Erika Lust: un tocco femminile per il nuovo porno

Come mai iniziato a fare porno? Qual è la tua missione? E quale il messaggio che vuoi comunicare?

“È stata una decisione maturata nel tempo. Tutto è iniziato quando, a 15 anni, vedendo il mio primo film a luci rosse mi sono sentita in colpa, perchè capivo che c’era qualcosa di sbagliato nell’industria pornografica tradizionale. Poi, all’Università ho studiato femminismo e ho cominciato a pormi diverse domande, per esempio, qual è il ruolo della donna nella società, perché il porno è destinato solo a un pubblico maschile, come se alle donne non piacesse il sesso, perché una ragazza che ha molti partner è chiamata “puttana” mentre a un uomo non succede, anzi, è chiamato eroe, campione. Dopo gli studi ero piena di idee su come mostrare al mondo che era possibile un altro tipo di pornografia che si concentrasse sulla sessualità e il desiderio femminile. Così ho iniziato l’avventura della produzione girando il mio primo corto, The Good Girl, al quale sono seguiti altri corti e film (alcuni dei quali sipossono visualizzare gratuitamente su http://www.lustcinema.com/video/). Infine, vorrei porre l’attenzione sulla mia missione: nel mio cinema voglio vedere donne che decidano come devono essere rappresentate. Voglio vedere donne, donne come me e come te, con sentimenti, educazione, professioniste, madri, sposate, divorziate, single, amanti, giovani, adulte, magre, con curve…che comunque siano capaci di vivere appieno la loro sessualità, anche attraverso ciò che vedono nei miei film. Vedrai, sono convinta che la sessualità delle donne si esprimerà in maniera sempre più decisa, e questo intimorisce un po’ gli uomini, gli imbarazza. Loro ci pensano esseri innocenti, e nel loro immaginario solo le prostitute, le lussuriose sono sessualmente attraenti. Ed è qui che si sbagliano! Quindi io con un gruppo di altre registe, abbiamo deciso di reagire presentando un’altra visione del tema, a considerare il porno per quello che è: un altro aspetto della vita, per nulla marginale, un modo di parlare di sesso. Sono convinta che noi donne dobbiamo rivendicare la nostra partecipazione al contenuto di questo discorso, avere tanta importanza quanto un uomo, essere creatrici, sceneggiatrici, produttrici, registe…

Erika Lust, femminismo luci rosse

Quali sono le caratteristiche dei tuoi lavori? Cosa li rende diversi dagli altri?

“I miei lavori, per esempio, mostrano come due persone si conoscono, se i protagonisti sono coppie, amici, amanti, cosa succede prima e dopo… Il sesso non è rappresentato come atto meccanico, ma bensì come un’esperienza, una connessione che si stabilisce insieme ad un’altra persona. Non sto parlando necessariamente di amore, ma di passione, eccitazione e piacere. Probabilmente per questo i miei film sono diversi dagli altri. Insomma, non considero il sesso esclusivamente come atto fisico, ma lo inserisco in un contesto più ampio. Inoltre, do importanza a quelle cose che il cinema adulto ha abbandonato molto tempo fa, come la musica, il vestiario, la fotografia… E ancora, una delle principali differenze tra i miei lavori e il porno classico è la diversa rappresentazione della donna e dell’uomo, che esce dal convenzionale. Infatti, non vedrai mai nei miei film infermiere vogliose, lolite ninfomani, direttrici divora uomini, oppure uomini muscolosi che trattano la donna come un oggetto…Questi sono clichés che il porno “tradizionale” ama, ma dal quale ci sideve sdoganare.”

In cosa, secondo te, le donne hanno rivoluzionato il mondo della pornografia?

“Diciamo che è una rivoluzione in corso. Dobbiamo ancora fare molta strada, dobbiamo rompere gli schemi, far capire alla società che anche noi donne abbiamo qualcosa da dire riguardo al tema, e che la nostra visione è differente da quella degli uomini. Pensa solo al fatto che noi donne cambiamo qualsiasi settore in cui entriamo: la politica, l’investigazione, la scienza. Trasformiamo tutto secondo il nostropunto di vista, proponendo così una visione distinta delle cose. Ed è ciò he cerco di fare con il porno, proporre un nuovo punto di vista”.

I film a luci rosa di Erika Lust

Spesso si pensa alla pornografia come qualcosa di esclusivamente maschile, eppure tu hai dimostrato il contrario. Ma com’è l’anima porno delle donne?

