Le vaccinazioni contro le allergie sono le più conosciute. Queste malattie oggi riguardano il 30 per cento degli italiani. Che, nel 50 per cento dei casi, sono perseguitati dalla rinite. Mentre il 15 per cento dei bambini si ammala di asma. “In questi casi, il vaccino permette di guarire o di far regredire i sintomi dell’80 per cento” spiega Giampiero Patriarca, direttore del servizio di allergologia al Policlinico Gemelli di Roma e scopritore del vaccino per l’allergia al lattice.

Chi deve vaccinarsi?

“Sono raccomandati a tutti gli allergici a partire dai  3 anni” spiega Giampiero Patriarca. “Si possono evitare solo se i sintomi sono lievi, limitati nel tempo e controllabili con i farmaci. Altrimenti ci sono grosse probabilità che, negli anni, una rinite si trasformi in asma”.

Come ci si vaccina?

Le vaccinazioni sono soprattutto per via orale: si mettono alcune gocce sotto la lingua ogni 3-5 giorni. “Per i bambini è meglio: perché temono l’iniezione, che va ripetuta ogni 15 giorni” sottolinea Patriarca. “C’è un problema di costi. Alcune Regioni, come Toscana e Lombardia, garantiscono quella contro gli imenotteri (api e vespe). Ma, il più delle volte, le vaccinazioni sono a carico del paziente”. Un ciclo costa circa 200 euro, prezzo che si triplica per i vaccini da fare tutto l’anno.

Per le allergie perenni, cioè, quelle che non sono legate a una particolare stagione dell’anno, il vaccino va fatto tutto l’anno. E ci vogliono almeno quattro anni per ottenere l’immunizzazione. Per le allergie stagionali, invece, si inizia la vaccinazione due o tre mesi prima della fioritura e si procede fino a fine stagione. Anche in questo caso, la profilassi va ripetuta ogni anno, per almeno quattro anni.

Ma quali sono le allergie più diffuse?

Acari della polvere

Gli acari sono presenti tutto l’anno, anche se hanno un picco tra settembre e novembre.

Alimenti

I cibi che causano più allergie sono: latte, pesce, uova, frutta secca e pomodoro. In questi casi non esiste un vaccino. Ma, sotto controllo medico, si può fare a casa la cosiddetta desensibilizzazione. Consiste nell’eliminare completamente l’alimento cui si è allergici, per poi reintrodurlo in dosi via via crescenti. È un percorso lungo (per risolvere l’allergia al latte, per esempio, servono in media 10 mesi). Ma funziona nell’80 per cento dei casi.

Cipresso, betulla e nocciolo

I pollini di queste piante provocano allergie in febbraio e marzo.

Graminacee

È una famiglia di piante molto diffusa, che fiorisce tra aprile e maggio.

Imenotteri

Per le persone allergiche alle punture di api, calabroni e vespe il vaccino è un salvavita perché si rischia lo shock anafilattico (la più grave reazione allergica possibile, che può portare alla morte). L’iniezione va fatta ogni mese per tutto l’anno, almeno per cinque anni.

Lattice

Guanti, contenitori per alimenti, materassi, preservativi: sono tanti gli oggetti realizzati in questo materiale. Per chi è allergico, oggi c’è il vaccino sublinguale che dà risultati già dopo un anno.

Parietaria

Questa pianta comprende due sottospecie: l’officinalis, più diffusa a Nord, e la giudaica, nel Centro-Sud. Al Sud la parietaria è quasi perenne, al Nord, invece, ha due picchi, uno in primavera, l’altro in autunno.

Ulivo

Fiorisce in giugno-luglio ed è responsabile di un’allergia molto diffusa nel Centro Sud.