Difficile trovare lavoro e guadagnare oggi per chi ha studiato lingue all’università. A un anno dalla laurea è ancora in cerca di un lavoro stabile. Secondo i dati di Alma Laurea, infatti, solo il 15 per cento ha un contratto a tempo indeterminato (il 30 lo ottiene dopo cinque anni).

Per non rimanere disoccupati, allora, bisogna guardare oltre le classiche attività di insegnante, traduttore o interprete, come hanno fatto le quattro donne che intervistiamo qui. La loro competenza linguistica si è tradotta in un lavoro sicuro, originale e interessante.


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Benedetta Manghi
60 anni

La English deliver

«Tempo fa vendevo i classici corsi in fascicoli e sognavo di aprire una scuola, poi ho capito che il tradizionale insegnamento delle lingue non funzionava più. Le persone sanno cosa vogliono ma hanno poco tempo: io le aiuto a raggiungere obiettivi veloci e personalizzati. Come? Ho inventato l’inglese on delivery (englishcorner.eu). Procuro un insegnante ad hoc a chiunque voglia imparare in un contesto originale: c’è chi chiede l’english chef per cucinare e conversare. Altri vogliono studiare i termini legati al mondo della vela e preferiscono lezioni in barca. Oppure, progettando un viaggio a Londra, desiderano una guida sul posto pronta ad aiutarli a perfezionare la grammatica».

Perché funziona. Spesso le lezioni di inglese si basano sul role play, la simulazione di una situazione reale. L’idea di Benedetta va in questa direzione: la lingua si parla nella vita vera, cucinando o visitando una città. Così si migliora in fretta.


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Gemma Iacona
50 anni

La local expert

«Cinque anni fa ho unito le mie due grandi passioni, lingue e architettura, e sono diventata guida turistica. Ma non mi sono fermata a questo. Ho notato che oggi vanno molto di moda i siti web, come zestrip.net, dove i turisti possono prenotare un’esperienza specifica, dallo shopping in centro al corso di degustazione con un local expert, cioè un abitante del posto che si mette a disposizione. Adesso lo faccio anch’io e il servizio è richiestissimo: molti stranieri mi contattano per fare insieme qualcosa di speciale nella mia città, proprio come accadrebbe con un’amica. Io li accompagno in bici nel parco di Monza, organizzo picnic in riva al fiume o spedizioni tra i locali più cool per l’aperitivo».

Perché funziona. Oggi, alla vacanza organizzata, si preferisce quella tailor made, studiata sulle proprie esigenze e i propri gusti. Il tour guidato dei monumenti ha fatto il suo tempo, adesso i viaggiatori preferiscono esperienze più dirette e originali. Come quelle proposte da Gemma.


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Letizia Quaranta
42 anni

L’organizzatrice di playgroup

«Dopo dieci anni di lavoro all’estero ho fatto ritorno in Italia e sono diventata mamma. Avevo voglia di mettermi in proprio e trasmettere a mio figlio la ricchezza linguistica che avevo acquisito. Così, ho svolto delle ricerche e ho aperto un blog in cui spiego come due genitori italiani possano crescere un figlio bilingue. Ho anche studiato un metodo che adesso metto in pratica nei centri Learn with Mummy diffusi ormai in tutta Italia (learnwithmummy.com). Sono dei playgroup in cui mamme e bambini, neonati compresi, imparano a giocare insieme in inglese. Così si abituano fin da subito ad ascoltare una seconda lingua. Senza grammatica, senza lezioni, ma con tecniche speciali che permettono di apprendere in  maniera naturale. Con un team di professionisti ho poi realizzato libri e cd per chi vuole usare il metodo anche a casa propria».

Perché funziona. Oggi sempre più mamme hanno capito l’importanza di insegnare fin da subito l’inglese ai propri figli in modo divertente e informale. L’esperienza di Letizia dimostra che parlare due lingue è possibile per tutti, non solo per chi ha un genitore straniero.


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Ketty Romagnoli
44 anni

La concierge di imprese e persone

«Ho sempre fatto le mie vacanze all’estero e sono incuriosita dagli stili di vita degli stranieri. Così nel 2011 mi sono associata a Meet up, il sito che organizza aperitivi ed eventi per far incontrare agli stranieri arrivati nel nostro Paese gli italiani che vogliono conversare in lingua. Da lì ho sviluppato altre idee di impresa e aperto la mia agenzia (kettyro magnoli.com): oggi organizzo i matrimoni degli stranieri che scelgono l’Italia come palcoscenico delle loro nozze, aiuto ad ambientarsi chi arriva per lavoro o studio. E, soprattutto, faccio da intermediario e fornisco consulenza alle imprese straniere americane che vogliono investire da noi».

Perché funziona. Le aziende oltreconfine tornano a investire da noi (+3,5 per cento l’anno secondo l’Associazione artigiani piccole imprese di Mestre) e il 20 per cento ha sede negli Usa. Ketty ha visto giusto: i servizi di intermediazione sono fondamentali per capire dove e come produrre.