“Dobbiamo smetterla di pensare alla pornografia come qualcosa di prettamente maschile, come se alle donne non piacesse o non fossero interessate. Secondo il mio punto di vista, le donne hanno un’anima porno più fine e raffinata degli uomini, per il semplice fatto che siamo diverse, sentiamo le cose in maniera diversa. Comunque è difficile generalizzare. Noi donne vogliamo vedere tutto. Tutto e niente. Ti spiego: vogliamo romance e anche sesso spinto, uomini affettuosi e maschi che ci prendano con forza, vogliamo vedere genitali e non li vogliamo vedere, vogliamo vedere modelli belli e muscolosi e vogliamo vedere ragazzi che sembrino normali. Vogliamo inoltre violini e vero amore, e vogliamo vedere sveltine con uno sconosciuto. Tra noi donne c’è altrettanta varietà che tra gli uomini. Non siamo una categoria unica e monolitica. È vero, detto così sembra che dia ragione a chi pensa che non è necessario un cinema adulto per noi. Ma non è assolutamente così”.

Erika Lust, quando il porno rompe i tabù

Nei tuoi film esplori il mondo delle fantasie erotiche e anche dei sentimenti, delle relazioni tra uomini e donne, la varietà delle possibili attrazioni tra i sessi…quale pensi possa essere il “valore umano” della pornografia, e dei tuoi lavori in particolare? Pensi possano essere utili nel “liberare” la sessualità?

“Sicuramente i miei lavori vogliono “liberare” la sessualità, vogliono rendere le persone coscienti dei loro gusti, che è una parte della loro personalità. Vogliono, inoltre, trasmettere sentimenti, emozioni, e il rispetto dell’uno verso l’altro. Sai, il sesso è fonte d’ispirazione, è qualcosa che può farci sentir liberi, ci insegna alcune cose, ci fa rompere i tabù, ci invoglia a provare ciò che vediamo nei film… Purtroppo, il porno tradizionale, quello a cui siamo stati abituati per mancanza di alternative, da la sensazione del sesso come qualcosa da nascondere. E pensare che l’idea dell’erotismo fatto arte (si pensi ai molti quadri, alle sculture, al cinema, perchè no) è qualcosa di bello, e che esiste fin dall’antichità. Per esempio, nell’antica Roma la sessualità si rappresentava in maniera viva, con naturalezza, come qualcosa di bello e meritevole di essere vissuto alla luce del giorno…e rappresentato. Poi, con l’era vittoriana, è successo esattamente il contrario. Sono stati anni di dura repressione per tutto ciò che non fosse puro e casto, tutto ciò che non si attenesse strettamente e rigidamente alle regole”.

Erika Lust, regista di porno indipendente (e femminile)

Pensi che il porno possa essere utile anche alle coppie? Come?

“Si, il porno può essere utile alla singola persona come alle coppie. Basta gurardara i miei film per capire il come. Due persone possono giocare insieme in piena complicità o ispirarsi.”

A differenza del porno mainstream, nei tuoi film non c’è solo una trama, maanche una profondità psicologica… Da dove prendi ispirazione per i personaggie per le storie?

“Per le storie m’ispiro a fatti che mi raccontano amiche o fan, o anche situazioni in cui mi ritrovo. I personaggi, inoltre, devono essere persone naturali, nelle quali chiunque si può identificare. Inoltre, per l’ispirazione prendo spunto da ciò che non voglio fare, ovvero dal porno tradizionale. Non voglio quindi rappresentare uomini tutto muscoli che non lasciano trasparire le emozioni, i superdotati… E lo stesso con le donne: non voglio rappresentare la lolita o la studentessa vogliosa. Voglio donne e uomini naturali, nei quali tutti si possano identificare, e che non creino senso di frustrazione”.

Erika Lust: "nel nuovo porno c'è amore"

Attori e attrici nei tuoi film sono un po’ diversi da quelli che si vedono nelporno “classico”… come mai questa scelta? Come scegli i tuoi protagonisti?

“Per il casting faccio fatica, non è come nel cinema porno tradizionale. Cerco attrici e attori che siano in grado di fare quel tipo di riprese, certo. Corpi nudi in movimento, primi piani e scene hard. Ma non basta, ho bisogno di capacità espressive particolari, sono molto esigente. Li scelgo, inoltre, dal tipo di ruolo che intendo fargli interpretare, e mi piace anche lavorare con attori che sono coppie vere, ma non sempre è possibile. Durante le riprese di uno dei miei film, Life, Love, Lust, ho lavorato con una coppia di attori che lo sono anche nella vita reale, Yoha e Leo. Interpretavano un cuoco e una cameriera che lavoravano nello stesso ristorante, e li, una notte, dopo aver chiuso il locale, hanno festeggiato il compleanno di lui. I due si sono lasciati andare a delle scene di sesso e amore come solo una coppia vera sa fare. Hanno interpretato vari film insieme, facendo molto sesso meccanico e ripetitivo davanti alla cinepresa. Mi sono commossa quando mi hanno confessato che era la prima volta che facevano l’amore, con dolcezza, e ciò mi ha fatto rinnovare i propositi della mia crociata: ottenere che nel nuovo cinema per adulti ci sia contatto, dolcezza, intimità…e amore”.