Buone notizie per chi sta programmando le vacanze estive. Le acque balneabili europee continuano a distinguersi per gli elevati standard di qualità, confermando l’Europa tra le aree più sicure al mondo per fare il bagno.

Secondo il nuovo Rapporto sulle acque di balneazione, basato sui controlli effettuati nel 2025, il 96% dei siti monitorati soddisfa gli standard minimi fissati dall’Unione Europea e solo l’1,5% è stato classificato come di qualità scarsa. Un risultato che racconta i progressi compiuti negli ultimi decenni nella tutela delle risorse idriche, ma che evidenzia anche differenze importanti tra coste, laghi e fiumi.

Acque balneabili più pulite d’Europa: la classifica dei Paesi

La qualità delle acque di balneazione viene valutata analizzando la presenza di due batteri indicatori, Escherichia coli ed enterococchi intestinali, utilizzati per verificare la sicurezza delle acque dal punto di vista microbiologico.

In cima alla classifica si trova Cipro, che raggiunge un risultato eccezionale: il 100% dei siti monitorati è stato classificato come eccellente. Seguono Grecia (97,1%), Bulgaria (96,9%) e Austria (96,5%), mentre completano la top ten Lussemburgo, Danimarca, Germania, Italia, Malta e Lituania.

Ecco la classifica delle acque balneabili eccellenti:

  • Cipro: 100%
  • Grecia: 97,1%
  • Bulgaria: 96,9%
  • Austria: 96,5%
  • Lussemburgo: 94,1%
  • Danimarca: 92,4%
  • Germania: 90,9%
  • Italia: 89,8%
  • Malta: 88,8%
  • Lituania: 86,7%
  • Spagna: 86,6%
  • Croazia: 86,2%
  • Lettonia: 84,7%
  • Finlandia: 84,5%
  • Svizzera: 84,4%
  • Romania: 84%
  • Portogallo: 82%
  • Repubblica Ceca: 79,7%
  • Irlanda: 78,4%
  • Svezia: 77,7%
  • Slovenia: 75,5%
  • Francia: 74,4%
  • Paesi Bassi: 70,9%
  • Slovacchia: 70%
  • Belgio: 67,9%
  • Ungheria: 64%
  • Polonia: 58,7%
  • Estonia: 56,9%
  • Albania: 16,8%

Dove si trova il mare più pulito d’Europa

Il rapporto conferma che le acque costiere continuano a essere il punto di forza dell’Europa. L’Italia, ricca di Bandiere blu, si colloca all’ottavo posto della classifica generale con quasi il 90% delle acque giudicate eccellenti, un risultato che riflette soprattutto la buona qualità delle sue località marine.

Anche Grecia e Bulgaria confermano standard molto elevati, mentre Cipro ottiene il massimo riconoscimento grazie a un risultato che non registra alcun sito al di sotto della classe di eccellenza.

Nel complesso, il rapporto mostra come le acque marine europee siano generalmente più pulite rispetto a quelle interne, confermando il continente tra le destinazioni più apprezzate per il turismo balneare.

Dove si registrano le maggiori criticità

Il quadro cambia se si osservano i Paesi che presentano una quota maggiore di acque classificate come scarse.

Estonia, Paesi Bassi e Francia registrano una percentuale superiore al 3% di siti giudicati insufficienti. Ancora più evidente è il dato dell’Albania, che si colloca all’ultimo posto della graduatoria con appena il 16,8% di acque classificate come eccellenti.

Anche Estonia, Polonia, Ungheria e Belgio restano sotto la soglia del 70% di acque eccellenti.

Le differenze emergono soprattutto quando si analizzano laghi e fiumi. In Spagna, per esempio, oltre l’11% delle acque interne è classificato come scadente e poco più della metà raggiunge il livello di eccellenza. Anche Slovenia, Portogallo e Croazia mostrano risultati meno positivi nelle acque dolci rispetto alle coste.

Perché laghi e fiumi sono più vulnerabili

Il rapporto evidenzia una distinzione netta tra mare e acque interne. L’88% delle acque costiere europee è stato classificato come eccellente, contro il 78% di laghi e fiumi.

Le ragioni sono diverse. Molti bacini interni hanno un ricambio dell’acqua più lento e risultano più esposti agli effetti degli eventi meteorologici estremi, in aumento anche nel nostro Paese. Le piogge intense possono trascinare sostanze inquinanti provenienti dalle aree urbane e agricole, mentre i periodi di siccità riducono la capacità naturale dei corsi d’acqua di diluire i contaminanti.

A pesare sono anche gli scarichi urbani durante gli eventi climatici più intensi, il ruscellamento ricco di fertilizzanti e pesticidi e l’impatto degli allevamenti, che aumentano anche il rischio di pandemie.

Nonostante queste criticità, il rapporto sottolinea un segnale incoraggiante: grazie alle politiche europee sulla qualità delle acque, molti fiumi urbani stanno gradualmente recuperando il loro equilibrio ecologico e, in alcune città, è tornato possibile fare il bagno in corsi d’acqua che fino a pochi decenni fa erano considerati fortemente compromessi.

Un patrimonio da proteggere

I dati del 2025 raccontano un’Europa che ha investito nella tutela delle proprie risorse idriche e continua a raccogliere risultati concreti. Allo stesso tempo ricordano che questo patrimonio resta fragile. Cambiamenti climatici, urbanizzazione e pressione sulle risorse naturali rendono sempre più importante continuare a investire nella qualità dell’acqua.

Ogni tratto di costa recuperato, ogni lago protetto e ogni fiume restituito alla balneazione dimostrano che le politiche ambientali possono produrre effetti duraturi. Proteggere l’acqua significa tutelare non solo gli ecosistemi, ma anche la salute e il benessere di milioni di persone.