Amsterdam si prepara a diventare la prima capitale al mondo a dire stop alla pubblicità dei prodotti più dannosi per il clima. Dal 1° maggio entrerà in vigore un regolamento che vieterà negli spazi pubblici la promozione di carne e combustibili fossili, ma anche di viaggi aerei, crociere e auto a benzina.
Una decisione che è il risultato di un percorso iniziato anni fa e che oggi si inserisce in una tendenza più ampia che riguarda l’impatto ambientale dei consumi.

Amsterdam: stop alla pubblicità dei prodotti inquinanti

La proposta risale al 2020, quando Amsterdam aveva già fatto parlare di sé diventando la prima città al mondo a ipotizzare un divieto di questo tipo. Oggi quella visione diventa realtà.
Il 22 gennaio, il consiglio comunale ha approvato ufficialmente la misura, presentata dal partito ecologista GroenLinks e dal Partij voor de Dieren, il partito per il benessere degli animali.

L’idea di fondo è semplice: ridurre la presenza, nello spazio pubblico, di messaggi che promuovono modelli di consumo incompatibili con gli obiettivi climatici. Secondo i promotori, la pubblicità contribuisce infatti a rendere “normali” scelte che hanno un impatto diretto sull’ambiente.

Cosa prevede il divieto e quando entrerà in vigore

Il nuovo regolamento vieta la pubblicità dei combustibili fossili e della carne su cartelloni, schermi e spazi pubblicitari presenti in città, compresa la rete di trasporto pubblico.
Nel mirino finiscono anche gli annunci che promuovono voli aerei, fra i maggiori produttori di inquinamento, così come le crociere e le automobili a benzina.

La data fissata per l’entrata in vigore è il 1° maggio, anche se non sono mancate le resistenze. La vicesindaca Melanie van der Horst ha espresso dubbi sui tempi, affermando che introdurre il divieto così rapidamente sarebbe “troppo presto” e chiedendo un «periodo di transizione ragionevole» per permettere agli operatori di adeguarsi.

Nonostante le perplessità, la maggioranza del consiglio comunale ha confermato la linea, ribadendo l’urgenza di intervenire sul fronte climatico.

«Gli annunci normalizzano i combustibili fossili»: le ragioni di chi sostiene il divieto

La coordinatrice dell’iniziativa Reclame Fossielvrij (Fossil Free Advertising) Femke Sleegers, che già nel 2020 aveva sostenuto la proposta, aveva spiegato così il senso della misura: «La decisione di vietare la pubblicità dei combustibili fossili […] arriva in un momento cruciale della lotta contro il cambiamento climatico».

Secondo Sleegers, il problema non è solo ambientale, ma anche culturale: «Gli annunci che presentano i combustibili fossili come qualcosa di normale aggravano la crisi climatica e non hanno posto in una città, o in un Paese, che si è impegnato a rispettare l’Accordo di Parigi».

Il paragone utilizzato dai sostenitori del divieto è quello con tabacco e alcol. «Così come le politiche antifumo sono inefficaci quando gli annunci di sigarette sono ovunque, non possiamo avere una politica climatica efficace finché i prodotti fossili vengono promossi a ogni angolo di strada», ha spiegato Sleegers.

Dalle città olandesi alla Francia, fino a Firenze

Amsterdam non è un caso isolato. Nei Paesi Bassi, altre città hanno già introdotto misure simili, tra cui Utrecht, L’Aia, Zwolle, Delft e Nimega. Il governo nazionale, però, sembra preferire un approccio diverso. Secondo il sito NLTimes, la ministra per il Clima Sophie Hermans si oppone a un divieto valido su tutto il territorio e punta su interventi locali.

Scelta opposta quella della Francia, che nel 2022 è diventata il primo Paese europeo a vietare a livello nazionale la pubblicità dei prodotti energetici legati ai combustibili fossili. La legge riguarda derivati del petrolio, energia da carbone e idrocarburi contenenti idrogeno, e prevede multe tra 20.000 e 100.000 euro, con sanzioni raddoppiate in caso di recidiva.

Anche in Italia qualcosa si muove. A Firenze, una mozione approvata all’inizio di febbraio porterà presto la città a diventare il primo Comune italiano a vietare la pubblicità dei combustibili fossili negli spazi pubblici, colpendo annunci per voli, crociere, contratti di energia da fonti fossili e automobili.

Un segnale che va oltre i cartelloni

Il divieto deciso da Amsterdam non riguarda solo la pubblicità. È un segnale politico e culturale che mette in discussione il modo in cui le città raccontano se stesse e il futuro che vogliono costruire.
Limitare certi messaggi negli spazi pubblici significa intervenire sull’immaginario collettivo, provando a rendere meno “normali” scelte che pesano sul clima. Un passo che parte dai cartelloni, ma che guarda molto più lontano.