Endometriosi

L’endometriosi è una malattia causata dalla crescita dell’endometrio al di fuori della cavità uterina, generalmente nella pelvi. È molto dolorosa e può colpire le donne già dalla prima mestruazione durante l’infanzia e perdurare fino alla menopausa ma dopo i 40 anni di età la crescita del tessuto endometriale fuori dalla cavità uterina è più lenta.

Gli ospedali con il bollino rosa

In alcuni casi l’endometriosi può persistere anche dopo la menopausa oppure presentarsi anche a causa degli ormoni presi per regolare i  sintomi della menopausa. La stima di donne affette da endometriosi attuale è circa del 10% di quelle in età riproduttiva: il 30-40% è sterile poiché la malattia è tra una delle prime cause di infertilità femminile. L’endometriosi è entrata a far parte delle malattie croniche in base ai Nuovi Lea 2017

La ginecologa risponde: “Rapporti completi, ciclo regolare, perché non rimango incinta?”

La Giornata Mondiale dell’Endometriosi e gli appuntamenti e visite gratuite nel mese di marzo 2019

Bisogna sempre parlare di endometriosi ma il mese di marzo è, ancora più degli altri, il momento migliore per farlo, con iniziative in tutta Italia. Marzo è in tutto il mondo il mese della consapevolezza dell’endometriosi, dopo l’istituzione della prima Giornata Mondiale dell’endometriosi nel 2014.
Oltre alla Settimana Europea della Consapevolezza dell’endometriosi (5-11 marzo), arrivata quest’anno alla sua XV edizione, sono molti gli appuntamenti durante tutto l’arco del mese.

Le cause dell’endometriosi

Quali sono le cause dell‘endometriosi? In realtà ancora oggi non se ne conosce l’eziologia precisa, ma non essendo una patologia rara gli esperti hanno individuato cinque possibili ipotesi per spiegarne l’origine.

  1. La mestruazione retrograda: sembrerebbe la spiegazione più probabile. Infatti, il sangue mestruale refluisce nella cavità pelvica tramite le Tube di Falloppio invece che uscire dal corpo. Queste cellule dell’endometrio aderiscono alla nuova sede dove crescono e continuano ad addensarsi e sanguinare durante ogni ciclo mestruale.
  2. La crescita delle cellule embrionali: la cavità addominale e quella pelvica sono rivestite da cellule che provengono da quelle embrionali. Se si trasformano in tessuto endometriale si può sviluppare endometriosi.
  3. Impianto su cicatrici chirurgiche: le cellule endometriali possono attaccarsi all’incisione durante un intervento chirurgico come isterectomia o taglio cesareo.
  4. Trasporto di cellule endometriali: può svilupparsi endometriosi perchè i vasi sanguigni o il sistema linfatico possono trasportare cellule provenienti dall’endometrio in altre parti del corpo.
  5. Disturbi del sistema immunitario: un problema del sistema immunitario potrebbe ingannare il corpo rendendolo incapace di riconoscere e attaccare distruggendo il tessuto endometriale che cresce fuori dall’utero.

I sintomi dell’endometriosi

In una condizione di endometriosi il sintomo principale è il dolore pelvico in genere associato ai periodi delle mestruazioni. Infatti nelle donne affette da questa patologia i dolori mestruali possono divenire molto intensi ed essere accompagnati da flusso davvero importante, fino ad arrivare ad una situazione di metrorragia. Inoltre il dolore aumenta nel corso del tempo. Non c’è invece un rapporto diretto fra perdite marroni e endometriosi. Altri sintomi dell’endometriosi sono:

  • Dolore durante il rapporto sessuale
  • Dolori in associazione a minzione o movimenti intestinali
  • Sanguinamento importante ed eccessivo e sanguinamento in mezzo ai cicli
  • Infertilità: proprio in questa situazione molte donne scoprono la patologia
  • Stanchezza, dissenteria, stitichezza, nausea, gonfiore specialmente nei periodi di ciclo mestruale

La diagnosi dell’endometriosi

Per avere una diagnosi corretta è importante recarsi da uno specialista, un ginecologo che potrà effettuare apposite visite e sottoporci ad esami specifici per la diagnosi della patologia. In sede di controllo dal vostro ginecologo, per diagnosticare la malattia il medico vi chiederà una descrizione dei sintomi, la posizione del dolore e il momento in cui si verifica. Inoltre, potrebbero essere prescritti alcuni test tra cui:

  • Esame pelvico manuale per sentire anomalie come cisti o cicatrici sull’utero
  • Ecografia: può essere esterna oppure interna (transvaginale) mediante trasduttore che premuto contro la pelle permette di avere immagini e visualizzazione degli organi riproduttivi. Serve ad identificare eventuali cisti che potrebbero essere associate a endometriosi
  • Risonanza magnetica: è lo strumento che si utilizza per avere una diagnosi di endometriosi
  • Laparoscopia: in ultimo se da ecografia viene verificata la presenza di una cisti, potrebbe essere necessario un piccolo intervento in laparoscopia per rimuoverla. Nel corso di questa operazione il chirurgo potrà verificare la presenza di altre cisti o focolai ed eventualmente rimuoverli. Solo con il successivo esame istologico potrà dare la conferma definitiva per una diagnosi di endometriosi

L’endometriosi in menopausa

In genere la menopausa migliora la condizione dell’endometriosi: non sempre però tutti i sintomi della malattia svaniscono. Il dolore generalmente va ad attenuarsi e i problemi dovuti alla patologia tendono a cessare. Con l’arrivo della menopausa però, anche le donne che soffrono di endometriosi possono avere alcuni fastidi come vampate di calore, irritazione, secchezza vaginale e insonnia.

È possibile poi, indurre uno stato di menopausa mediante somministrazione di ormoni che potrebbero apportare miglioramenti allo stato di salute. Qualsiasi trattamento farmacologico va discusso e approvato dal medico curante, ovvero il ginecologo che ci sta seguendo