Dormire separati dal proprio partner potrebbe sembrarci una follia, anche perché non tutti hanno a disposizione due stanze da letto o due letti separati, eppure potrebbe essere una pratica incredibilmente salutare.
Un’antica legge del Tantra raccomanda, dopo qualche giorno insieme, di dormire separati in modo da alternare l’intimità coniugale alla solitudine e preservare la connessione con se stessi. Un concetto che potrebbe trovare un riscontro nella moderna psicologia.
Ma dormire in letti separati fa davvero bene alla coppia? In questo articolo abbiamo analizzato tutti i pro e i contro del dormire separati per fare un po’ di chiarezza e scegliere con serenità. E del resto la soluzione ideale potrebbe essere non scegliere e alternare momenti diversi.
Dormire in letti separati: un’antica usanza
Quella di dormire insieme, in realtà, è un’usanza relativamente moderna. In passato, infatti, le coppie spesso dormivano separate (ovviamente se non avevano problemi di spazio), tanto che nei palazzi antichi troviamo quasi sempre le stanze dei mariti e quelle delle mogli. Ancora oggi, in certe culture, funziona così. Con l’avvento dell’era industriale e la costruzione di case sempre più piccole, avere una camera comune è diventata quasi una necessità.
Non è detto, però, che sia necessariamente un bene. E sempre più coppie, negli ultimi anni, stanno decidendo di dormire in letti separati. Negli stati Uniti, per esempio, una coppia su cinque dorme in camere separate. Il New York Times ha commissionato un’indagine all’International Housewares Association da cui emerge che, su 2.200 americani, una coppia su 5 dorme in camere diverse.
Tendenza confermata dai designer, che sempre più spesso si sentono chiedere l’allestimento di una seconda stanza, decorata con la stessa cura della prima e non certo destinata agli ospiti. Sono molte, quindi, le variabili da considerare per capire quale sia la soluzione migliore (fra queste, ovviamente, anche gli spazi di casa propria).
Dormire in letti separati: le variabili da considerare
Se stai cercando una risposta secca al quesito “è meglio dormire insieme o separati?” sappi che non c’è. Per capire cos’è più funzionale per te e il tuo partner devi analizzare tutta una serie di elementi. Innanzitutto, dovresti chiederti quali sono le vostre personalità, le esigenze di ciascuno di voi e i bisogni della coppia.
Se siete due persone che amano il contatto fisico e il romanticismo, mal sopportano la solitudine, non hanno l’esigenza di avere grandi spazi personali, allora, probabilmente starete meglio dormendo insieme. Al contrario, se l’idea di avere delle stanze in cui stare da soli vi alletta, non avvertite la necessità di condividere il momento dell’addormentamento e quello del risveglio, forse dormire separati potrebbe non essere una cattiva idea. Ci sono, poi, dei casi in cui la decisione fra dormire insieme o separati non dipende tanto da inclinazioni o bisogni personali, quanto da vere e proprie necessità fisiche.
La scelta, quindi, diventa quasi obbligata. Per esempio, se il tuo partner soffre di apnee notturne e russamento, per te potrebbe diventare molto impegnativo condividere il letto con lui. Migrare in un’altra stanza potrebbe essere l’unica soluzione per avere un sonno tranquillo e, dunque, non soffrire di disturbi come stanchezza, mancanza di concentrazione, nervosismo, calo di produttività durante il giorno.
Dormire in letti separati: le cause
Le cause che possono spingere alla scelta di dormire in letti separati sono diverse: uno dei due partner russa, per esempio, oppure siete abituati per lavoro a riposare da soli. Vediamo alcune delle cause più comuni che portano alcune coppie a dormire in letti separati.

Sonno disturbato
L’unica certezza della vostra vita è che lui, una volta spenta la luce, tempo 4 minuti e inizierà a russare. O a parlare nel sonno. O a muoversi come un muflone. O tutte e tre le cose. I primi tempi ne scherzavate con tenerezza. Poi avete iniziato a parlarne con sarcasmo davanti agli amici. E ora vi ritrovate chiuse in bagno con due occhiaie più profonde del lago Baikal a imprecare contro l’orso molesto che simula trombe d’aria al vostro fianco. Ma chi l’ha detto che amare significhi passare le vostre 6 ore e 45 di sonno in questo stato di perenne calamità naturale? Davanti a situazioni di questo tipo dormire separati è veramente l’unica soluzione. D’altronde è meglio svegliarsi la mattina riposate, e correre nel suo letto per dargli il bacio del buongiorno, piuttosto che svegliarsi al suo fianco e pensare: “Lo voglio morto”.
