermati qui, basta, è uno sforzo troppo grande”. Vai oltre. Trascorri qualche minuto con una materia nuova. Concedile mezzora. Se ancora è noiosa, dagliene un’altra. E poi, alla fine, quasi per caso… Potresti renderti conto che, una volta che sei addentro ai meccanismi base dell’argomento, quel tema non è più così sterile come sembrava all’inizio.

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