Le immagini hanno fatto il giro del mondo: una sottile nube bianca avvolge i palazzi e, nel giro di pochi minuti, il caldo sembra attenuarsi. Succede a Yuncheng, nella provincia cinese dello Shanxi, dove un complesso residenziale ha installato un innovativo metodo anti afa basato sulla nebulizzazione dell’acqua. L’effetto è sorprendente, ma dietro questa tecnologia non c’è nulla di magico. Il sistema sfrutta infatti il raffreddamento evaporativo, un fenomeno fisico noto da sempre, per rendere più vivibili gli spazi esterni durante le ondate di calore. I risultati osservati nel quartiere sono promettenti, ma gli esperti invitano a considerarli nel loro contesto, senza trasformarli in una soluzione universale.

Come funziona il metodo anti afa sperimentato in Cina

Il progetto è stato realizzato nel complesso residenziale Xijian Tianmao Guobinfu, nella città di Yuncheng. Sui tetti degli edifici sono stati installati oltre 200 ugelli per ciascun palazzo, alimentati da pompe ad alta pressione.

Quando il sistema entra in funzione, rilascia nell’aria una nebbiolina composta da goccioline microscopiche. A contatto con l’aria calda, l’acqua evapora quasi immediatamente, assorbendo calore dall’ambiente. È lo stesso principio che ci fa percepire freschezza quando il sudore evapora sulla pelle.

Secondo i responsabili del progetto, circa dieci minuti di funzionamento sono sufficienti per ridurre la temperatura dell’aria fino a 8 °C e quella della superficie del suolo fino a 12 °C nell’area interessata. Si tratta però di valori registrati in questo specifico intervento e non automaticamente replicabili in qualsiasi città o condizione climatica.

Perché la nebulizzazione può aiutare contro il caldo

Uno dei principali vantaggi della nebulizzazione è che richiede meno energia rispetto ai tradizionali impianti di climatizzazione degli ambienti esterni. Il sistema utilizza infatti pompe per pressurizzare l’acqua, senza ricorrere ai compressori e ai gas refrigeranti tipici dei condizionatori.

L’obiettivo principale non è raffreddare gli appartamenti, ma migliorare il comfort negli spazi aperti, come cortili, aree comuni e percorsi pedonali. In città sempre più calde, questo tipo di intervento potrebbe contribuire anche a limitare il fenomeno delle isole di calore urbane, causato dall’accumulo di calore su asfalto, cemento e superfici edilizie.

Alcuni sistemi di nebulizzazione vengono inoltre utilizzati per abbattere parte delle polveri sospese e rendere più gradevoli gli ambienti esterni durante i periodi più afosi.

Il caldo nelle città è un problema sempre più complesso, tanto che oggi si parla anche di cooling poverty, la difficoltà di molte persone ad accedere a sistemi efficaci per proteggersi dalle temperature estreme.

I limiti di questa tecnologia

Nonostante l’entusiasmo suscitato dalle immagini diffuse sui social, è importante evitare semplificazioni. Parlare di «aria condizionata a costo zero» non è corretto.

Dai palazzi di Yuncheng il metodo anti afa basato sulla nebulizzazione dell'acqua

Il sistema richiede infatti acqua, energia elettrica per alimentare le pompe, manutenzione e un’infrastruttura dedicata. Inoltre, il raffreddamento evaporativo funziona soprattutto in condizioni di aria calda e relativamente secca. Quando l’umidità è elevata, l’evaporazione rallenta e l’effetto rinfrescante diminuisce.

Anche per questo motivo molti esperti ritengono che la nebulizzazione possa rappresentare uno strumento utile, ma non sufficiente da sola per affrontare le ondate di calore sempre più intense legate ai cambiamenti climatici.

Può essere una soluzione anche per le città europee?

L’esperienza di Yuncheng dimostra che è possibile ripensare il modo in cui vengono progettati gli spazi urbani, affiancando alle tecnologie tradizionali sistemi ispirati ai processi naturali.

Per città come quelle italiane, sempre più esposte alle estati torride, interventi di questo tipo potrebbero trovare applicazione in piazze, aree pedonali o complessi residenziali. Tuttavia dovrebbero essere inseriti all’interno di una strategia più ampia che comprenda innanzitutto la piantumazione di alberi lungo le strade cittadine, una misura in grado di ridurre il numero di morti per il caldo.

A questo si dovrebbero aggiungere l’impiego di materiali capaci di riflettere il calore, tetti verdi, migliore isolamento degli edifici e una pianificazione urbana pensata per contribuire a ridurre le temperature.

La nebulizzazione, insomma, non sostituisce queste soluzioni, ma può affiancarle insieme a interventi come le facciate verdi, che aiutano a migliorare l’isolamento degli edifici e a contenere il surriscaldamento urbano.