La violenza contro le donne non accenna a diminuire, al contrario, i dati segnalano un aumento dei crimini, spesso con gli esiti più tragici. I dati ufficiali confermano la gravità della situazione nel nostro Paese: 113 le donne uccise dall’inizio dell’anno a oggi, di cui 75 vittime di stalking, e 38  vittime di altre forme di violenza domestica, come i maltrattamenti in famiglia.  Rispetto ai primi 9 mesi del 2012 si segnala un drammatico aumento del 15%.

LUCI E OMBRE DEL NUOVO DECRETO ANTI STALKING


Ciononostante, le denunce per questi reati sono diminuite: “Negli ultimi due mesi, dopo l’approvazione del decreto legge di ferragosto, che ha modificato in parte la disciplina sul reato di atti persecutori, si è registrato un trend negativo per le denunce che sono scese del 20%”, afferma l’avvocato Lorenzo Puglisi, Presidente  di SOS Stalking.

Questo decremento è imputabile all’introduzione della procedibilità d’ufficio del reato, che implica l’impossibilità per chi ha denunciato di tornare sui propri passi“Il dato offre quindi due chiavi di lettura: se da una parte il calo delle denunce può sottintendere un maggior timore delle vittima, che una volta presentata la querela deve necessariamente andare fino in fondo, dall’altro può essere letto in chiave positiva – prosegue Puglisi – Spesso, in passato, si è registrata una certa leggerezza nel denunciare i presunti stalker, arrivando al punto, nei casi più estremi, di strumentalizzare la denuncia per fini diversi, legati ad esempio ad una causa di separazione o di divorzio”.

Aumenta, invece, il ricorso all’ammonimento da parte del Questore del 25% strumento alternativo alla querela che non dà luogo a un procedimento penale, ma comporta ugualmente un interessamento da parte delle forze dell’ordine, che in alcuni casi può essere sufficiente a placare lo stalker.

Ma i dati raccolti da SOS Stalking segnalano come negli ultimi sei mesi si sia registrato anche un incremento del 10% delle denunce da parte di uomini (le ultime rilevazioni Istat, ormai datate, parlano di un 30% del totale sulle denunce). “Il fenomeno dello stalking al maschile, di cui si parla molto più di rado, inizia ad emergere perché anche gli uomini hanno iniziato a prendere coscienza che alcune condotte ossessive da parte di compagne (o compagni), aspiranti tali, ex, ecc., possono essere classificabili come veri e propri reati, mentre prima si tendeva a sottovalutarli, considerandoli semplicemente comportamenti gravi o quantomeno poco graditi”. Al contempo SOS Stalking rileva una diminuzione sensibile dei tempi di intervento da parte delle forze dell’ordine e un aumento del 20% delle custodie cautelari in carcere.

Segnali di cambiamento nell’atteggiamento delle istituzioni a riguardo continuano ad arrivare: a tal proposito fondamentali sono state le misure legislative proposte e approvate negli ultimi mesi, dalla legislazione sulle intercettazioni telefoniche, alla delibera dell’uso del braccialetto elettronico per monitorare e bloccare gli stalker. “I segnali positivi ci sono, sembra che il parlamento si stia finalmente muovendo verso un’azione concreta per contrastare la violenza contro le donne e rafforzare la lotta ai ‘reati sentinella’, quelli che molte volte precedono l'omicidio di mogli, figlie, fidanzate”, conclude Puglisi.

L'IMPEGNO DI SOS STALKING

L’Avvocato Puglisi nel 2010 fonda l’associazione SOS Stalking, il primo sportello telematico in Italia in grado di offrire una consulenza diretta, sia legale che psicologica, alle vittime di stalking, di cui è anche Presidente.