Il sostegno all’autoimpiego giovanile compie un passo importante. Con il nuovo messaggio n. 270/2026, l’INPS estende il Bonus Giovani Imprenditori anche ai liberi professionisti under 35, riconoscendo che la transizione digitale ed ecologica passa sempre più attraverso competenze specialistiche e attività autonome ad alto contenuto innovativo.
Si tratta di un ampliamento importante rispetto alla versione iniziale della misura, prevista dal Decreto Coesione, che sembrava riservata ai soli titolari di attività iscritte al Registro delle Imprese.
Una misura che si allarga: ora coinvolti anche i professionisti
L’interpretazione del Ministero del Lavoro, recepita dall’INPS, ha chiarito in modo definitivo che anche i professionisti disoccupati possono accedere all’incentivo. Per consentire a questa nuova platea di presentare domanda, l’Istituto ha disposto una riapertura straordinaria dei termini, attiva dal 31 gennaio al 2 marzo 2026.
È un intervento pensato per includere figure che oggi giocano un ruolo essenziale nello sviluppo tecnologico del Paese: consulenti digitali, esperti ambientali, progettisti, professionisti della comunicazione e della trasformazione green.
Il contributo: 500 euro al mese per tre anni
La struttura dell’incentivo non cambia: il bonus prevede 500 euro mensili, per un periodo massimo di 36 mesi, come contributo a fondo perduto destinato alle fasi di avvio dell’attività. La misura è cofinanziata dall’Unione Europea tramite il Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027, con l’obiettivo di sostenere nuovi progetti d’impresa e professioni qualificate nei settori strategici dell’innovazione.
Per accedere è necessario avere meno di 35 anni, trovarsi in stato di disoccupazione certificato e aver avviato l’attività – o aperto la partita IVA, nel caso dei professionisti – tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
I settori ammessi: digital, green e attività ad alto valore aggiunto
Il bonus non è destinato indistintamente a tutte le attività economiche. La normativa circoscrive gli aiuti ai settori individuati come strategici per la crescita del Paese. L’elenco dettagliato dei codici ATECO ammessi è riportato nell’Allegato 1 della Circolare INPS n. 148/2025 e comprende attività legate alla manifattura avanzata, ai servizi digitali, alla comunicazione, alla trasformazione alimentare di qualità e alle professioni tecniche e consulenziali che sostengono la transizione ecologica.
Questo significa che la partita IVA del professionista deve corrispondere a una delle attività riconosciute come prioritarie: un modo per indirizzare le risorse pubbliche verso settori capaci di creare sviluppo duraturo.
Come presentare domanda per il bonus
L’INPS ha aggiornato i propri sistemi telematici per permettere anche ai liberi professionisti di richiedere il bonus. Poiché non sono tenuti all’iscrizione camerale, questi ultimi dovranno autocertificare la data di avvio dell’attività direttamente online.
La verifica dello stato di disoccupazione, invece, avverrà in automatico grazie allo scambio di dati tra INPS e Ministero del Lavoro. È, quindi, fondamentale che chi presenta domanda abbia già dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro presso il Centro per l’Impiego.
Dal punto di vista contabile, l’Istituto ha creato capitoli di bilancio dedicati alla gestione dei fondi e predisposto procedure centralizzate per l’erogazione dei pagamenti, così da garantire tempi rapidi e maggiore trasparenza.
Il bonus che aiuta gli under 35
Con l’estensione ai professionisti, il Bonus Giovani Imprenditori diventa una misura più inclusiva e aderente alle trasformazioni del mercato del lavoro. Non solo sostiene chi apre un’impresa, ma riconosce il valore di chi offre servizi innovativi e consulenze qualificate, settori in cui molti giovani trovano oggi le opportunità più promettenti.