Con centinaia di migliaia di attività chiuse da settimane e più di 7,3 milioni di lavoratori in Cassa integrazione (dato Inps a fine aprile), l’affitto è diventato un problema per molti italiani. «La legge di conversione del decreto “Cura Italia” ha prolungato la sospensione degli sfratti fino al 1° settembre 2020 e alcune Regioni come Toscana, Lazio e Sicilia hanno lanciato bandi per offrire contributi alle famiglie in difficoltà» spiega Stefano Chiappelli, segretario generale del Sunia, il sindacato degli inquilini. «Perché gli aiuti siano estesi a livello nazionale, servono però almeno 300 milioni per aumentare il fondo di sostegno all’affitto». Nel frattempo, una soluzione tampone è quella di ricontrattare il canone con il proprietario. Ecco come fare.

L’accordo con il proprietario dell’immobile

«La rinegoziazione del contratto è una possibilità già prevista dalla legge, può essere adottata anche per contratti transitori o commerciali ed è praticabile in tempi brevi. Per chiedere di rivedere importi e modalità di pagamento occorre inviare una lettera in cui si spiega che si versa in uno stato di difficoltà» spiega Chiappelli. «Il proprietario non è tenuto ad accettare, ma in una situazione come l’attuale può essere un vantaggio anche per lui: nel caso in cui l’inquilino non versi l’affitto, dovrebbe comunque pagare le tasse sull’intero canone pur non avendo riscosso le somme».

Se c’è l’ok del proprietario, le parti formulano un accordo scritto. «Non c’è una modalità standard: si può chiedere di abbassare il canone per qualche mese o fino a fine contratto, oppure di sospendere il pagamento per un periodo e poi rateizzare i mesi non pagati. È una semplice scrittura privata firmata dalle due parti» precisano dall’ufficio legale del Sunia.

La registrazione dell’accordo

L’accordo va registrato all’Agenzia delle entrate, nello stesso ufficio dove era stata registrata la locazione. Si può inviare una pec o una email, o recarsi allo sportello alla riapertura, entro il 30 giugno. Servono la scansione dell’accordo, il “modello 69” e una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (i dettagli su https://bit.ly/2W0UCRC). Al momento della dichiarazione dei redditi il proprietario potrà inserire la somma pattuita. Per info e aiuti: www.sunia.it.