Il jet lag dell’amore
Per motivi di lavoro o per abitudini portate via alla vostra vita da single, può capitare che i vostri orari sonno/veglia siano veramente incompatibili. Se siete una coppia gufo e allodola. Se fra tuoi ritmi e i suoi corrono almeno 4 ore di fuso orario. Se adorate guardare la tv fino a tardi mentre lui non tollera il minimo rumore dopo le 23. Se dormite come una mummia avvolta nel pile quando lui vorrebbe la finestra spalancata anche a gennaio.
Se lui riesce a sprofondare nel sonno con la luce accesa mentre voi non sopportate neanche la spia della radiosveglia. C’è poco da girarci intorno, i vostri modi di vivere la notte sono troppi diversi. A meno che uno dei due non abbozzi sulle proprie esigenze, mettere un muro fra le vostre ore di sonno non solo è l’unica via praticabile, ma è anche una salvezza. La pelle distesa, l’umore migliore, la simpatia verso chi non vi ha distrutto il sonno al posto della frustrazione per aver sopportato. Basta con l’ipocrisia e sogni d’oro (in letti separati) a tutti
Crisi di coppia
Il letto è il naturale prolungamento della vita di coppia. Un dolce ritrovo o un campo di battaglia, a seconda dello stato di salute della vostra relazione. Se passate il giorno a tirarvi bicchieri o avete da poco firmato il vostro divorzio – ma a causa di figli, soldi o scelte resterete nella stessa casa – dormire in stanze separate è solo una naturale anche se amara routine.
Ma cosa capita se all’improvviso, dopo mesi o anni di notti guanciale a guanciale, uno dei due partner decide di tirare una linea nel bel mezzo del lettone? Il desiderio di non dormire più col proprio compagno può essere una spia di un malessere della coppia, ma va interpretato. Se i problemi non sono di ordine pratico – come quelli esposti nelle due prime categorie – potrebbe trattarsi solo di uno stato momentaneo. Un litigio, un’incomprensione che non passa, il bisogno di staccarsi senza staccare veramente, una sorta di pausa di riflessione.
Se invece la questione è più seria, forse è arrivato il momento di parlarne seriamente insieme. Ed anche durante il periodo di ‘separazione’ questo processo di discussione, di analisi, di approfondimento deve essere fatto. Altrimenti il dormire separati rimane uno sterile tentativo di risolvere dinamiche profonde di coppia, fino a nascondere una profonda difficoltà a separarsi davvero. Invece se ben condotta può rappresentare anche un’opportunità di far crescere la coppia in tutti i sensi, una vera e propria rinascita, un modo di azzerare il tutto per poi ripartire.
Bisogno di spazio
Qualche volta, quindi, dormire in letti separati è sintomo di una freddezza tra i partner, ma non necessariamente. Come abbiamo visto, c’è chi fa questa scelta per esigenze pratiche. Magari uno dei due che russa o sta sveglio fino a tardi e non vuole disturbare l’altro. E poi c’è chi lo fa per il bisogno o la voglia di uno spazio personale. Molti trovano in questa modalità una sorta di equilibrio che permette di non sentire l’allontanamento notturno come un indicatore di problemi all’interno della coppia. Sono i partner che più facilmente si trovano per avere rapporti e che, quando decidono di dormire insieme, lo fanno con entusiasmo.
Scelta condivisa
Spesso la decisione di dormire in camere separate non è presa di comune accordo ma è un’azione unilaterale. In questi casi rappresenta un modo di punire l’altro, di lanciargli un chiaro messaggio di stato di conflitto e altro ancora, fino a rivestire un vero e proprio carattere pedagogico. Classico è l’esempio del partner tradito che per punizione per un tradimento o perché profondamente ferito fa dormire il ‘traditore’ in un’altra camera.
Questo è un errore: qualunque sia il motivo, dovete fare una scelta che soddisfi entrambi. Cercate insieme un compromesso, evitando di imporre qualcosa di non voluto a uno dei due. Che fare, allora, se le esigenze sono contrastanti? Come in tutti gli altri casi di divergenza tra i partner, bisogna trovare un punto di equilibrio e capire che cosa c’è dietro alla voglia di dormire separatamente. Se si tratta di questioni oggettive, tipo appunto il russamento o i disturbi del sonno, ne va della salute generale e non ci sono alternative.
Se il tema invece ha a che fare con il bisogno di uno spazio di solitudine, magari quello spazio ce lo si può ritagliare in altri orari. Se non si trova un punto di equilibrio, se ne esce con un vincitore e un vinto: cosa che può generare rabbia e conflitti ulteriori. Ricordate che dormire in stanze diverse non significa potersi permettere il lusso di essere emotivamente distanti. Non andate a letto senza prima aver chiarito eventuali questioni in sospeso, senza esservi salutati, senza aver condiviso dei momenti insieme (ovviamente possono esserci delle eccezioni). In caso contrario, rischiate pian piano di allontanarvi.

