Ruzzle e Facebook eccitano il cervello

Lettera numero 1:
«Mi chiamo Wilma, ho 36 anni, e da quando mi sono appassionata a Ruzzle, mi attacco allo smartphone fino a tardi e non dormo più. Il gusto di sfidare degli sconosciuti mi mette addosso tanta di quella adrenalina che non riesco a smettere».

Lettera numero 2:
«Ma è mai possibile che io e mio marito passiamo più tempo online che a ridere tra di noi?» scrive Katia. «La sera chattiamo su Facebook anziché fare l’amore. Così la mattina siamo sempre molto stanchi, nervosi».

Lettera numero 3:
«Se prima di andare a letto non controllo la posta sul tablet e gli ultimi tweet degli amici, sto male» racconta Silvia. «Il risultato è che al risveglio sono distrutta e ho le occhiaie, perché tra una cosa e l’altra va a finire che tiro le tre di notte».

L’autore:

Giampaolo Perna
PSICHIATRA. È direttore scientifico del Centro europeo per i disturbi d’ansia ed emotivi di Milano. I suoi amori? Nietzsche, la mamma (giapponese) e il pollo al curry.

L'insonnia digitale da tablet e cellulare

Wilma, Katia e Silvia, come tante altre lettrici che mi scrivono ogni settimana non si rendono conto di soffrire di un vero e proprio disturbo: sono delle “insonni digitali”. La generazione di donne, uomini e adolescenti always on, sempre connessi, sta iniziando ad affollare i centri specializzati per la cura del sonno. In alcune di queste strutture la percentuale di “insonni digitali” sfiora il 40 per cento.

Difficoltà ad addormentarsi la sera

Si tratta di persone sane e normalissime, che, all’improvviso, hanno difficoltà ad addormentarsi la sera. E che diventano apatici, irritabili o distratti durante il resto della giornata. Un recente studio americano del JFK Medical Center di Edison collega questi disturbi alla luce dei display dei dispositivi elettronici di cui si abusa: smartphone, tablet, e-reader. Lo schermo retro-illuminato agisce sul nostro cervello e causa una diminuzione della melatonina, l’ormone che gioca un ruolo importante nel regolare il ciclo sonno-veglia. Pensate, bastano due ore passate davanti allo schermo per ridurre la produzione di questa sostanza del 22 per cento!  

Giocare a Ruzzle è come bere il caffè

A ciò va aggiunto che il meccanismo psicologico dei social network e di alcune app (scambio di messaggi, chat, sfide) fanno da “stimolanti” hi-tech. In pratica giocare a Ruzzle per tanti è eccitante come bere un paio di tazzine di caffè.

Darsi un tempo massimo per "smanettare"

Preoccupati? Non ne avete motivo. Perché la cura è di una semplicità disarmante. Per crollare di nuovo felici tra le braccia di Morfeo basta ridurre gradualmente le cattive abitudini. Portarsi a letto il lavoro, l’agenda elettronica e il telefonino? Non si fa. E se proprio non riuscite a farne a meno, datevi un tempo massimo per “smanettare”. Si può consultare la mail dopocena, ma non più di mezz’ora. Poi, staccate la spina, riponete il più lontano possibile dal comodino il palmare. Lasciatevi cullare da pensieri ottimisti e ricaricate, finalmente, le vostre, di batterie.

Imposta al minimo la luminosità del display

Imposta al minimo la luminosità del display dello smartphone o dell’e-reader. E non leggere mai completamente al buio o in penombra in camera da letto: la luce fredda dello schermo “spara” a distanza così ravvicinata. E può avere un effetto eccitante sul sistema nervoso.

Ascolta la musica per un sonno rilassante

Un’ora prima di andare a dormire, spegni il computer e il cellulare e dedicati alle strategie della buonanotte che ti fanno stare bene: ascolta della musica soft, concediti un bagno caldo, canticchia la tua hit preferita. Così ti garantirai un sonno rilassante.