«Pagare le tasse è già abbastanza brutto, almeno rendetecelo semplice ». Lo  abbiamo pensato spesso e l’idea che sta dietro alla dichiarazione dei redditi precompilata, il 730 che potremo visualizzare su Internet dal 15 aprile, è  proprio questa: facilitare il rapporto tra noi e il Fisco. Ma come funziona in  concreto?

CHI PUÒ PRESENTARLO?
I lavoratori dipendenti e i pensionati, per il  secondo anno consecutivo, possono accedere al proprio 730 sul sito dell’Agenzia  delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

COSA C’È SCRITTO?
Sono riportate le  spese mediche e sanitarie (tranne i farmaci da banco), le tasse universitarie, i  contributi per la previdenza complementare, gli interessi passivi dei mutui.  Tutte cifre che possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi. Ma il  Fisco come ha questi dati? Grazie all’incrocio delle comunicazioni provenienti  anche da banche e assicurazioni.

CONVIENE ACCETTARLO?
Sì, se rispecchia  abbastanza fedelmente la nostra situazione economica. Nel modulo potrebbero non  esserci (anzi, è molto probabile che non ci siano) altri sconti fiscali ai quali  avremmo diritto, per esempio le donazioni alle Onlus. Se fossero cifre  irrisorie, potrebbe valer la pena di non curarsene: rimandando il modulo così  com’è all’Agenzia delle entrate, evitiamo controlli successivi. Se invece  abbiamo bisogno di integrare il 730 con altre spese da detrarre, come quelle per  le ristrutturazioni edilizie, conviene farsi aiutare da un Caf o dal commercialista: la guida alla compilazione stilata dall’Agenzia delle entrate  supera le 40 pagine.