Dormire in letti separati: benefici
Più riposati e calmi… anche con il partner! Ecco una delle ragioni a favore del dormire separati. Andiamo ad analizzare tutti i vantaggi del dormire se non in stanze diverse almeno in letti diversi.
Fare sonni più tranquilli
Ci sono, poi, dei casi in cui la decisione fra dormire insieme o separati non dipende tanto da inclinazioni o bisogni personali, quanto da vere e proprie necessità fisiche. La scelta, quindi, diventa quasi obbligata. Per esempio, se il partner soffre di apnea notturna, deviazione del setto nasale, difficoltà di respirazione: russare è un problema molto diffuso. In camera da letto può diventare una questione rumorosa e difficile da sopportare, soprattutto per il vicino o la vicina di cuscino. A proposito, chi ha detto che a russare sono solo gli uomini? Sfatiamo questo mito: anche le donne russano.
In casi come questi dormire separati può diventare una questione di sopravvivenza. Sono tante le coppie che da sempre vivono in due camere differenti. Migrare in un’altra stanza potrebbe essere l’unica soluzione per avere un sonno tranquillo e, dunque, non soffrire di disturbi come stanchezza, mancanza di concentrazione, nervosismo, calo di produttività durante il giorno. Russare costituisce una ragione frequente, ma non è l’unica: quando il partner si alza di frequente o si muove molto durante il sonno, oppure parla mentre dorme, per l’altra persona riposare bene e senza risvegli improvvisi può diventare davvero problematico.
Aumentare il desiderio
La questione del dormire insieme o separati non va sottovalutata anche perché può avere importanti ripercussioni sulla vita sessuale. C’è chi pensa che non condividendo il letto il rischio sia quello di finire con “l’uccidere” l’intimità.
In realtà, non è detto. Sessuologi e psicologi spiegano che dormire in due letti separati elimina l’idea del sesso come dovere obbligato. Non solo, a emergere è un’affinità di fondo rispetto all’antico concetto tantrico sopra citato. Il motivo è presto detto: la distanza risveglia il desiderio, in tutti i campi e a maggior ragione nell’intimità.
Dormire separati può far venire voglia di cercarsi di nuovo, darsi meno per scontati e riaccendere l’eros. Attenzione, però, quando esiste una distanza motivata anche da ragioni profonde il rischio è che le passioni sopite si spengano per sempre.
Avere più tempo per se stessi
Una dei vantaggi immediati di andare a letto da soli? Spegnere la luce quando si vuole, ovvio. Questo significa poter godere della propria solitudine per fare ciò che amiamo, dalla lettura del proprio libro preferito allo smartphone o l’ultimo film horror che il partner boccerebbe all’istante (e farebbe bene, perché la tecnologia prima di dormire è altamente sconsigliata). Avere più tempo per sé ci permette di sfruttare meglio le ore notturne e al tempo stesso, dicono gli esperti, può svelare un ulteriore beneficio: svegliarsi più riposati… e dunque, meno inclini a malumore e litigi. Quando ci sentiamo in forma anche il nervosismo cala e a beneficiarne è il termometro dell’amore.
Avere maggiore privacy
Ecco un aspetto che tendiamo a dimenticare quando ci diamo alla vita di coppia: avere momenti solo per se stessi è qualcosa che non andrebbe trascurato. Sì, proprio così. La privacy riguarda aspetti apparentemente banali della nostra vita, eppure entra in gioco in tutte quelle piccole situazioni che possono farci (ri)scoprire il bello di vivere la totale intimità con noi stessi senza doverci preoccupare di come apparire di fronte all’altro.
Rumori molesti, bigodini e maschera, pigiamoni imbottiti non saranno più un problema: fra i benefici del dormire separati c’è la possibilità di ritrovare il proprio spazio di privacy, una sfera assolutamente individuale che riguarda prima di tutto se stessi. Poter scoprire quello che amo fare, come mi piace dormire e non dover pormi il problema dell’altro: una conquista. E poi sarà emozionante cercarsi quando lo si desidera davvero, sentirsi liberi di stare con se stessi e con l’altro in modo più consapevole.
Ritrovare lo spazio fisico e mentale
Oltre al problema di chi si muove molto, troppo, esiste una questione principale di cui tener conto: dormire in un unico letto, per quanto grande possa essere, significa occupare uno spazio da condividere, ovvero dividere tenendo conto di due corpi che occupano porzioni diverse di un solo spazio. Chissà perché questa divisione non è mai equa. In ogni coppia esiste il ladro, o la ladra, di coperte che ogni notte inspiegabilmente riesce a farla franca scatenando l’ira (e i brividi) altrui.
Dormire separati agisce sul miglioramento del riposo perché significa ritrovare il proprio spazio, non solo psichico ma prima di tutto fisico, ecco perché accade di frequente che quando dormiamo da soli abbiamo la sensazione di un sonno più profondo, di svegliarci più calmi e pieni di energia.

Dormire insieme: i benefici
Naturalmente anche dormire insieme ha dei benefici, oltre a essere un piacere condiviso dalla maggior parte delle coppie. Fra abbracci e litigate (che si abbassano), in realtà anche dividere il letto ha i suoi vantaggi sulla qualità della vita di coppia.
Diminuiscono i litigi
Uno dei principali vantaggi di una dormita abbracciati riguarda proprio i momenti negativi. Litigare e ritrovarsi a fine giornata nel proprio letto, insieme, costringe a una vicinanza che all’inizio può far storcere il naso e poi diventare motivo di nuova intimità. Fianco a fianco, ci guardiamo di nuovo. Fra sfioramenti casuali e chi per primo allunga un piede succede di ritrovarsi, ora dopo ora, e persino riabbracciati. Per i chiarimenti verbali ci si penserà domani, nel frattempo il contatto fisico ha fatto il suo perché agisce da colla riappacificante attraverso i sensi.
Rende più fedeli
Wendy M. Troxel, docente di psichiatria e psicologia, ha condotto un’indagine insieme alla Pittsburgh University sugli effetti del sonno condiviso insieme al partner. I risultati? Dormire con la persona che amiamo mostra una caduta dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress connesso a depressione e stati di ansia. Parallelamente, lo studio ha evidenziato livelli più bassi di citochine, implicate nei processi infiammatori, e un aumento di ossitocina. Prodotta anche durante il parto, l’ossitocina gioca un ruolo chiave in molti eventi della vita quotidiana, dalle reazioni emotive alla sfera affettiva e sessuale perché sembra accrescere il senso di legame (e addirittura di fedeltà), non solo fra mamma e bambino, ma anche in coppia.
Aumenta l’intimità di coppia
L’ossitocina e la ricaduta positiva degli ormoni ci portano dritti verso un’ulteriore motivazione a favore del dormire insieme. Condividere l’intimità, essere a stretto a contatto e ritrovarsi nel proprio letto aumenta la vicinanza reciproca, a livello fisico, emotivo e psichico. Significa alimentare una relazione di vicinanza e il contatto di pelle, che sappiamo essere fondamentale in ogni età della vita. A proposito, un’abitudine in calo è il bacio della buona notte, lo sapevi? Al contrario salutarsi e chiudere ogni giornata risolvendo eventuali tensioni prima di andare a dormire rappresenta una vecchia raccomandazione delle nonne che ancora oggi si rivela un ottimo consiglio per la salute della coppia.
Rende più felici
In occasione dell’International Science Festival di Edimburgo da un’indagine condotta su un campione di mille soggetti, è emerso che dormire a stretto contatto è sinonimo di una relazione più soddisfacente. Infatti, rispetto a chi mantiene una distanza di 70 centimetri o più, le coppie abituate a dormire ravvicinate, a 2 centimetri o meno, si sono dichiarate più felici.
L’amore si nutre di vicinanza? Da una parte appare sicuramente importante riposare bene e ritrovare anche il proprio spazio di privacy rispetto a se stessi, dall’altra includere il partner in un legame da costruire a partire dal corpo, giorno dopo giorno, ha a che fare con la parte più profonda e istintiva di noi stessi. Siamo fatti prima di tutto da sensazioni di pelle, l’epidermide veicola le nostre emozioni.
Migliora l’eros
Un motivo uguale e contrario a quello per cui la distanza può aumentare il desiderio è in grado di farci rivalutare la vicinanza. Sì, accade perché la distanza può essere positiva a piccole dosi, tuttavia a lungo termine rischia di diventare un fattore disgregante. Dormire insieme, tanto più se nudi, invece avvicina la coppia al contatto e intimità. La nudità riveste un ruolo chiave. Nudi, riscopriamo il contatto primitivo; ci spogliamo di ornamenti e pensieri, ritroviamo un’essenzialità che è anche libertà sensoriale e mentale, voglia di esplorazione, stimolazione tattile. Quando il corpo è nudo, o poco vestito, regola la sua temperatura in modo autonomo naturale e secondo alcune ricerche brucia più grassi. Un motivo in più per provare l’esperienza di dormire nudi e abbracciati come ai primi tempi?